Contro le disuguaglianze la costituzione

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creato: 05 novembre 2010

TAGS: esclusione lavoro poverta immigrazione

La Fondazione «E. Zancan» di Padova sarà tra gli ospiti, sabato 6 e domenica 7 novembre, del convegno dal titolo “Povertà e disuguaglianze. Strategie per l’inclusione sociale”, organizzato dall’associazione famiglie rurali a Laggio di Cadore. Sono passate meno di tre settimane dalla presentazione a Roma del decimo rapporto Caritas-Zancan su povertà ed esclusione sociale in Italia “In caduta libera” ed ecco che già si presenta una nuova occasione per riflettere sulla delicata situazione italiana.
Nella giornata di sabato è previsto l’intervento (ore 15.30) del presidente onorario della Fondazione Zancan, monsignor Giovanni Nervo, “La Costituzione fondamento di uguaglianza sociale contro le disuguaglianze e le discriminazioni sociali”. Di seguito (ore 16.15) il direttore della Fondazione Tiziano Vecchiato presenterà i dati contenuti nel rapporto povertà 2010.
“Disuguaglianza significa che alcuni hanno troppo, altri troppo poco - spiega Giovanni Nervo, anticipando alcuni contenuti del suo intervento -; alcuni hanno molto potere e fanno quello che vogliono, altri non hanno nessun potere per far valere i loro diritti. Riferimento irrinunciabile per la promozione dell’uguaglianza è la Costituzione, la cui violazione produce povertà ed emarginazione sociale”. Nel ripercorrere alcuni dei più significativi articoli della Carta, monsignor Nervo spiega che molti dei problemi della società odierna sono originati da specifiche violazioni del dettato costituzionale. Così, l’astensionismo elettorale vìola espressamente il primo articolo della Costituzione che attribuisce la sovranità al popolo, mentre la mancata accettazione degli immigrati rappresenta una violazione dell’articolo 2 che riconosce e garantisce gli inviolabili diritti dell’uomo: “Quando non vengono riconosciuti e garantiti, come spesso avviene per gli immigrati, nasce una povertà che porta all’esclusione sociale”. Ed è nella violazione dell’articolo 3 che si radica la piaga della povertà perché, cita Nervo, “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. E spiega: “Dalla violazione di questo articolo nascono le varie forme di disuguaglianza, discriminazione ed esclusione sociale. Sono forme moderne e acute di povertà”. Un altro aspetto cruciale è quello del lavoro: “La disoccupazione involontaria è una delle forme più gravi di disuguaglianza fra chi ha il lavoro e chi non lo ha e inevitabile sorgente di povertà”.

 

 

 

 

 

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