1.

A Padova Giustizia e Pace si baceranno

A Padova giustizia e pace si baceranno. È con questa speranza che è stata condivisa con il Comune di Padova, l'Università di Padova, Il Messaggero di Sant'Antonio e la Difesa del Popolo, la possibilità di riflettere su giustizia sociale, costruzione della pace, promozione della solidarietà, lotta alla povertà. Sono questioni vive e molto attuali. Non possono essere delegate ad altri. Perché non farne motivo di confronto e di dialogo tra generazioni? Con le domande e le provocazioni degli ultimi libri di Giovanni Nervo.

Sono incontri di ricerca: la diversità come premessa, il dialogo come metodo, per affrontare e risolvere i problemi.

Sono rivolti ai cittadini padovani e a quanti sono interessati ad accrescere la propria conoscenza e la capacità di riflessione intorno a questo denominatore comune.

In ciascun incontro si affronta un argomento specifico con due contributi di pensiero e di esperienza, da junior e da senior, mettendo a confronto generazioni e quindi sensibilità e culture diverse. Chi vuole può intervenire, discutere, confrontarsi, condividere idee e soluzioni.

Introduce il Prorettore vicario dell'Università di Padova prof. Giuseppe Zaccaria. È presente agli incontri mons. Giovanni Nervo, presidente onorario della Fondazione Zancan

Gli incontri si svolgono dalle 17.00 alle 19.00 presso l'Auditorium del centro culturale "S. Gaetano" Padova, in Via Altinate.

 

Programma

 

27 gennaio: Educare alla giustizia

Coordina l'incontro: Claudio Sinigaglia, vice sindaco e assessore alle politiche sociali Comune di Padova

Introducono il tema:

  • Vittorio Borraccetti, procuratore capo presso il Tribunale di Venezia
  • Lisa Fantinato, componente presidenza provinciale Acli con delega alle politiche giovanili

Dibattito

Intervengono al dibattito anche: Silvana Bortolami, Antonio Papisca, Paolo Cardin, Fortunato Rao

 

3 febbraio: Costruire la pace

Coordina l'incontro: Cesare Contarini, direttore de "La Difesa del Popolo"

Introducono il tema:

  • Antonia Arslan, scrittrice
  • Laura Di Lenna, responsabile "Casa a colori", Padova

Dibattito

Intervengono al dibattito anche: Chiara Benciolini, Leonildo Bettio, Marco Ferrero, Matteo Mascia, Giuseppe Micheli, Paola Milani, Fabrizio Panozzo

 

10 febbraio: La solidarietà: uno per tutti, tutti per uno

Coordina l'incontro: Danilo Salezze, presidente de «Il Messaggero di sant'Antonio»

Introducono il tema:

  • Luigi Mazzuccato, presidente CUAMM, Padova
  • Rossano Galtarossa, campione di canottaggio a livello mondiale

Dibattito

Intervengono al dibattito anche: Giorgio Bezze, Marilena Bertante, Italo De Sandre, Gianmaria Gioga, Angelo Chiarelli, Antonio Da Re, Giuseppe Milan, Andrea Sartore, Paolo Formenton

 

17 febbraio: La povertà: partire dai primi o dagli ultimi?

Coordina l'incontro: Tiziano Vecchiato, direttore Fondazione Zancan

Introducono il tema:

  • Cristina Ripamonti, Caritas diocesana Padova
  • Emanuela Zignol, collaboratrice Fondazione Zancan

Dibattito

Intervengono al dibattito anche: Marco Baldini, Matteo Benciolini, Davide Bilardi, Giuseppe Greco, Gigi Gui, Marta Michelotto, Emanuela Tacchetto

 

 

2.

Strumenti di lavoro: 1 libro 1 euro

A partire da gennaio 2009 sono disponibili, al costo di 1 euro, una selezione di pubblicazioni. Ogni mese un diverso volume/rivista, per un massimo di 3 copie a persona.

I volumi possono essere ritirati di persona (presentando la scheda scaricabile dal sito www.fondazionezancan.it) presso la nostra sede in Via Vescovado, 66 - Padova, dal lunedì al venerdì (8.30-13.00 e 14.00-17.00).

Si possono ricevere direttamente a casa, con spese a carico, a seguito di richiesta via fax (049663013) o tramite email (segreteria@fondazionezancan.it) compilando sempre la scheda.

