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Elda Fiorentino Busnelli: Ricerca e supervisione ambienti di cura e qualificazione del servizio sociale professionale

25.00

I testi di Elda Busnelli Fiorentino sono un invito ad ascoltarsi, dialogare, sentirsi a casa. Li scriveva cercando il pensare e il fare che nasce dal dialogo autentico. Per questo rileggere i suoi testi significa far scorrere il nostro pensiero insieme con lei, chiedendosi come realizzare quello che propone nei servizi per l’infanzia e la famiglia.

Sono le passioni della sua vita, dedicata al futuro delle opportunità da garantire alle nuove generazioni. Il metodo, quindi, non poteva essere diverso dalla democrazia dell’ascolto, del rispetto, della reciprocità.

Nel suo dialogo la prima fonte sono i principi e i valori, poi vengono considerati i metodi e gli strumenti, per condividere le modalità necessarie per inverarli nella difficile realtà di ieri e di oggi.

«Dal ricovero all’affidamento: cambia una legge o una mentalità?», «Minori e giustizia», «Pluralità di bisogni e pluralità di risposte», «Opportunità, compiti di sviluppo, ruolo dei servizi»… sono altrettanti modi di interrogarsi per cercare insieme, utilizzando il pensiero che facilita il dialogo tra come siamo e come potremmo essere.

La sua attenzione ai processi professionali è magistrale, perché contiene tutto il necessario per interpretare al meglio l’aiutare ad aiutarsi valorizzando le capacità.

Una chiave di lettura ricorrente è «approfondire i problemi da dentro e da fuori». Approfondirli da dentro significa farlo sapendo di cosa si sta parlando, studiando, comprendendo e approfondendo, cioè evitando le presunzioni e le banalizzazioni che spesso caratterizzano i dibattiti sui servizi sociali e sociosanitari, dove tutti a livello politico e tecnico si sentono autorizzati a giudicare e proporre.

Approfondirli «da fuori» significa posizionare la riflessione ai confini tra dentro e fuori, tra servizi e socialità, tra persona e professione.

Una condizione ideale è l’esperienza della supervisione professionale, perché consente di entrare nel merito della quotidianità e nel merito delle storie di vita professionali, con sguardi lungimiranti, distribuiti tra particolare e generale, tra il mio problema e i problemi della comunità professionale.

Animata da questa passione, Elda ha contribuito a sviluppare una nuova cultura della supervisione nel servizio sociale, basata su una metodologia che valorizza la narrazione, l’ascolto, l’interpretazione, la condivisione di soluzioni. Per lei supervisione significava costruzione che compone il particolare con il generale, posizionando le parti nel tutto che le contiene sul piano umano e professionale. Lo dice nel 1990 in modo profetico: «Gli assistenti sociali sentono sempre più acuto il bisogno di verifica e approfondimento della loro formazione professionale. È questo un segno estremamente positivo che testimonia la consapevolezza che lo svolgimento del ruolo professionale richiede:

–una verifica delle capacità relazionali;

–un continuo affinamento degli strumenti di conoscenza delle persone e del loro ambito di vita;

–un aggiornamento culturale per assimilare nella propria professionalità i nuovi fenomeni che l’organizzazione sociale o i mutamenti sociali determinano. (…) Forse è per questo motivo che sempre più diffusa è la richiesta di «supervisione» del proprio lavoro» (pp. 189-190 di questo volume).

SKU: N/A Category: Product ID: 18652

Description

Editore: Fondazione Zancan
Autore: L. Anfossi, T. Vecchiato a cura di
Collana: Protagoniste
Anno di pubblicazione: 2025
Codice ISBN: 979-12-80381-06-4
Numero di pagine: 247