I servizi sanitari e sociali del Friuli Venezia Giulia sotto la lente d’ingrandimento

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creato: 03 febbraio 2012

TAGS: partecipazione non autosufficienza valutazione

I servizi sanitari e sociosanitari del Friuli Venezia Giulia sotto la lente d’ingrandimento. Succede a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, dove si svolge questo pomeriggio il convegno “I servizi sanitari e sociosanitari per i cittadini visti dai cittadini. Atlante dei servizi in Friuli Venezia Giulia e audit civico”. L’iniziativa si propone di “mettere a confronto l’offerta dei servizi nel territorio regionale e di riflettere sul rapporto tra comunità locali e servizi nell’attuale fase di cambiamenti istituzionali, a livello nazionale e regionale. Organizzatore dell’evento è Federsanità Anci Fvg, in collaborazione con Regione autonoma, Ass. 6 Friuli Occidentale, Comune di San Vito al Tagliamento.
Chiamato a dare un contributo sul tema della “partecipazione, programmazione e valutazione nei servizi alla persona”, il direttore della Fondazione Zancan Tiziano Vecchiato sottolinea che “il convegno è opportunità preziosa, soprattutto in questo momento storico, per ripensare i rapporti tra valutazione dei bisogni, programmazione degli interventi e verifica dei risultati”. E aggiunge: “Troppo spesso queste dimensioni non si sono avvicinate e, anzi, la perdurante difficoltà di valutare l’impatto e l’efficacia dei servizi alle persone ha ridotto il loro rendimento e ha impedito la valutazione della loro efficacia. Il futuro del welfare deve ripartire proprio da questa criticità per ottimizzare il rendimento delle risorse e dare di più alle persone e alle comunità locali”.
Nel corso del convegno Fabio Bonetta, direttore generale dell’Asp Itis Trieste, porterà al centro del dibattito alcune ipotesi di sostenibilità dei servizi agli anziani non autosufficienti, “per superare la situazione esistente di servizi domiciliari con bassa efficacia e di ampio ricorso alla residenzialità”. È questa l’occasione per proporre alcune idee, come la domiciliarità protetta o la creazione di ambienti e servizi calibrati sulle esigenze reali delle persone. In questo campo l’Itis si è attivato già da tempo, “ristrutturando il condominio solidale, prevedendo appartamenti con impatto domotico, elaborando piani personalizzati seri definiti da professionisti” ricorda Bonetta.
Un altro messaggio centrale del convegno è non solo l’importanza di una maggiore integrazione di servizi sociali e sanitari, ma di investire nella continuità delle cure tra domiciliarità e residenzialità.

 

 

 

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