Studi Zancan 1/2018

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Negli ultimi anni sono aumentate le disuguaglianze socioeconomiche nei Paesi avanzati. Queste tendenze hanno riguardato anche l’Italia, dove si sono ampliati i divari tra generazioni e tra aree territoriali. L’intervento redistributivo delle istituzioni pubbliche non è stato in grado di invertire queste tendenze, nonostante la crescita della spesa sociale complessiva. Serve quindi una prospettiva di più lungo periodo, con politiche capaci di ridurre le disuguaglianze e fare spazio alla costruzione del bene comune. Ne parlano Tiziano Vecchito e Devis Geron nell’articolo Come cambiano le disuguaglianze.

Il contributo di Maria Bezze, Elena Innocenti e Tiziano Vecchiato ritorna sul Pronto Intervento Sociale. Spesso a livello locale mancano adeguate risposte per le situazioni di emergenza sociale. Riguardano condizioni personali e familiari che, se non adeguatamente affrontate, rischiano di tradursi in costosa cronicità assistenziale. Le ragioni di questa carenza nascono dal fatto che questi problemi non vengono affrontati in termini strutturali, cioè con adeguate infrastrutture professionali e organizzative. Il pronto intervento sociale va ricondotto alla sua natura di infrastruttura di welfare da organizzare nei territori, da gestire in modi coordinati con altre istituzioni interessate nelle comunità sociali.

Paola Rossi affronta il rapporto tra complessità e servizio sociale a partira dal lavoro di Giovanni Viel «Servizio sociale e complessità».

Il contributo «storico» scelto per questo numero della rivista è estratto da: «Industrializzazione e servizio sociale», contributo italiano alla 8° Conferenza Internazionale di Servizio Sociale, Monaco, agosto 1956. Il testo è a cura del Comitato Italiano di Servizio Sociale (C.I.S.S.). Le domande a cui si vuole rispondere sono: quali dovrebbero essere le linee fondamentali di un esteso sistema di sicurezza sociale? In quale ordine si dovrebbe sviluppare un sistema di sicurezza sociale? Quale lavoro sociale specializzato si richiede nelle diverse strutture della sicurezza sociale? Di quali lavoratori sociali c’è bisogno e quale formazione ed esperienza devono avere?

Nella sezione delle ricerche Agostino Massa presenta un’indagine qualitativa, svolta intervistando un campione sociologico di assistenti sociali del Comune di Genova. L’indagine ha ricostruito percezioni e atteggiamenti rispetto alle famiglie appartenenti a minoranze etniche e alle sfide che queste devono affrontare nel far crescere i propri figli nella società italiana, sia in generale che nello specifico del loro rapporto con i servizi sociali. Nel complesso, una formazione professionale specifica è stata ritenuta molto utile per migliorare la capacità di lavorare in contesti multiculturali, soprattutto per sviluppare in generale una maggiore capacità di ascolto.

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