1.

Turismo accessibile: in viaggio oltre la disabilità

In occasione di ExpoSanità, mostra internazionale al servizio della sanità e della salute, (Fiera di Bologna 26-29 maggio 2010) la Fondazione «E. Zancan» partecipa al convegno Turismo accessibile: in viaggio oltre la disabilità, (venerdì 28 maggio). Interviene Giuseppe Porqueddu sul tema «Volando la disabilità», tra persona, tempo libero e ambiente salutare.
Il convegno affronta il tema dell’accessibilità turistica e sportiva nella sua valenza di risorsa sociale, sanitaria ed economica prevalentemente rivolta alle persone con disabilità.
L'intento è di agire prima di tutto sulla cultura, intesa come insieme di atteggiamenti e decisioni, anche tecniche che non ostacolino più, bensì facilitino la partecipazione di tutti. Contemporaneamente diventa importante dimostrare come in molte realtà, grazie alla determinazione delle famiglie singole o in associazione, delle istituzioni pubbliche e private, del volontariato, di imprenditori o semplici cittadini siano stati realizzati con successo laboratori sperimentali di turismo e attività sportive accessibili.
Una sfida impegnativa che necessita del coinvolgimento di molti per far crescere una rete di ‘ambiti ospitali’ e di azioni di ricerca per l'inclusione e la qualità di vita delle persone con disabilità.
Il convegno è organizzato dalla Fondazione Santa Clelia Barbieri di Vidiciatico (BO) e il Servizio Sanitario regionale dell’Emilia-Romagna in collaborazione con Confederazione Associazioni Regionali di Distretto CARD - Emilia Romagna.
La partecipazione è gratuita. Sono stati richiesti crediti regionali per l’Educazione Continua in Medicina (E.C.M.) per tutte le professioni.
Per tutta la durata della fiera, sarà inoltre presente uno stand presso il quale i visitatori potranno trovare materiali e informazioni relativi alle iniziative della Fondazione «E. Zancan» e ai risultati più significativi delle sue ricerche, studi, sperimentazioni.

Per ulteriori informazioni visitate il sito ABC Sociale.

2.

Lo Schema Polare in sperimentazione in Nuova Zelanda

La metodologia S-P approda dall’altra parte del mondo: nel mese di aprile, infatti, Cinzia Canali, ricercatrice e responsabile dei progetti e rapporti internazionali della Fondazione «E. Zancan» Onlus, è stata impegnata nell’approfondimento di S-P con gli operatori della Open Home Foundation, in Nuova Zelanda. L’attività rientra nell’ambito del progetto «WHAKAPONO» (acronimo di «We Hope And Keep A Project Outocome-Need Oriented»). Mira alla definizione di piani personalizzati per valutare i bisogni delle famiglie e dei bambini presi in carico dai servizi nel territorio neozelandese.
L’assunto di base è che per le persone con bisogni multipli si rende necessario un approccio integrato e multi-professionale, che sia in grado di valutare i diversi fattori che stanno alla base del disagio. Per permettere un’analisi globale della situazione di ogni individuo la Fondazione «E. Zancan»  da quasi dieci anni ha elaborato lo «Schema Polare», una metodologia che consente di conoscere simultaneamente la condizione preliminare della persona e i risultati raggiunti in seguito alla presa in carico. E questo prendendo in considerazione anche l’apporto e i benefici che sulla persona possono avere la famiglia, la spiritualità, i valori, l’ambiente e altri fattori sociali.
Obiettivo del progetto è di considerare quanta attenzione sia data dai professionisti anche all’area dei valori e della spiritualità nelle persone in difficoltà, mettendo in luce le potenzialità dell’individuo, ma anche della famiglia e della comunità locale. Da questa esperienza ci aspettiamo di poter valutare se e in che modo l’attenzione ai valori e alla spiritualità possa dare risultati in termini di efficacia della presa in carico da parte degli operatori sociali, sanitari ed educativi.
Il progetto permetterà infine di attuare a breve sperimentazioni collaborative, transculturali.

3.

La spesa sociale: focus per ciascuna Conferenza dei sindaci

A partire dalla ricerca sul tema «I servizi alla persona nel Veneto: analisi della spesa sociale e potenziali di sviluppo dei sistemi locali di welfare», realizzata per la Regione Veneto in collaborazione con la Azienda Ulss 9, La Fondazione «E. Zancan» sta mettendo a disposizione di ogni Conferenza dei sindaci del Veneto un’analisi di dettaglio per ogni Comune dei risultati dello studio.
Nella fase attuale di predisposizione dei Piani di Zona, gli specifici approfondimenti permettono di individuare alcune piste di lavoro, di natura strategica, trasformabili in altrettanti percorsi tecnici e metodologici.
In primo luogo, a partire dai differenziali identificati in ogni Comune, la ricerca mette a disposizione misure di miglioramento declinabili per area di spesa, di bisogno e di risposta. In questo modo si possono:

  • identificare le potenzialità evolutive di ogni territorio, condivise con i centri di responsabilità che lo rappresentano;
  • identificare gli obiettivi e i risultati attesi di trasformazione e miglioramento;
  • adottare gli strumenti programmatori e amministrativi per attuarli.

