1.

Classificazione dei servizi e degli interventi sociali e sociosanitari

Nel corso del convegno "Strategie regionali per innovare e qualificare i sistemi di welfare", la Fondazione «E. Zancan» ha presentato, la "Classificazione dei servizi e degli interventi sociali e sociosanitari": un glossario dei principali termini utilizzati per indicare gli interventi sociali e sociosanitari e, nel contempo, un metodo utilizzabile per classificare i servizi.
Il problema della classificazione dei servizi alle persone nell'ambito delle politiche sociali, infatti, é tuttora aperto, in Italia; non sono ancora state trovate risposte convincenti e condivise. Questo rende difficile il confronto tra i sistemi di welfare locali e regionali; ostacola il trasferimento delle competenze e dei modelli vincenti; impedisce un rapporto semplice e trasparente fra cittadini e offerta di servizi sociali e sociosanitari proprio in un momento in cui il federalismo rischia di accentuare le differenze.
La proposta di nuova "Classificazione dei servizi e degli interventi sociali e sociosanitari" é frutto di un percorso di ricerca sviluppato con la Regione Toscana. «L'obiettivo del vademecum - ha detto Giovanna Faenzi, dirigente della Regione Toscana, della Direzione generale Diritto alla salute e politiche di solidarietá - é di ottenere un sistema univoco di classificazione delle prestazioni e dei servizi che costituiscono, insieme ad altre istanze di diverso ambito, la rete toscana a garanzia della "salute", ovvero del "benessere" delle persone».
Lo stesso intervento sociale o sociosanitario, infatti, spesso é denominato in modo diverso nei vari territori, con conseguenze nell'incerta classificazione delle prestazioni ma anche dei costi.
«Ad esempio - ha spiegato Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione «E. Zancan» - l'assistenza domiciliare assume varie forme, ma esse vengono chiamate in modo diverso nelle Regioni e a volte anche all'interno della stessa Regione. Questo strumento che presentiamo si propone di dare un linguaggio comune utilizzabile dagli operatori, dai programmatori e dalle persone destinatarie dei servizi, che potranno meglio capire il senso delle risposte verificando se corrispondono ai loro bisogni e diritti. Potrá soprattutto facilitare l'identificazione e gestione dei livelli di assistenza sociale, qualificando in modo univoco i contenuti, le quantitá, i costi, i requisiti di qualitá».
La nuova "Classificazione dei servizi e degli interventi sociali e sociosanitari", dunque, non vuole essere solo un repertorio di parole, ma anche un modo per condividere e dare significato ai contenuti, per creare un linguaggio comune nei servizi sociali. Un metodo di mappatura degli interventi e dei servizi sociali e sociosanitari che può essere attuato in tutte le Regioni.
2.

Giornata di studio: l'integrazione tra soggetti pubblici e privati nel welfare locale

La Fondazione «E. Zancan» é intervenuta alla giornata di studio organizzata a Roma il 9 giugno dall'Ordina Nazionale degli Assistenti sociali. L'obiettivo della giornata é stato quello di dare agli assistenti sociali, da sempre protagonisti nelle vicende del welfare, l'opportunitá di riflettere insieme ai politici, agli amministratori pubblici e ai soggetti privati che producono servizi sociali alla persona, al fine di capire come ridare slancio al settore, uniformare le scelte e le prassi intese ad integrare e mettere a sistema le esperienze, le competenze, i saperi, a portare alla copianificazione e alla co-progettazione degli interventi e dei servizi utili al perseguimento del "ben-essere" delle comunitá locali.
Oltre a Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione «E. Zancan», sono intervenuti: Paola Rossi, presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti sociali; Livia Turco, responsabile Welfare Democratici di Sinistra; Oriano Giovannelli, presidente Legautonomie; Edoardo Patriarca, portavoce del Forum permanente del Terzo settore; Don Giancarlo Perego, responsabile dell'area nazionale di Caritas Italiana; Silvia Costa, assessore alla Formazione della Regione Lazio; Tiziana Maiolo, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano; Milena Diomede Canevini, consigliere CNOAS - docente di Servizio Sociale; Gemma Azuni, consigliere CNOAS - Provincia di Roma; Fabio Focardi, direttore della Societá della Salute, Firenze; Mirella Zambello, assistente sociale e Sindaco di Villadose (RO); Teresa Barbato, assistente sociale e Sindaco di Frattaminore (NA). Ha coordinato Luisa Spisni, vicepresidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti sociali.
3.

