1.

La Fondazione Zancan avvia l’Italian Implementation Network

Cosa vuol dire implementazione nel contesto italiano? Quali sono i criteri per implementare una prassi efficace? Quali strategie sono più utili?

L’idea di implementazione è spesso associata all’idea di cambiamento ma pensare così è riduttivo. Implementare è anche costruire le condizioni per innovare, con tutta la fatica necessaria per diventare diversi da quello che si è. Implementazione vuol dire cambiamento trasformativo, in cui cambia il modo di fare e il modo stesso di essere operatore, servizio, sistema locale di welfare.

Non si tratta di ragionare per buone prassi da standardizzare ma di guardare oltre. È ad esempio il percorso in atto in Regione Toscana in cui operatori sociali e sanitari lavorano per ridurre il rischio di allontanamento di tanti bambini e ragazzi.

Per approfondire questi temi abbiamo avviato nel nostro Paese l’Italian Implementation Network (IN.it).

L’obiettivo è di creare una rete di soggetti collaborativi, interessati a come implementare le prassi efficaci. A questo fine è determinante l’apporto delle nostre collaborazioni internazionali. Ci aiutano a sviluppare soluzioni più affidabili sui temi dell’efficacia e dell’impatto sociale. Tra queste c’è l’European Collaborative Initiative (EIC) in Irlanda e l’UK Implementation Network (UK-IN) nati sulla spinta di una rete collaborativa internazionale con tanti professionisti impegnati in prima linea nel miglioramento dei servizi alle persone.

2.

Esperienze innovative per la prima infanzia: la 3° call del progetto Tfiey 

Continuano le attività del progetto «TFIEY - Transatlantic Forum on Inclusive Early Years» dedicate alla ricerca di soluzioni innovative per la prima infanzia. Il progetto è promosso, in Italia, dalla Compagnia di San Paolo in collaborazione con Fondazione Cariplo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione CON IL SUD e con la collaborazione scientifica della Fondazione Zancan.

In preparazione del terzo convegno nazionale, che si svolgerà a Roma nel mese di dicembre 2015, lanciamo una «Call» per la raccolta di esperienze innovative dedicate a due temi molto importanti nei servizi per la prima infanzia (fino ai 6 anni):

  1. esperienze innovative di integrazione tra servizi per la prima infanzia,
  2. esperienze innovative sul multilinguismo e sullo sviluppo delle identità culturali.

Per partecipare si richiede l’invio di un contributo scritto, secondo le indicazioni scaricabili dal sito www.fondazionezancanit/news. Le esperienze saranno valutate da un comitato scientifico composto dai referenti delle Fondazioni e da esperti del settore. I contributi ritenuti significativi rispetto ai temi indicati saranno presentati al convegno di Roma. È quindi un’occasione di visibilità e valorizzazione delle proprie esperienze a livello nazionale.

Per approfondire le due tematiche, si suggerisce di consultare i quaderni della collana Idee Condivise n. 5 (Sistemi integrati: nuove frontiere per i servizi all’infanzia) e n. 6 (Multilinguismo e sviluppo delle identità culturali nella prima infanzia). I due quaderni sono scaricabili gratuitamente dai siti web della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Zancan e dal sito www.tfieyitalia.org

Il contributo scritto va inviato entro il 19 ottobre 2015 alla mail: cinziacanali@fondazionezancan.it

3.

Crescere a Padova e a Rovigo

Come evolvono nel tempo i processi psicologici? Per esempio, come cambiano nel tempo i livelli di stima di sé degli adolescenti? Rimangono stabili, aumentano, diminuiscono?

I cambiamenti si manifestano in maniera simile negli adolescenti o è possibile individuare diverse traiettorie evolutive?

Quali sono i fattori socio-demografici (es. genere), individuali (es. caratteristiche di personalità), relazionali (es. rapporto con i genitori e con la rete amicale), e/o sociali (es. opportunità offerte dal contesto di appartenenza) che preannunciano uno sviluppo positivo?

Da queste domande nasce lo studio longitudinale «Crescere».