Nella prospettiva dell’attuazione della legge n. 42/2009, sul federalismo fiscale e dei livelli essenziali di assistenza, basati sui costi standardizzati, possono essere identificate:

  • potenzialità evolutive derivanti da una gestione della spesa per assistenza sociale che passa «da puntiforme a strategica»;
  • soglie condivise di governo della spesa e dell’offerta sociale entro differenziali concertati, e quindi vincolanti, in un sistema multilivello di responsabilità;
  • indici di costo adeguato per le diverse risposte, tenendo conto non solo dei fattori produttivi, ma anche dei tassi di solidarietà presenti nei diversi territori, che possono incidere strutturalmente (in senso positivo e/o negativo) su tali costi.
4.

Non autosufficienza, Trieste laboratorio di idee

L’incidenza della non autosufficienza in età anziana nella vita delle persone e delle famiglie è notevole. In Italia su 60 milioni di italiani il 20% ha più di 65 anni e gli over 80 sono il 5,6%. Questa situazione vedrà in futuro uno sviluppo esponenziale: si stima che nel 2045 gli over65 saranno il 30% della popolazione e gli ultra ottantenni il 12%.
Il peso delle malattie croniche (oggi il 70% della spesa sanitaria) inciderà sempre di più sul bilancio del welfare. È guardando a questi dati che Federsanità Anci Fvg ha deciso di dedicare un focus alle possibili soluzioni e politiche per affrontare gli scenari futuri, nell’ambito della fiera «Domus persona» (Fiera Trieste, 15-18 aprile 2010).
Non è un caso che di questi temi si parli proprio a Trieste, poiché qui si concentrano problemi che altre realtà saranno chiamate ad affrontare in futuro. La percentuale di grandi vecchi che si conta a Trieste oggi si vedrà in Friuli Venezia Giulia tra 12 anni e in Italia tra 20. Allo stesso modo, l’indice di ‘dipendenza anziani’ della Trieste di oggi si avrà tra 19 anni in regione e tra 22 in Italia. Ancora: l’indice di vecchiaia in Friuli Venezia Giulia sarà come a Trieste tra 24 anni e in Italia tra 32. La città, dunque, offre le condizioni ottimali per essere considerata un vero e proprio laboratorio di idee e politiche: la concentrazione dei problemi ci offre la possibilità di affrontarli con grande anticipo per individuare soluzioni utili su scala regionale e nazionale. Soluzioni che devono avere due caratteristiche: essere efficaci e a costi sostenibili. Le sperimentazioni che la Fondazione «E. Zancan»  sta conducendo in varie regioni dicono che questo traguardo è raggiungibile e non è un’utopia. A Trieste, in particolare, si sta conducendo all’interno dell’Itis (azienda pubblica di servizi alla persona) una sperimentazione mirata alla riorganizzazione dei servizi e delle modalità di trattamento. Obiettivo del progetto, che ha coinvolto 86 persone in condizioni di bisogno, è di verificare i benefici di una presa in carico personalizzata e individuale, alternativa alla normale modalità di trattamento.

5.

La povertà in Italia e in Europa: confronto a Trieste

In Europa quasi 84 milioni di cittadini sono esposti al rischio della povertà e sono costretti a vivere nell’insicurezza: si tratta del 16% dell’intera popolazione. A fare le spese di questa situazione sono molti bambini: secondo l’Unicef, infatti, il 19% dei minori sono a rischio di povertà nell’Ue e uno su 10 vive in nuclei familiari in cui nessuno lavora. Si tratta dunque di 17 milioni di bambini che vivono in condizioni difficili. E anche gli anziani sono tra le categorie maggiormente colpite dall’indigenza. È dunque alla luce di questi dati che l’Ue ha deciso di fare del 2010 l’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.
Di questo si è discusso mercoledì 21 aprile a Trieste, nel corso della presentazione del Rapporto 2009 su Povertà ed esclusione sociale «Famiglie in salita» di Caritas Italiana e Fondazione Zancan, edito dal Mulino. L’appuntamento triestino ha offerto l’occasione per fare il punto su una situazione problematica, resa ancora più difficile dal persistere della crisi.
Sul piano europeo, l’Ue oltre all’istituzione dell’Anno della povertà, ha anche individuato una serie di impegni prioritari che i paesi sono chiamati a rispettare: per prima cosa serve un’operazione di sensibilizzazione, «incoraggiando il coinvolgimento e l’impegno politico di tutta la società nella lotta alla povertà a livello europeo e locale, nel settore pubblico come in quello privato».
Di conseguenza, risulta fondamentale dare visibilità ai problemi e alle necessità delle persone che vivono nella povertà e nell’esclusione sociale e collaborare con la società civile e le organizzazioni non governative che lottano per ridurre il disagio. È un impegno cui è chiamata tutta la cittadinanza, che deve smettere di tenere gli occhi chiusi di fronte a un problema globale. L’Ue riconosce poi essenziale l’eliminazione dei luoghi comuni che riguardano la povertà, promuovendo al contempo una società che favorisca una buona qualità della vita, il benessere sociale e le pari opportunità. Infine, l’invito dell’Unione europea è di sostenere la solidarietà tra generazioni e assicurare uno sviluppo sostenibile.
In tema di povertà si mantiene elevata l’attenzione della Fondazione Zancan, che per onorare l’Anno contro la povertà ha destinato un’apposita rubrica della rivista bimensile «Studi Zancan» all’approfondimento di questo tema sotto vari aspetti.