Mercoledì: incontri di cultura sociale.
"Livelli essenziali di assistenza sociale: utopia o realtá?"

Mercoledì 15 giugno presso la sala Riunioni del Servizio Sociale a Preganziol di Treviso si é tenuto il primo della serie di 12 incontri organizzati dalla Direzione dei Servizi Sociali dell'Azienda Ulss di Treviso con il supporto dell'Ufficio Piano di Zona e la collaborazione della Fondazione «E. Zancan», attorno a tematiche sociosanitarie di particolare rilievo.
Nel primo incontro il tema presentato é stato "Livelli Essenziali di Assistenza Sociale: utopia o realtá?" .
Dopo il saluto del direttore dei Servizi Sociali Giuseppe Dal Ben , sono intervenuti sull'argomento Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione «E. Zancan» di Padova, Michela Conte, dirigente amministrativo Direzione dei Servizi Sociali dell'Azienda Ulss n. 9, Marina Zagallo, responsabile Servizio Sociale del Comune di Treviso. Ha coordinato i lavori Catterina Ricaldone, Ufficio Piano di Zona dell'Azienda Ulss n. 9.
Le conferenze, che riprenderanno a settembre a cadenza mensile, sono aperte ad operatori, volontari, cittadini comunque interessati a condividere occasioni di conforto sui temi di maggior attualitá e sui risultati di ricerche e sperimentazioni, con un occhio di riguardo costante a quanto sta avvenendo nella realtá locale: nel Veneto e nella zona di Treviso in particolare.
Gli argomenti trattati nei prossimi incontri sono:
- Il lavoro sociosanitario ed educativo con minori e le famiglie multiproblematiche
- Confronto fra modelli regionali di welfare
- Il lavoro per progetti nei servizi alle persone
- La misurazione della soddisfazione nei servizi: modelli ed esperienze a confronto
- Giovani protagonisti della societá: il nuovo servizio civile
- La continuitá assistenziale tra ospedale e domicilio
- Accreditamento, qualitá dei servizi, tutela dei diritti delle persone
- Il pronto intervento sociale: dagli auspici alle soluzioni praticabili
- Progetti di prossimitá e di solidarietá tra famiglie: esperienze e strategie a confronto
- Il protagonismo delle persone con disabilitá e delle loro famiglie nella presa in carico distrettuale
- La valutazione multidimensionale: problemi, protocolli operativi, strumenti di lavoro.
4.

Ultima pubblicazione: Bisogni sociali e prioritá per la programmazione della Regione Abruzzo

É uscito il volume Bisogni sociali e prioritá per la programmazione della Regione Abruzzo che nasce dalla considerazione che il processo programmatorio, per esplicarsi compiutamente, ha bisogno di costituire nel tempo condizioni positive che promuovano scelte responsabili e verificabili. Tra le condizioni necessarie c'é anzitutto la conoscenza dei problemi, dei bisogni, delle risorse, della rete di offerta, delle potenzialitá formali e informali che il territorio é in grado di esprimere.
Questa prima condizione non é di per sé sufficiente se, nel contempo, la conoscenza non diventa patrimonio di discussione, confronto e decisione. Tutto questo non é soltanto un dato da cui partire ma é anche un processo da promuovere e gestire perché la programmazione sia effettivamente un percorso tecnico e di decisione politica.
É facile individuare e descrivere le mancate risposte della programmazione. Ad esempio poche Regioni hanno programmato in coerenza con gli indirizzi nazionali e il confronto comparato tra piani e risultati non é facilmente praticabile.
La Regione Abruzzo rientra nelle eccezioni positive, visto che con il terzo Piano sociale consecutivo sta dimostrando una capacitá di governo strategico dei problemi.
I risultati di questa continuitá evidenziano come certi traguardi non si costruiscono nel tempo di una legislatura, ma grazie a un respiro temporale e operativo più ampio. Per questo il terzo Piano sociale della Regione Abruzzo sta cercando di affrontare meglio che in passato la conoscenza dei bisogni, cosa non facile perché non strutturabile solo su conoscenze episodiche e limitate al momento programmatorio.
Da qui il senso delle sintesi proposte in questo volume, per sviluppare una capacitá di conoscenza incrementabile nel tempo, da partecipare su scala comunitaria. Esse documentano una base conoscitiva per promuovere scelte condivise. Quindi programmazione tecnica, strategica e partecipata, grazie allo sforzo comune di molte persone che stanno collaborando a costruire questi risultati. É necessario proseguire su questa strada, testimoniando che la programmazione basata sui bisogni é possibile e, anzi, va meglio qualificata nelle strategie regionali di welfare.