Le famiglie e i ragazzi coinvolti vengono monitorati periodicamente, per un totale di 8 anni, acquisendo sempre nuove informazioni che aiutano a capire come i ragazzi crescono e come affrontano i compiti di sviluppo.

Il 28 settembre a Padova saranno presentati i risultati dello studio (sala Convegni al terzo piano del Palazzo Monte di Pietà, Piazza Duomo n.14, ore 15.45-18.30).

Sono invitate tutte le famiglie che partecipano allo studio Crescere, i comuni, le scuole, gli operatori sociali, sanitari ed educativi che si occupano di infanzia e adolescenza.

Sono coinvolti tutti gli enti che collaborano alla realizzazione dello studio: Fondazione Città della Speranza, De Leo Fund, Azienda Ulss 16 di Padova e il Servizio di Medicina dello Sport, Fondazione Girolamo Bortignon, Fondazione O.I.C. ecc.

Gli interventi degli esperti si focalizzano sui risultati dello studio, con riflessioni e approfondimenti sui vari temi emersi.

La partecipazione al convegno è gratuita.

Per motivi organizzativi, preghiamo di comunicare la presenza via mail o telefono perché la sala ha posti limitati.

Per info: Tel. 049 663800 – email: crescere@fondazionezancan.it

4.

Coltivare la vita con soluzioni generative

Alla vigilia dell'inizio del nuovo anno scolastico, la Provincia autonoma di Trento ha organizzato, venerdì 28 agosto 2015, una giornata di studio sul tema «Generare Comunità inclusive» dedicato all’inclusione scolastica nelle scuole dell'infanzia. All'incontro, che ha riunito a Mezzocorona circa un migliaio di insegnanti delle scuole provinciali dell'infanzia, è intervenuto anche il direttore della Fondazione Emanuela Zancan Tiziano Vecchiato.

Il punto di partenza dei lavori è stata la consapevolezza che la scuola si trova ad affrontare un crescente impegno sul fronte dell’inclusione, dovuto all'aumento costante delle situazioni di complessità e del numero di bambini con bisogni speciali. Ciò richiede l'individuazione di strategie idonee a sostenerli nella crescita. «A diversi bisogni diverse risposte, ma non è facile». Le semplificazioni ci consegnano soluzioni apparenti. Servono una mappa per cercare e criteri per capire. I sistemi integrati di capacità e responsabilità sono un terreno di cultura dell'innovazione. Prefigurano nuove frontiere, anche per affrontare la grande sfida: l’incontro tra identità, multilinguismo e multiculturalità.

Leggere unitariamente i servizi per l’infanzia e la famiglia significa anzitutto collocare i bisogni e le capacità del bambino in ambienti in cui coltivare la vita, valorizzando la partecipazione dei genitori. Il futuro dell’integrazione tra sistemi va in questa direzione, mette al centro i problemi e le persone che li esprimono. Responsabilizzare, rendere, rigenerare rappresentano la sintassi elementare di un welfare che da assistenziale diventa generativo. I servizi per la prima infanzia sono l’ambiente migliore per capirlo e praticarlo.

5.

Studi Zancan 3/2015

Il terzo numero di Studi Zancan è ricco di contributi che ci aiutano a riflettere su temi di attualità a partire dall’editoriale di Tiziano Vecchiato «Fallire o non fallire? Domande per un welfare al bivio» (gratuitamente scaricabile).

Il tema più pressante oggi – nel nostro Paese e non soltanto – che impone di considerare in combinazione tra loro gli ambiti delle istituzioni, delle regole, della solidarietà e della convivenza, è quello delle sfide imposte dai processi immigratori. Un tema sul quale Emanuele Rossi registra una forte e pericolosamente crescente contrapposizione sul piano culturale, e quindi dei valori civili e sociali.

Domenico Rosati riflette su Vangelo e Costituzione collegandosi alle figure, le personalità, il ruolo e l’insegnamento di Giovanni Nervo e di Giuseppe Pasini: «una presenza univoca, una grazia che ci è stato dato di incontrare e, dunque, un’eredità da non disperdere nel banale consumo dei ricordi di maniera».

