Povertà e livelli essenziali di assistenza

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creato: 12 novembre 2008

TAGS: welfare poverta

L’Università di Salerno, dottorato di sociologia, organizza (mercoledì 12 novembre) due incontri di studio condotti da Tiziano Vecchiato.

Nel primo incontro (al mattino) viene presentato il volume “Ripartire dai poveri”. Rapporto 2008 su Povertà ed esclusione sociale in Italia, elaborato da Caritas Italiana e Fondazione Zancan.
La premessa del volume è che il rischio di “rassegnarsi alla povertà”, denunciato dal rapporto 2007, non era un espediente retorico. Nasceva dalla consapevolezza che, al passare degli anni, la condizione di esclusione e di povertà di molte persone e famiglie persiste e si aggrava, non solo al sud ma anche al nord. Non si può quindi parlare di povertà come questione geograficamente circoscritta (soprattutto nelle regioni del sud) e temporalmente limitata (molti cadono in povertà per poi uscirne facilmente). È invece condizione strutturale, talora di lungo periodo, che sfida la nostra incapacità di dare risposta al problema. Gli indici di povertà che si susseguono negli ultimi dieci anni descrivono una sostanziale difficoltà di affrontarlo, pur avendo mezzi per poterlo fare.
Le proposte del rapporto nascono dalla consapevolezza che “a problemi strutturali non possono essere date risposte sovrastrutturali” ed epidermiche. Bisogna partire dalle radici del problema, evitando le azioni settoriali (per misure) e palliative, che riducono il disagio di alcuni, senza dare ad essi speranza di poter uscire dalla condizione in cui vivono. Non è solo stallo ma, sempre più, incapacità di rispondere sul piano culturale e politico ad una emergenza sociale che interessa 15 milioni di persone: metà di esse vivono sotto la soglia della povertà e l’altra metà si colloca di poco sopra, quindi ad alto rischio di diventarlo.

Il secondo incontro di studio (nel pomeriggio) affronta il tema: “I livelli essenziali di assistenza nell’evoluzione dei sistemi regionali di welfare”. È rivolto ai dottorandi e assegnisti di ricerca.
I sistemi di welfare rappresentano le soluzioni che ogni comunità (nazionale, regionale e locale) ha costruito nel tempo, per dare risposta ai bisogni fondamentali della vita e della convivenza umana. Sono bisogni che interessano ogni persona, le famiglie e la comunità nel suo complesso. Dare risposta a essi significa sviluppare soluzioni e garanzie che vanno contemporaneamente a vantaggio della persona e della comunità, perché prendersi cura è, per sua natura, una funzione plurale, sociale. Per questo i benefici che se ne possono trarre sono di gran lunga maggiori dei vantaggi individuali.
Non si tratta quindi di un problema secondario e le soluzioni che a esso vengono date rappresentano altrettante condizioni vitali di promozione e di sviluppo umano e sociale.
Il tema è oggi di grande attualità perché è una delle questioni cruciali della trasformazione federalista del nostro sistema sociale. Si lega inoltre alle modalità di definizione del fondo perequativo per finanziare i livelli essenziali di assistenza nelle regioni tenendo conto delle loro diverse capacità di spesa.
Nell’incontro vengono definiti i livelli essenziali, identificate le condizioni per attuarli, finanziarli e possibili soluzioni per monitorare la loro attuazione.

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