Studio “CRESCERE”. Come si diventa grandi? Uno studio per 8 anni indagherà la transizione dall’infanzia all’adolescenza

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creato: 04 febbraio 2013

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L’ingresso nelle scuole medie apre una fase della vita dei ragazzi particolarmente delicata. È il momento delle scoperte, delle amicizie, della prima adolescenza, della voglia di crescere in fretta. Avviene in un mondo in rapida trasformazione tecnologica e sociale. Cosa accade ai ragazzi, nella scuola, in famiglia, nel gioco e nel tempo libero? La ricerca darà risposte ai genitori, agli insegnanti, a quanti hanno a cuore la necessità di garantire opportunità per crescere ai nostri ragazzi. Lo studio «CRESCERE» - acronimo di Costruire Relazioni ed Esperienze di Sviluppo Condivise con Empatia, Responsabilità ed Entusiasmo - è realizzato dalla Fondazione Emanuela Zancan onlus e dal De Leo Fund, insieme alla Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo e alla Camera di Commercio di Padova (co-finanziatori dello studio).
Si tratta di uno studio del tutto originale, che offre la possibilità di monitorare le condizioni di crescita e di sviluppo dall’infanzia verso l’età adulta a livello fisico, relazionale, emotivo, delle capacità e delle aspettative di vita. Ci aiuterà a capire come si studia, si cresce, si affrontano i compiti di sviluppo, si vive in famiglia, si gestiscono i problemi di apprendimento e di salute, come ci si prepara al lavoro, come si partecipa e si diventa grandi.
Lo studio - che ha richiesto due anni di intenso lavoro preparatorio a cura di un comitato scientifico composto da esperti di varie discipline (statistici, demografi, psicologi, neuropsichiatri infantili, metodologi, sociologi, pedagogisti, pediatri, educatori) - entra ora nella fase attuativa con la procedura di campionamento. Grazie alla collaborazione delle Conferenze dei sindaci delle Ulss 15, 16 e 17 e di una parte significativa dei Comuni della provincia di Padova che hanno aderito al progetto, saranno estratti con una procedura di campionamento casuale dalle liste anagrafiche i nominativi di 1.000 ragazzi di 11 anni (su una popolazione di riferimento di 8.654 ragazzi). La procedura è gestita nel pieno rispetto delle norme sulla privacy, per garantire rappresentatività e una migliore conoscenza dei problemi e dei percorsi di crescita.
È uno studio longitudinale, che accompagnerà i ragazzi dagli 11 ai 18 anni. I ricercatori manterranno i contatti con loro approfondendo i diversi aspetti della crescita. La partecipazione è volontaria, per questo è particolarmente importante che chi partecipa sia consapevole che aderendo al progetto, oltre ad avere un beneficio, rende un grande servizio all’intera comunità. Per questo sarà avviata una campagna informativa e di sensibilizzazione con le scuole, le associazioni, le parrocchie e con i servizi sociali e sanitari. I risultati del progetto saranno diffusi almeno una volta all’anno e discussi in momenti pubblici con tutti i soggetti interessati. 
«Lo studio CRESCERE è una grande opera sociale – spiega il direttore della Fondazione Zancan, Tiziano Vecchiato -. Come avviene per altre grandi opere (idrauliche, viarie...) ci vuole coraggio, ci vuole tempo, bisogna saper investire tante energie. I risultati si vedranno dopo e a vantaggio di tutti. Anche nel sociale dobbiamo imparare a pensare così, guardando oltre le difficoltà immediate, oltre gli utili a breve, co-investendo (centri di ricerca, università, enti locali, Ulss, altre istituzioni, fondazioni, imprese, parrocchie, scuole, famiglie). Il traguardo è una socialità migliore, con più opportunità per crescere. Ma dobbiamo essere meno ossessionati dalla paure che riducono la speranza e non limitarci a prevenire senza costruire. I nostri ragazzi hanno bisogno e diritto di poter crescere bene, in questa realtà. È il mondo che gli abbiamo messo a disposizione. A noi sembra difficile. Ma la loro vitalità è forza a disposizione di tutti, per capire e preparare un futuro migliore. È il senso di uno studio che parte oggi con ragazzi di 11 anni. Ne avranno 18 quando concluderemo il cammino: di conoscenza e proposta, a disposizione di tutti». 
Il direttore del De Leo Fund, Diego De Leo, evidenzia che «questo studio longitudinale è una grande opportunità per osservare la crescita dei nostri ragazzi soprattutto da un punto di vista psicosociale e per valutare tra le tante determinanti di uno sviluppo “di successo”, quelle caratteristiche che possono essere utili per comprendere le evoluzioni, le scelte professionali, le scelte relazionali. La particolarità di questo studio è che offre una prospettiva a 360 gradi sulla crescita dei ragazzi, indagando aspetti finora inediti. È anche un’occasione per aiutare le famiglie nel difficile compito di essere genitori». 
Il presidente della Camera di Commercio di Padova, Roberto Furlan, sottolinea come «una ricerca di questo tipo può contribuire a capire tempestivamente i cambiamenti attitudinali, relazionali e di avvicinamento al mondo del lavoro che interessano le giovani generazioni. La Camera di Commercio di Padova è da sempre impegnata nel promuovere politiche e percorsi legati all’alternanza scuola-lavoro e questo studio può costituire un ulteriore tassello per creare opportunità di sviluppo ai giovani e alle imprese del territorio padovano».  
«Il futuro delle nuove generazioni - aggiunge Matteo Segafredo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - è sotto i nostri occhi. Ci preoccupa ed è per questo che dobbiamo trovare tutti i modi possibili per dedicare loro le nostre attenzioni. L’idea di ascoltare i ragazzi e i loro genitori per 8 anni ci è sembrata subito una bella sfida con cui misurarci. Le soluzioni potranno nascere da un grande impegno di ascolto e di dialogo con ragazzi e genitori. È un progetto che Cariparo sostiene con convinzione anche per un’altra ragione. CRESCERE non è un progetto di qualcuno, ma di un’intera comunità territoriale: i comuni, le parrocchie, le scuole, i centri di ricerca, l’associazionismo di impegno sociale, le imprese. Solo condividendo responsabilità e risorse sarà possibile raggiungere traguardi ambiziosi, a vantaggio dei nostri figli, dei loro genitori e di quanti hanno a cuore il loro futuro».
Sintesi dello studio e depliant sono in allegato.
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