Francesca Ricci richiama il tema della concertazione territoriale fra amministrazioni comunali e organizzazioni sindacali in Toscana. In particolare si concentra su alcuni aspetti: la diversa propensione dei comuni a concertare, le dinamiche di entrata degli enti locali, il modo in cui i comuni manovrano le leve della fiscalità municipale e la loro maggiore o minore attenzione a tutelare le fasce più deboli, le relazioni fra pressione tributaria e spesa per interventi sociali.

La presentazione dell’ottavo rapporto sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, realizzato dal gruppo CRC - Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza - (2015), è un appuntamento annuale che permette di «fare il punto» sullo stato di attuazione della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo e più in generale sullo stato delle politiche e degli interventi a favore dell’infanzia e dell’adolescenza promossi a livello nazionale. Elena Innocenti a partire dai dati del rapporto riflette sulle risorse pubbliche destinate al finanziamento delle politiche per questa fascia di popolazione.

La sezione monografica della rivista è dedicata al tema del welfare generativo. Responsabilizzare, rendere e rigenerare – le 3 R del welfare generativo – si collocano dentro una prospettiva etica dei servizi in grado di farsi carico dei problemi, di affrontarli e risolverli assieme alle persone in difficoltà per il bene loro e di tutta la comunità. La nuova prospettiva del welfare generativo antepone il valore dei servizi ai trasferimenti monetari, rivalutando la mediazione professionale degli operatori che vi lavorano. I contributi di Devis Geron, Paola Rossi, Elisabetta Neve, Domenico Spreafico, Federico Zullo, Giulia Chiari, Giulia Gobbi e Sara Savietto approfondiscono vari aspetti collegati al welfare generativo (capitale sociale, lavoro, politiche sociali, professionalità…) e riportano esperienze attive nel territorio.

Nella sezione ricerche ed esperienze Elena Zantedeschi analizza l’efficacia della relazione d’aiuto basata sull’empowerment, come strumento dell’azione professionale dell’assistente sociale per sostenere e promuovere le donne migranti nel centro interculturale del Comune di Verona: Casa di Ramia. Nella stessa sezione, Anna Valentina Pagnin approfondisce la tematica del lavoro di comunità. Si tratta di riorganizzare il welfare dando maggiore importanza alle comunità locali attraverso la co-costruzione di progetti, nei quali i servizi sociali, attraverso il ruolo di governance possono fare la differenza. Il welfare di comunità vuole costruire un sistema capace di rispondere alla domanda di protezione individuale, attraverso una pluralità di canali pubblici e privati, di mercato e di solidarietà, statali e locali, mobilitando quindi tutte le potenzialità esistenti sul territorio, per offrire prestazioni sociali efficienti ed efficaci.

6.

Non si deve morire di trattamento sanitario obbligatorio

La morte di Andrea Soldi a Torino durante l’esecuzione di un Trattamento Sanitario Obbligatorio (Tso) è inaccettabile, al di là di eventuali responsabilità penali che spetta alla magistratura accertare. Una misura sanitaria voluta a garanzia del malato non può trasformarsi in un atto che conduce alla morte» sostiene Stefano Cecconi. E prosegue: «La qualità del Tso - cioè proprio il modo in cui viene eseguito -  riguarda il rispetto dei diritti e della dignità della persona malata. Non può svolgersi come se fosse l’arresto di un criminale (che peraltro deve avvenire sempre nel rispetto dei diritti dell’imputato).

Il Tso non è ammesso, salvo i casi disciplinati dalla legge: ‘Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana’. Da questo imperativo della nostra Costituzione (articolo 32) nasce il Tso psichiatrico. Fu la riforma Basaglia la Legge n. 180 del 1978, quando decretò la fine dei manicomi, che regolò le modalità di esecuzione di questa extrema ratio a tutela del malato. Fu pensato come misura limitata nel tempo e da eseguirsi con modalità ben precise a garanzia della libertà e dei diritti della persona, proprio per evitare gli abusi del ricovero coatto in manicomio. Questa norma di civiltà e progresso oggi è rispettata? La tragica vicenda di Torino, che non è isolata, impone un’approfondita e urgente verifica. Per questo il Ministro Lorenzin non può accontentarsi di inviare gli ispettori a Torino.

