Servizi all’infanzia: in Italia funzionano davvero?

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creato: 27 maggio 2014

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I servizi per l’infanzia in Italia rispondono ai bisogni di bambini appartenenti a famiglie a basso reddito o in situazione di svantaggio? Sarà questo il focus del seminario “Valutare l’impatto dell’incontro tra bisogni, risposte e risorse per l’infanzia”, organizzato per il 27 e 28 maggio a Napoli da Fondazione CON IL SUD, Compagnia di San Paolo, Fondazione Emanuela Zancan, Fondazione Cariplo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto TFIEY, Transatlantic Forum on Inclusive Early Years, che prevede un ampio programma triennale (fino al 2015) di meeting internazionali, eventi nazionali, azioni di disseminazione e riflessione, momenti di approfondimento per policy e decision maker, dirigenti di servizi, accademici, operatori impegnati nell'area dell'infanzia, anche in diversi settori (sanitario, sociale, educativo, dell’advocacy ecc.).

Per due giorni Napoli ospiterà esperti da tutt’Italia per confrontarsi e condividere soluzioni e metodi per valutare i servizi per l’infanzia, la qualità, la capacità di inclusione dei bambini poveri e deprivati, il loro impatto sociale. In Italia non ci si chiede abbastanza se e come funzionino i servizi pubblici, privati, del terzo settore rivolti ai bambini. Una verifica degli interventi è invece fondamentale per capire come vengono utilizzate le risorse, con quale efficacia, verso dove potrebbero essere meglio indirizzate.

Un chiaro esempio sono gli asili nido, che rappresentano un’importante parte del sistema di welfare pubblico. In Italia la spesa pubblica era nel 2009 pari allo 0,2% del PIL (circa 3 miliardi di euro) e circa un bambino su 4 in età 0-3 frequentava un asilo nido. In quello stesso anno paesi come Svezia e Norvegia avevano una spesa che sfiorava l’1% del PIL e un tasso di partecipazione pari alla metà dei bambini 0-3 anni. Al di là dei dati, si conosce poco degli effetti complessivi di questo investimento  - e quindi del suo valore - per la società. Si dice che questa forma di welfare aiuterebbe i genitori (le madri, in particolare) a partecipare attivamente al mercato del lavoro, e che è fondamentale per i bambini perché permette loro di socializzare e di ricevere maggiori stimoli educativi nei primissimi anni di vita. Mancano tuttavia evidenze scientifiche e verifiche di rendimento e di impatto sociale.

A Napoli ampio spazio sarà dedicato all’analisi del panorama italiano e alle buone pratiche già attive nei territori. Un esempio è “Cerco Asilo”, progetto pilota per il sostegno e la cura delle relazioni a rischio nella prima e seconda infanzia all’Istituto Stella Maris (Pisa); il programma “Primi Spassi” di Messina; “SoFa-Sostegno integrato e precoce alle famiglie con bambini piccoli” a Napoli; “Un asilo nido per ogni bambino” della Fondazione Aiutare i Bambini, nel Mezzogiorno in collaborazione con la Fondazione CON IL SUD.

L’obiettivo del seminario è di produrre “raccomandazioni” da mettere a disposizione degli addetti ai lavori. “Le proposte che nascono da confronti seri e approfonditi sono un contributo all’innovazione - commenta il direttore della Fondazione Zancan Tiziano Vecchiato -. Lo sono ancor di più nei momenti di grande difficoltà, come quelli che stiamo vivendo e che portano molti a pensare il contrario. La prima infanzia in Italia sconta un cronico deficit di attenzioni e di investimenti istituzionali ed economici. Ci sono considerevoli margini di nuova occupazione e di ritorno sociale degli investimenti a disposizione di chi è disposto a investire mettendosi a servizio della vita che cresce”. Le raccomandazioni che emergeranno durante il seminario di Napoli verranno condivise, a livello internazionale, durante il forum che, nell’ambito della stessa iniziativa,  si terrà su temi analoghi a inizio del prossimo mese di luglio ad Amsterdam.

“I minori, che per la Fondazione rappresentano il 46% dei destinatari diretti delle iniziative sostenute – ha commentato il presidente della Fondazione CON IL SUD, Carlo Borgomeo – dovrebbero essere al centro delle politiche per lo sviluppo e non solo di quelle educative. Sappiamo che non è così, purtroppo, in entrambi i casi. Al Sud, in particolare, anche su questo tema si registra un forte divario con il resto del Paese, con spesa pubblica e servizi alla prima infanzia - in Campania e in Calabria solo il 2-3% dei bambini ha la possibilità di usufruirne - non da paese civile”.

Il seminario si svolge al Centro La Gloriette, all’interno di un bene confiscato alla camorra e che ora ospita attività con ragazzi disabili, un progetto della cooperativa sociale L’Orsa Maggiore sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD.

Il progetto transnazionale TFIEY è guidato da un gruppo di fondazioni europee e nordamericane. L’obiettivo è di conoscere e affrontare  i problemi della povertà infantile e dell’esclusione sociale nei primi anni di vita, con particolare attenzione ai bambini in famiglie di migranti o in condizioni di disagio. In concreto, punta ad attivare le autorità nazionali e locali, gli operatori di strutture sociali, sanitarie, educative, i professionisti del terzo settore, ricercatori, magistrati, giornalisti, educatori, gli opinion leader nella cura e nell'educazione della prima infanzia e nella prevenzione della povertà infantile. 

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