Studi Zancan 4/2018

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La ricca esperienza di collaborazione con la Fondazione Zancan, di Maria Dal Pra Ponticelli, figura storica importante del servizio sociale italiano, da poco scomparsa, costituisce un’eredità di saperi da valorizzare e diffondere per le nuove generazioni di professionisti.

L’analisi dei sui suoi scritti, dagli anni settanta ad oggi, è l’oggetto dell’articolo di Elisabetta Neve, che non solo mette in rilievo l’evoluzione storica del servizio sociale italiano, ma offre anche numerosi spunti e orizzonti di evoluzione futura della professione.

Quanto vivere in ricchezza o in povertà incide sulla capacità dei giovani di pensare e progettare il proprio futuro? Una ricerca su 400 ragazzi in Sardegna ha messo in evidenza le relazioni tra povertà e mancanza di opportunità in ambito culturale, ludico, educativo e di salute. Giulia Barbero Vignola presenta i risultati ottenuti da un percorso pluriennale di ricerca realizzato dalla Fondazione Zancan in collaborazione con il Csv Sardegna Solidale. Lo sguardo punta sulle potenzialità che ognuno ha dentro di sé. Così si scopre che all’80% dei ragazzi piacerebbe, se ne avesse la possibilità, mettere a disposizione il proprio tempo e i propri talenti per aiutare gli altri. Portano esempi concreti di cosa potrebbero fare per essere di aiuto a chi ne ha bisogno. La propensione ad aiutare non dipende dalla famiglia di origine, se è ricca o povera, ma dalla volontà di mettersi in gioco. È un segnale importante da valorizzare.

Tiziano Vecchiato ci aiuta a riflettere su fragilità e generatività, condizioni esistenziali che coesistono in tanti momenti della vita, a partire da quando nasce fragile e piena di potenzialità. Avviene quando si affrontano sfide impegnative sapendo di non essere soli ad affrontarle. È anche una sfida per la clinica, la riabilitazione, il lavoro sanitario e sociale, in particolare quando il curare senza prendersi cura non basta, non aiuta, rende inefficienti le pratiche professionali. L’incontro tra fragilità e capacità è più frequente di quanto si possa pensare. Insegna a non adattarsi alla cronicità, a riconoscere le potenzialità, a valorizzarle, a ottimizzare le risorse a disposizione. È una grande sfida per le pratiche cliniche disposte ad esplorare i potenziali a disposizione. Si concentrano nelle pratiche generative, dove il concorso al risultato tra chi aiuta e chi è aiutato può fare la differenza. L’innovazione metodologica può favorirle, facendo tesoro di pratiche sperimentali che non si limitano a considerare l’effetto delle prestazioni ma soprattutto chi e come può trasformarle in soluzioni.  

L’articolo di Fausta Molinaroli “La supervisione degli assistenti sociali negli enti” fa parte della selezione di testi di rilevante interesse storico e scientifico che Studi Zancan propone periodicamente ai lettori e agli studiosi di Servizio sociale.

 “Genitori: nuove competenze e sfide future” dai progetti realizzati in alcuni territori del Piemonte nell’ambito del bando Orizzonti ZeroSei promosso dalla Compagnia di San Paolo e realizzato con l’accompagnamento scientifico e la valutazione della Fondazione Zancan. Tre sono le sfide per il futuro considerate: la sostenibilità, la flessibilità e le pari opportunità. Temi complessi che si intrecciano tra loro e che possono contribuire alla realizzazione di interventi efficaci.

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