Bisogna aprire subito un confronto sullo stato e sulla qualità dei servizi di salute mentale nel nostro Paese, sulle condizioni difficili in cui sono spesso costretti a lavorare gli operatori spesso in conseguenze dei tagli alla sanità, sulle buone e sulle cattive pratiche. Una situazione ben illustrata nella relazione conclusiva dell’ultima inchiesta parlamentare sulla salute mentale presentata al Senato dalla Commissione Sanità nel 2013. Bisogna parlare delle porte chiuse in troppi reparti psichiatrici (e in troppe strutture residenziali), bisogna parlare della contenzione, fenomeno diffusissimo come segnala il recente documento del Comitato Nazionale di Bioetica.

Per questo non bastano gli ispettori del Ministero: bisogna reagire contro tutto ciò che può farci arretrare ai tempi e alle pratiche del manicomio. La stessa chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg) segnala un pericolo, per i ritardi con cui sta avvenendo (urge il commissariamento per le regioni inadempienti) e per l’idea di sostituire i vecchi Opg con i nuovi manicomi regionali, le Rems. Bisogna invece far emergere, valorizzare e diffondere le tante esperienze in cui la salute mentale si tutela con servizi aperti e accoglienti nel territorio, favorendo l’inclusione sociale e la vita nella comunità e non il ricovero in luoghi separati, sostenendo le famiglie dei malati troppo spesso lasciate sole. Insomma non c’è tempo da perdere, per evitare che altri possano morire di Tso, per garantire ad ogni cittadino che il trattamento sanitario, anche quando obbligatorio, è sempre davvero una misura a tutela della salute e mai può ‘violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana’».

7.

Seminario «Prospettive di welfare generativo»

Il welfare generativo è un nuovo approccio al sistema dei servizi alle persone che sta raccogliendo un crescente interesse a tutti i livelli.

Dopo l’elevata partecipazione registrata nella prima edizione estiva (Malosco, 1-4 luglio 2015), organizziamo una seconda edizione del seminario «Prospettive di welfare generativo» nei giorni 28-29-30 ottobre 2015 a Padova (sede da definire).

Il seminario si prefigge di fornire il quadro teorico di riferimento, approfondire modalità e strumenti per realizzare azioni di welfare generativo e raccontare esperienze di adozioni di approcci generativi. Sono stati richiesti crediti formativi per assistenti sociali.

Per chi si iscrive entro il 21 settembre è previsto uno sconto sulla quota di partecipazione.

Programma e scheda di iscrizione sono disponibili nel sito www.fondazionezancan.it/news

8.

Ultime pubblicazioni

Theoretical and Empirical Insights into Child and Family Poverty. Cross National Perspectives, a cura di E. Fernandez, A. Zeira, T. Vecchiato, C. Canali. Children’s Well-Being: Indicators and Research, Vol. 10, Springer

Identity, multilingualism and multiculturalism, di Cinzia Canali, Devis Geron, Elena Innocenti, Tiziano Vecchiato. Essay Tfiey 5. Compagnia di San Paolo e Fondazione Emanuela Zancan onlus

Multilinguismo e sviluppo delle identità culturali nella prima infanzia, a cura di Cinzia Canali e Marzia Sica. Idee condivise Tfiey 6 Compagnia di San Paolo e Fondazione Emanuela Zancan onlus

Identità, multilinguismo e multiculturalità, di Cinzia Canali, Devis Geron, Elena Innocenti, Tiziano Vecchiato. Quaderno Tfiey 6. Compagnia di San Paolo e Fondazione Emanuela Zancan onlus

Welfare territoriale e non autosufficienza in Toscana. Il contributo del sindacato alla qualificazione dei percorsi assistenziali. Rapporto regionale 2015, di FNP Cisl Toscana e Fondazione Emanuela Zancan onlus. FNP Cisl Toscana

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