I temi trattati nel volume sono:
1. Una programmazione basata sui bisogni
2. Analisi dei bisogni su base demografica
3. Analisi dei bisogni su base di epidemiologia sociale
4. Analisi dei bisogni emersi dalle schede di segretariato sociale
5. Tendenze dei bisogni e prioritá: una verifica con gli amministratori locali
6. Tendenze dei bisogni e prioritá: approfondimenti con gli amministratori locali e il volontariato
7. Indagine sulle persone in carico ai servizi sociali
8. La rete dei servizi alle persone: capacitá di risposta e risorse investite
9. La regolamentazione dell'accesso ai servizi

Il gruppo di lavoro della Fondazione «E. Zancan» che ha permesso la realizzazione del volume é composto da: Ingrid Berto, Maria Bezze, Cinzia Canali, Alessandro Castegnaro, Gianmaria Gioga, Elena Innocenti, Renato Marinaro, Alessandro Pompei, Tiziano Vecchiato.
5.

Seminari di studio e ricerca

Con il mese di giugno sono iniziati i seminari di studio e ricerca nella sede estiva della Fondazione a Malosco (Trento) Viale Alpino 8. Lo scopo di questi seminari (esclusivamente ad invito) é quello di approfondire temi nuovi, che contengono elementi di potenziale sviluppo della societá, del sistema di welfare, dei servizi sociali, sanitari, educativi. Quest'anno sono in programma i seguenti seminari di studio e ricerca:
- L'integrazione professionale: condizioni e indicatori per valutarla
- Rapporti tra welfare urbano e welfare rurale
- L'integrazione scolastica degli alunni immigrati dopo la riforma scolastica
- L'apporto degli enti gestori e delle Regioni al nuovo servizio civile
- Strategie di promozione della salute: esperienze e prospettive
- La presa in carico personalizzata: dalla valutazione del bisogno alla valutazione di efficacia (in collaborazione con la Regione Abruzzo)
- La promozione dei progetti di prossimitá e di solidarietá tra famiglie
- Teorie e modelli di lavoro sociale a confronto
- Metodi e tecniche del servizio sociale nell'area dei servizi per la famiglia (in collaborazione con l'University of Jerusalem)
- I livelli essenziali di assistenza sociale (in collaborazione con la Regione Abruzzo)
- Strumenti operativi per una rete integrata di servizi sanitari e sociosanitari sul territorio
- La nuova programmazione: dai piani di settore al piano di sviluppo sociale
- Le professioni sociali nel welfare locale: nuove identitá, esercizio dei saperi, promozione delle competenze
- Bilanci comunali e politiche sociali
- Bisogni che non trovano risposta nel mercato dei servizi
- Effetti esistenziali e psicologici della flessibilitá del lavoro
- Risposte a particolari bisogni basate sull'apporto professionale e un consistente impegno sociale: evoluzione storica e prospettive
- Famiglie separate e famiglie ricostituite: strategie per promuovere la continuitá familiare (in collaborazione con Boston College)
- La valutazione degli esiti nella riabilitazione in psichiatria
- Nuove frontiere della genetica e ricadute sociali
- Misure economiche e buoni servizio: condizioni e criteri di valutazione
- Radici culturali, etiche e filosofiche di una socialitá in evoluzione
- La valutazione di efficacia dei servizi per l'infanzia e la famiglia (in collaborazione con la International association for outcome-based evaluation and research on family and children's services)
6.

Chiusura estiva della sede di Padova della Fondazione «E. Zancan»

La sede di Padova della Fondazione «E. Zancan» sará chiusa per ferie nel mese di agosto. É aperta la sede di Malosco, anche come albergo (tel. 0463831342 - fax 0463830408).
Il Centro di documentazione sulle politiche sociali della Fondazione riapre giovedì 1 settembre.

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