La proposta di gennaio è "La continuità assistenziale nei rapporti tra ospedale e territorio" a cura di Ennio Gallo (2003).

La richiesta va effettuata entro il 28 febbraio 2009.

Per conoscere le proposte di ogni mese si può consultare il sito www.fondazionezancan.it.

 

3.

Dodicesima edizione di Smoke Free Class Competition

È iniziata, dal mese di novembre, la dodicesima edizione di Smoke Free Class Competition (SFC) un progetto di prevenzione del tabagismo coordinato a livello europeo dall'Istituto tedesco IFT-Nord e a livello nazionale dalla Fondazione Zancan.

In Italia si stima che 80.000 persone all'anno muoiono per patologie correlate al fumo di tabacco; il rischio è strettamente dipendente dall'età di inizio. Se una persona inizia a fumare all'età di 15 anni ha una probabilità più alta di ammalarsi di tumore rispetto a chi ha iniziato ai 20 anni. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i fumatori che iniziano a fumare in giovane età e continuano a farlo regolarmente hanno il 50% di probabilità di morire a causa del tabacco.

Esiste una forte correlazione tra l'età di iniziazione al fumo e la probabilità di diventare un forte fumatore regolare (Conrad et al., 1992), che la dipendenza aumenta con l'età e che un alto grado di assuefazione si instaura solo dopo alcuni anni dall'iniziazione al fumo (Pacifici et al., 2003) e che, quindi, prima si inizia a fumare e prima si instaura l'abitudine strutturata al fumo.

Gli obiettivi di Smoke Free Class, fin dal suo esordio nel 1989, sono di: prevenire o ritardare l'inizio tra i giovani studenti; eliminare o ridurre il consumo di sigarette negli alunni che hanno già sperimentato il fumo, evitare che diventino fumatori abituali, promuovere l'immagine positiva del non fumatore.

Un'indagine campionaria svolta dalla DOXA nel 2008 commissionata dall'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga, ha messo in evidenza che il 22% delle persone di 15 anni e più fuma e in particolare fra i giovani italiani di 15-24 anni i fumatori correnti sono pari al 30,3% dei maschi e al 17,5% delle femmine. La percentuale di ragazzi e di ragazze che fumano continua ad attestarsi su livelli elevati con un andamento altalenante, tuttavia il trend è leggermente calante per entrambi i sessi: per i maschi si passa dal 32,9% nel 2004 al 30,3% nel 2008 e per le femmine si va dal 26,7% nel 2004 al 17,5% nel 2008.

Smoke Free class contribuisce a ritardare l'iniziazione al fumo tra i giovani (Wiborg G, Hanewinkel R. 2002; Hanewinkel R. 2007; Hoeflmayr D, Hanewinkel R. 2007).

Quest'anno hanno aderito al concorso Belgio, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Slovacca, Spagna, Romania e Svizzera.

Possono partecipare a Smoke Free Class Competition le classi seconde e terze delle Scuole secondarie di I° grado e le classi prime e seconde delle Scuole Secondarie di II° grado.

Per iscriversi, la classe deve sottoscrivere il Contratto di Classe dove ogni alunno si impegna a non fumare per il periodo del concorso che va dall'1 novembre 2008 fino al 30 aprile 2009. Durante questo periodo vengono discussi con gli insegnanti argomenti relativi al fumo di tabacco e compilate mensilmente le Schede di Monitoraggio e il Diario di Classe.

Il concorso prevede anche la ricerca di uno slogan, la compilazione di due cartelloni dove indicare i motivi per essere smoke

free e per smettere di fumare e la possibilità di coinvolgere dei "simpatizzanti". Al termine del concorso le classi che risultano Smoke-free partecipano a due concorsi, uno nazionale e uno regionale, per l'estrazione delle classi vincitrici. Il concorso nazionale assegna alla prima classe italiana estratta un premio del valore di 2.000 Euro fruibile in attività culturali o materiale didattico; quello regionale offre una borsa per la scuola a tutti gli alunni della prima classe estratta per ogni regione italiana partecipante.

Per ulteriori informazioni si possono consultare il sito ufficiale o regionale.

 

4.

