Continuità assistenziale ed efficacia delle cure

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creato: 22 giugno 2010

TAGS: welfare presa in carico ricerca assistenza efficacia diritti

Si è aperta lo scorso fine settimana a Malosco, in provincia di Trento, la sessione dei seminari di ricerca estivi a invito organizzati dalla Fondazione “E. Zancan” Onlus. Da qui fino a settembre ogni settimana un gruppo di esperti con diverse competenze sarà chiamato a confrontarsi sui temi cari alla Fondazione. L’obiettivo è di affrontare problemi di welfare per sviluppare nuove soluzioni in grado di potenziare l'efficacia delle risposte, umanizzare i servizi e meglio qualificare l'incontro tra diritti e doveri. Da sempre, infatti, i seminari della Fondazione si caratterizzano come laboratorio di idee e luoghi di confronto per alimentare approfondimenti teorici ed esperienziali.
Con il primo seminario attualmente in corso (20-23 giugno) si è già entrati nel vivo del confronto: in collaborazione con l’Ulss 4 di Thiene e l’azienda ospedaliero-universitaria di Udine, gli esperti stanno infatti dibattendo sul tema "Continuità assistenziale ed efficacia delle cure". Con questo termine si intende la necessità di garantire cure appropriate ed efficaci, riducendo le contraddizioni e le conseguenze negative del passaggio tra diverse forme di presa in carico, in particolare dall’opedale al domicilio, ed eliminando i costi generati dai ricoveri ripetuti.
“Di continuità assistenziale ha bisogno l’ospedale per poter dimettere le persone dopo gli interventi di fase acuta – spiega il direttore della Fondazione, Tiziano Vecchiato –. Ne ha bisogno il territorio per gestire tempestivamente la presa in carico dei bisogni, riducendo emergenze e sofferenze evitabili. Ne hanno soprattutto bisogno le persone e le famiglie interessate. Eppure, le soluzioni rimangono declamazioni di principio e non hanno adeguata traduzione operativa”. Qualcosa potrà e dovrà cambiare con l’introduzione dei livelli essenziali di assistenza, attraverso i quali si potrà far corrispondere doveri di fare e diritti di essere presi in carico, secondo profili assistenziali definiti in termini di contenuti clinici, assistenziali e organizzativi.
“La stagione delle linee guida basate su evidenze scientifiche, che ha avuto un significativo sviluppo negli ultimi 10 anni, grazie al programma nazionale linee guida, ha mantenuto solo in parte le proprie promesse – aggiunge Vecchiato –. Oggi ci sono condizioni per capire se e come superare le attuali contraddizioni, se e come affrontarle, anche con nuovi strumenti”. Come da tradizione, nel corso del seminario verranno messi a confronto i risultati di sperimentazioni, documentate le contraddizioni e i danni della mancanza di continuità assistenziale, predisposte raccomandazioni per le persone e le famiglie.

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