Bambini maltrattati e vittime di abusi nel welfare mediterraneo

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creato: 04 febbraio 2017

TAGS: infanzia violenza tutela abuso

Inizia a Bari la settimana di confronto internazionale sulle forme di tutela dei minori maltrattati e vittime di abuso. Il progetto “Imparare per fare e per innovare i servizi di tutela minori nell’area mediterranea” è organizzato dall’Associazione Carmela Giordano (Bari) in collaborazione tra Haruv Institute di Gerusalemme e Fondazione Emanuela Zancan onlus di Padova. Al progetto collaborano anche l’Università degli Studi di Bari, l’Ordine regionale degli assistenti sociali della Regione Puglia, La Fondazione Firss e la Asl di Bari. Insieme puntano a creare una piattaforma collaborativa per l’innovazione professionale nei servizi del mediterraneo.

Il primo appuntamento è la conferenza di Bari sul tema “Quale il contributo dei servizi socio-educativi all’innovazione del welfare nel Mediterraneo?” (Programma in allegato). Le ragioni del confronto, le potenzialità del progetto, le forme di tutela presenti nel welfare pugliese, le forme dell’agire professionale sono i temi su cui ruoterà il confronto. In particolare si affronteranno: “La tutela dell’infanzia nel futuro del welfare mediterraneo” (Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Zancan) e “La condivisione e la disseminazione delle conoscenze oltre i confini” (Anat Zeira, direttore dell’area ricerca dell’Haruv Institute di Gerusalemme). “In Israele il numero di bambini è raddoppiato negli ultimi 40 anni, non così i servizi e le risorse economiche e professionali. Molti di loro vivono in condizioni di povertà”. Servono nuovi modelli di gestione delle politiche e dei servizi rivolti ai bambini e alle famiglie. A livello micro (operativo), è necessario sostenere gli operatori con una visione aperta ai problemi dell’area mediterranea. A livello macro (istituzionale), è necessario implementare modelli efficaci ed efficienti di servizi per le famiglie. “La cura dei bambini è un terreno privilegiato di innovazione perché i genitori chiedono di essere parte attiva nelle soluzioni. Chi opera a livello professionale può contribuire ad affrontare questa sfida, senza subire le formattazioni burocratiche, che in questi anni hanno prodotto nuova istituzionalizzazione, ma interpretando al meglio le istanze etiche che possono fare la differenza sul terreno dell’innovazione” sostiene Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Zancan.

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