Ridurre lo stress del caregiver

Negli ultimi anni molti enti hanno posto al centro delle loro scelte la necessità di privilegiare la permanenza a casa della persona ammalata. Si sono diffuse molte soluzioni per prevenire o evitare il ricovero: l'assistenza domiciliare sociale e sanitaria, i centri diurni, etc., oltre ad interventi più strutturali come ad esempio garantire un'abitazione idonea, i trasporti facilitati, l'informazione, etc.

Nello stesso tempo, sono valorizzati i "caregiver" le persone a cui di fatto sono affidati molti compiti di cura e assistenza quotidiana. In genere sono i familiari, talvolta i vicini, i volontari e, spesso assistenti familiari che "si fanno carico" dei problemi del proprio congiunto o del proprio vicino, attuando interventi così importanti da rappresentare la condizione necessaria per la permanenza a casa della persona (Canali C., Neve E., 2007).

Chi vive in prima persona il declino di un familiare affetto da demenza si ritrova in situazioni di disperazione, angoscia, fatica. Ma dentro questo spazio, paradossalmente, si può trovare riconoscimento, dignità personale, forza vitale, riuscendo a identificarsi con chi, pur colpito da una "malattia" che è più della mente che del corpo, rimane una persona cara.

Ogni persona vive e interpreta in modo diverso questi sentimenti ma tutti (familiari, professionisti, amici, conoscenti) possiamo riflettere sulla "stanchezza" di chi si prende cura e sul rischio che la famiglia, a causa dell'eccessivo carico assistenziale, diventi "seconda vittima" della demenza.

Ridurre e/o evitare lo stress del caregiver è possibile oltre che necessario. Uno strumento per rilevare il sovraccarico del familiare che assiste al domicilio il proprio parente è ad esempio il questionario di Zarit in corso di validazione in Italia grazie ad una sperimentazione nel Centro Diurno Margherita di Bologna

dedicato a persone affette da demenza con disturbi del comportamento.

Giovedì 11 dicembre, l'Azienda Usl di Bologna ha promosso un incontro di studio "Ridurre lo stress del caregiver: l'utilizzo del questionario di Zarit nel centro Diurno Margherita" per discutere sui rischi del caregiver, sull'importanza della valutazione dell'efficacia degli interventi di sollievo, dell'utilizzo di un protocollo di ricerca e dei processi di integrazione tra servizi.

 

5.

Appunti per una formazione sociale e politica: Il fenomeno della povertà. Aspetti etico-valoriali

È uscito un nuovo numero della collana curata da Mons. Giovanni Nervo "Appunti per una formazione sociale e politica", edita in collaborazione con il Messaggero di Padova.

Il fenomeno della povertà. Aspetti etico-valoriali è una disamina sulle tematiche della povertà, del disagio e dell'emarginazione sociale.

Il tema della povertà è divenuto di grande attualità sia nel nostro paese, dove è entrata nel gergo comune l'espressione: "Le famiglie non arrivano alla fine del mese", sia a livello mondiale dove i paesi più ricchi - il G8 - sono costretti a metterla nell'ordine del giorno, perché intere popolazioni rischiano di scomparire per mancanza di nutrimento.

Il testo fornisce le coordinate teoriche e concettuali del problema, con particolare riguardo ai più recenti sviluppi della legislazione sociale: il posto dei poveri nel welfare, le politiche contro la povertà, una lettura etica dei processi di impoverimento. Si sofferma inoltre su situazioni di fragilità e vulnerabilità sociale delle famiglie, su disagi specifici come quelli legati alla provenienza da altri paesi, a situazioni di disabilità, a difficoltà nell'inserimento scolastico di bambini e ragazzi, a nuove famiglie nate a seguito di separazioni e divorzi. Oltre a presentare dati aggiornati ed elementi di valutazione qualitativa su ciascuno dei fenomeni indagati, il volume fa il punto sullo stato attuale dei servizi e per ogni problema esaminato presenta proposte e soluzioni basate sul coinvolgimento comunitario.

Gli altri volumi sono:

  • Giustizia e pace si baceranno. Educare alla giustizia
  • Giustizia e pace si baceranno. Educare alla pace
  • La solidarietà. Uno per tutti, tutti per uno

Gli indici completi sono disponibili nel sito www.fondazionezancan.it

 

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