2.

iaOBERfcs

É attivo il sito www.outcome-evaluation.org della International Association for Outcome-based Evaluation and Research on Family and Children's Services (iaOBERfcs) costituita il 25 giugno 2003 presso la sede di Malosco da Fondazione «E. Zancan» Onlus, Boston College e 28 esperti provenienti da universitá e centri di ricerca di tre continenti (America, Europa, Australia). L'associazione ha lo scopo di promuovere una cultura della valutazione degli interventi per l'infanzia e la famiglia, in particolare per:
1. promuovere la ricerca transnazionale e il confronto tra teorie, metodi e tecniche per la ricerca e la valutazione di esito,
2. facilitare lo scambio di esperienze e di conoscenze su questi temi attraverso incontri e seminari internazionali, utilizzando pubblicazioni e la tecnologia su web,
3. condurre ricerche e studi sulla valutazione di esito,
4. divulgare i risultati delle ricerche e delle sperimentazioni.

Il sito é stato presentato nell'ambito del Quinto seminario di ricerca internazionale sulla valutazione di esito nel settore dei servizi per la famiglia e per l'etá evolutiva: una strategia condivisa svolto a Quarto D'Altino (Ve) presso l'hotel Holiday Inn Venice East nei giorni 19 - 21 settembre 2005.
Nell'ambito del seminario é stato sottolineato come la valutazione di efficacia stia diventando sempre più centrale nelle attenzioni istituzionali, professionali e sociali. Sempre maggiore, infatti, é la domanda di partecipazione da parte dei cittadini nella valutazione dei servizi loro rivolti: per capire quante risorse vengono investite, ma anche con quali risultati e benefici per le persone. Con culture della famiglia diverse, con sistemi di welfare diversi, non é facile trovare strategie comuni da sperimentare. I risultati del seminario - una strategia condivisa dai ricercatori americani, europei, australiani per valutare l'efficacia dei servizi per l'infanzia e la famiglia - sono stati anche riportati al congresso annuale dell'Eusarf (European Scientific Association For Residential and Foster Care for Children and Adolescents) svolto a Parigi dal 21 al 24 settembre 2005.
3.

La proposta dei crediti di lavoro per i giovani del servizio civile

Tra le proposte emerse dal seminario di ricerca organizzato in collaborazione con l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, a Malosco (Tn) sul tema: «Promozione e formazione del nuovo servizio civile nazionale. Apporto delle Regioni e degli enti gestori», sono da segnalare:
- l'estensione dell'informazione sul servizio civile nazionale anche agli ambiti territoriali marginali e isolati e a tutte le classi sociali, perché oggi i giovani che fanno il servizio civile provengono prevalentemente dalla cittá e dal mondo giovanile universitario;
- l'esigenza di esplicitare il carattere di difesa della Patria nel servizio civile, assieme all'esercizio della solidarietá, come prevede la legge n. 64/2001;
- l'esigenza di dare maggiore spazio alla formazione generale (e sviluppare maggiormente la conoscenza della Costituzione con applicazioni concrete alla realtá sociale che i giovani vivono.
Inoltre, é stato chiesto all'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile di prevedere, con la collaborazione delle associazioni imprenditoriali, dei «crediti di lavoro», analoghi ai «crediti formativi» universitari e possibilmente aspettative per chi é al lavoro, in modo da rendere effettivo l'accesso al nuovo servizio civile per tutti i giovani. L'impostazione del nuovo servizio civile, con incoraggiamenti come i crediti formativi per gli universitari, rischia di facilitare alcune categorie rispetto ad altre. Ecco allora la proposta di dare incentivi anche a chi lavora, perché si possa prendere una pausa dal lavoro, non retribuita, senza perdere il posto.
4.

