Proposte per tutelare chi svolge lavoro di cura

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creato: 06 maggio 2006

Sono in continuo aumento le persone con necessità di cure e assistenza a lungo termine per condizioni di invalidità , cronicità , disabilità gravi: il numero attuale di non autosufficienti è quantificabile in Italia tra le 600.000 (numero di persone con indennità di accompagnamento) e il milione di persone.
Sono numerosi i non autosufficienti, sono numerose le persone che assistono familiari: si tratta per lo più di donne che si prendono cura giornalmente dei loro cari anziani o invalidi, senza ferie nè festività , permettendo un risparmio alle spese sociali del Paese. Ma pur lavorando per più ore di qualsiasi dipendente, pur svolgendo un'attività gravosa, non percepiscono alcuno stipendio, nè sono sostenute da forme di assistenza previdenziale.
Proprio la scelta di dedicarsi all'assistenza e cura di familiari, infatti, è una delle cause principali di interruzione dell'attività lavorativa per una fascia consistente della popolazione femminile occupata. L'uscita dal mondo del lavoro può essere momentanea, a seguito del superamento del bisogno o per la morte della persona assistita, ma difficile risulta poi il reinserimento nel mondo lavorativo. In ogni caso, la sospensione del lavoro implica un'interruzione dell'accantonamento previdenziale maturato, con ripercussioni anche significative sul trattamento pensionistico e quindi sulla condizione economico-sociale futura. L'accensione di polizze assicurative integrative o il riscatto pensionistico degli anni dedicati alla cura non è sempre possibile e rappresenta un onere economico spesso non sostenibile.
Questa tendenza produrrà nel tempo incrementi di spesa (sanitaria, previdenziale, di assistenza). Porre in essere una forma di tutela previdenziale immediata consente di recuperare risparmi di spesa assistenziale futura e di prevenire l'insorgere di situazioni di fragilità sociale e indigenza. La fondata possibilità che si produca una situazione di svantaggio o bisogno a carico della persona, in conseguenza dell'attività assistenziale svolta, motiva dunque un intervento di sostegno pubblico, di carattere solidaristico.
Per cercare possibili soluzioni legislative per il riconoscimento previdenziale del lavoro di cura, la Fondazione Zancan ha realizzato un rapporto di ricerca dal titolo "Forme di previdenza integrativa per chi svolge lavoro di cura", finanziato dal Fondo della Consigliera Provinciale di Parità .
"Nel promuovere l'occupazione femminile - spiega Ivana Veronese, Consigliera Provinciale di Parità - ritengo sia importante e doveroso riconoscere il lavoro dell'assistenza ai familiari, che non può essere classificato come volontariato e che vede impegnate tante donne. A queste persone, che per vocazione o per necessità economica impegnano le loro giornate in questo compito delicato, va data l'opportunità di costruirsi un futuro certo, in cui venga assicurata una qualche forma di assistenza previdenziale". "Lo studio nasce dalla necessità di trovare soluzioni a questi problemi -sottolinea Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Emanuela Zancan - con l'ipotesi che alla loro soluzione possa contribuire non solo lo Stato ma anche altri enti pubblici interessati: in primo luogo le Regioni e i Comuni. Per esempio, l'istituzione di fondi previdenziali su base regionale di natura integrativa e/o complementare potrebbe consentire l'accantonamento a fini previdenziali di contributi economici destinati alla persona impegnata in compiti di cura al fine di assicurare un trattamento pensionistico adeguato, in alternativa o in integrazione dell'erogazione diretta di prestazioni economiche assistenziali".
Il rapporto, a cura di Elena Innocenti e Stefano Piazza, è suddiviso in due parti. Nella prima parte sono presentati i principali riferimenti legislativi, regione per regione, riguardanti le misure di sostegno per soggetti deboli e la tutela delle persone che svolgono lavoro di cura non retribuito derivante da responsabilità familiari. Nella seconda parte sono presentate alcune proposte di possibili forme di previdenza integrativa-suppletiva per persone impegnate in compiti di cura.
Si può richiedere il rapporto di ricerca "Forme di previdenza integrativa per chi svolge lavoro di cura" alla Fondazione Zancan: e-mail fz@fondazionezancan.it; tel. 049663800.

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