Anno del sociale 2016. Abbiamo fatto abbastanza?

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creato: 18 dicembre 2016

TAGS: welfare infanzia poverta

Con dicembre si chiude un anno di politiche sociali: abbiamo fatto abbastanza? I problemi non mancano, i poveri non diminuiscono, il welfare è in affanno. Nella giornata dei diritti dell’infanzia assistenti sociali, psicologi e neuropsichiatri infantili hanno chiesto con forza la possibilità di “agire professionalmente” e di intervenire sulla spesa assistenziale, concentrata sui trasferimenti e non sui servizi. Il piano infanzia è sulla carta, il piano povertà è da fare, i bandi per la lotta alla povertà educativa hanno portato aria nuova, ma sono sollecitati a non fare della valutazione un’esperienza marginale con modelli astratti. La legge sul Terzo settore ha finalmente concluso l’iter legislativo lasciando ai decreti attuativi il compito di affrontare i problemi aperti. Si concentrano su una domanda “Ha un futuro il volontariato?” (Edb, 2007). È il titolo di un libro in cui don Giovanni Nervo chiedeva di cercare oltre i condizionamenti economici e politici. Aria nuova finalmente per il servizio civile, la prima proposta di legge era stata elaborata in un freddo autunno di 25 anni fa, nel 1991 a Malosco (Trento). I proponenti sapevano che i servizi di sicurezza erano allertati e l’iter non è stato facile anche per questo, ma l’idea di un “esercito di pace” per attuare l’art. 11 della Costituzione faceva paura. Un po’ alla volta si è capito che il servizio civile nazionale poteva essere utile a tutti, anche alla leva e oggi è un’infrastruttura di cittadinanza collaudata, a disposizione dei giovani, della pace, dello sviluppo sociale. La sfida si sposta sulle attuazioni, dovranno evitare che il nuovo servizio degradi in “lavoro socialmente inutile”. Ci penseranno i giovani a proteggerlo e valorizzarlo, potranno contare sui proponenti di un tempo che, insieme con loro, contribuiranno a vigilare. Il 2016 è stato soprattutto un anno di misericordia e di accoglienza a migranti e ragazzi “non accompagnati”. Ci ha insegnato che per innovare bisogna seminare e coltivare la speranza, con tenacia e pazienza, consapevoli che l’impegno per realizzarla non basta mai.

Rubrica “Welfarismi” di Tiziano Vecchiato. Estratto da Vita, dicembre 2016

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