6.

Ultima pubblicazione

È disponibile on line il secondo numero del 2010 della rivista «Studi Zancan. Politiche e servizi alle persone». I temi affrontati in questo numero sono: i costi dei Livelli essenziali di assistenza sociosanitaria, la supervisione nel lavoro dell’assistente sociale con anziani e adulti, e il possibile rapporto tra i giovani in servizio civile e le ronde cittadine introdotte nel 2009 dal «Pacchetto sicurezza».
La sezione monografica è dedicata alla ricerca: «Linee guida per l’assistenza integrata ai pazienti con disabilità della città di Piacenza» promossa da Aias e Svep di Piacenza. L’obiettivo della ricerca era di redigere alcune «raccomandazioni» per migliorare i percorsi di accesso e assistenza delle persone con gravi disabilità nelle strutture sanitarie. Si tratta di un problema circoscritto nella vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie, ma non per questo da sottovalutare. Il focus, infatti, non è sul progetto complessivo di presa in carico della persona con disabilità, ma sulle modalità di accesso, di accoglienza, di assistenza di queste persone che hanno bisogno di prestazioni sanitarie, erogate in regime di ricovero o ambulatoriale.
Le ragioni dell’approfondimento del rapporto tra persone con disabilità e strutture sanitarie, prendono avvio dalla constatazione che la strada per arrivare alla completa realizzazione di quanto disposto dalle leggi nazionali e internazionali è ancora lunga e tortuosa.
Infine nella parte «Esperienze e documentazione» si affrontano i temi dei pazienti affetti da Sla e della riqualificazione del lavoro di cura a domicilio.

7.

5 per mille

Da oltre quarantacinque anni la Fondazione «Emanuela Zancan» Onlus Centro Studi e Ricerca Sociale è in prima linea nello studio, nella ricerca e nella sperimentazione in materia di politiche sociali, sanitarie, educative, dei servizi alla persona. Nella prossima dichiarazione dei redditi ognuno può contribuire alle attività di ricerca della fondazione, scegliendo di devolverle il 5 per mille. Farlo non costa nulla e non è alternativo all'8 per mille.
La Fondazione svolge le sue attività grazie alla collaborazione di molti studiosi ed esperti italiani e stranieri. Collabora con enti statali, regioni, province, aziende sanitarie, comuni, università, centri di studio italiani e internazionali e con soggetti privati per cercare soluzioni ai problemi delle persone, delle famiglie, della convivenza sociale.
Nel modello CUD, 730 o Unico, nel riquadro «Sostegno del volontariato... » scrivere il codice fiscale della Fondazione «E. Zancan»: 00286760285 e apportare la propria firma.
Anche chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi può richiedere la scheda al datore di lavoro o all’ente erogatore della pensione e consegnarla (compilata e in busta chiusa) a un ufficio postale, a uno sportello bancario, che le ricevono gratuitamente, o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti, ecc.). Sulla busta occorre scrivere «destinazione cinque per mille irpef» e indicare cognome, nome e codice fiscale del contribuente.

L'impiego dei fondi devoluti con il 5 per mille è documentato nel sito www.fondazionezancan.it.

8.

Strumenti di lavoro: 1 libro 1 euro

I cambiamenti nei sistemi di assistenza sanitaria sono il risultato dei progressi nelle conoscenze scientifiche e tecnologiche, ma sono soprattutto il frutto di cambiamenti culturali più profondi, che hanno rimesso in discussione il ruolo dei diversi soggetti “erogatori” di assistenza e le modalità delle loro collaborazioni. È cambiato il rapporto tra cittadini e servizi e sempre più si afferma una domanda di responsabilizzazione sui risultati, non soltanto quindi sulla qualità dei processi assistenziali.
In questo quadro culturale e operativo si è inserito il dibattito sui nuovi modelli di ospedale e sulla continuità assistenziale tra ospedale e territorio, nella convinzione che non è sufficiente fare un buon progetto di ospedale se contestualmente non viene ridefinto tutto il quadro dell’assistenza territoriale, precisando gli snodi e i raccordi tra i due sistemi.
Queste e altre riflessioni sono approfondite nel volume La continuità assistenziale nei rapporti tra ospedale e territorio promosso per il mese di maggio come strumento di lavoro a 1 euro.
Il volume può essere ritirato di persona (presentando la scheda scaricabile dal sito) presso la nostra sede in Via Vescovado, 66 - Padova, dal lunedì al venerdì (8.30-13.00 e 14.00-17.00).
Si può ricevere direttamente a casa, con spese a carico, a seguito di richiesta via fax (049663013) o tramite email (segreteria@fondazionezancan.it), compilando sempre la scheda.
La richiesta va effettuata entro il 30 giugno 2010.

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