La carta dell'integrazione scolastica

Nei prossimi mesi sará diffusa un documento sull' integrazione scolastica, elaborata durante un seminario di ricerca (Malosco, 15-18 giugno 2005): il documento sintetizza alcune linee per l'integrazione scolastica dei ragazzi stranieri. Una prima parte del documento riguarda la scuola: i requisiti che essa dovrebbe possedere per definirsi interculturale e accogliente; di quali dispositivi e risorse, di tipo organizzativo, didattico, progettuale, dovrebbe dotarsi a questo scopo. Una seconda parte riguarda l'apporto che possono dare gli enti locali: la normativa relativa alla scolaritá degli alunni stranieri richiama alcune competenze specifiche degli enti locali, che devono garantire l'effettiva realizzazione del diritto-dovere allo studio dei minori stranieri indipendentemente dalla loro posizione giuridica (anche cioé se sono irregolari). Il documento individua altresì ambiti di intervento degli enti in accordo con le istituzioni scolastiche, volti a facilitare il rapporto scuola-famiglia-territorio. Una terza parte, infine, riguarda l'apporto o gli ostacoli che possono venire dalla societá civile all'integrazione scolastica dei minori stranieri.
5.

Effetti esistenziali e psicologici della flessibilitá del lavoro

In collaborazione con la Facoltá di Psicologia, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, dell'Universitá di Bologna, abbiamo organizzato un seminario di ricerca a Malosco (Tn), dal 1 al 3 agosto 2005, sul tema «Effetti esistenziali e psicologici della flessibilitá del lavoro». In tale occasione sono stati presentati i risultati di una ricerca qualitativa, svolta in alcune regioni italiane. Gli interrogativi che hanno guidato il seminario, in seguito all'introduzione della cosiddetta «legge Biagi» (legge n. 3/03) possono essere sintetizzati dai seguenti: Cosa comporta oggi lavorare in una societá instabile? Quali gli effetti del lavoro precario sulla vita sociale?
Giá lo scorso anno, sempre a Malosco, si é discusso sul tema della flessibilitá del lavoro e oltre allo schema della ricerca (attuata nel corso del 2005) i partecipanti hanno prodotto dei contributi significativi che sono stati pubblicati nella monografia del quarto numero di Studi Zancan:
- Lavorare in una societá instabile (Francesco Novara )
- L'inserimento occupazionale dei giovani di fronte all'ambivalenza della flessibilitá (Augusto Palmonari, Anna Rita Graziani e Silvia Moscatelli )
- Lavoro contingente: rappresentazioni del fenomeno ed esigenze di conoscenza (Guido Sarchielli e Stefano Toderi )
- Lavoro precario e denaro: un binomio (im)possibile? (Salvatore Zappalá e Marco Depolo )
- Alla ricerca del lavoro perduto: riflessioni sugli effetti della riforma del lavoro (Elisabetta Mandrioli )
- La ricerca sulla flessibilitá lavorativa in Italia: una rassegna (Barbara Gattoni )
Nei prossimi mesi saranno pubblicati anche gli esiti della ricerca.
6.

COESO - Comunicazione e socialitá: «Il ruolo della comunicazione nella lotta all'esclusione sociale»

Il Progetto COESO finanziato dalla Comunitá europea (nell'ambito del Programma Comunitario di Azione per combattere l'emarginazione sociale 2002-2006) ha coinvolto 11 partner di 6 stati membri sui temi della informazione e comunicazione sociale (Italia, Spagna, Slovacchia, Grecia, Svezia, Portogallo). La Fondazione «E. Zancan» é uno dei partner italiani.
Il progetto intende rafforzare l'integrazione sociale attraverso la valorizzazione e diffusione su scala europea del diritto all'informazione e alla partecipazione delle persone vittime di povertá ed esclusione. I temi centrali del progetto sono: il rafforzamento delle conoscenze sul funzionamento dei servizi di informazione sociale e lo scambio di metodi e strumenti per migliorare l'efficacia delle politiche per l'inclusione sociale.
Il punto di partenza é stata l'idea che il vuoto di informazione e comunicazione sociale rappresenta un serio ostacolo per l'accesso ai servizi sociali per la partecipazione attiva delle persone, per la crescita del capitale sociale di una collettivitá.
Una buona organizzazione dei servizi, infatti, da sola non é sufficiente per sostenere che le persone in difficoltá in particolare quelle più deboli e svantaggiate, potranno accedere alle risorse dovute. L'efficacia di una politica sociale di lotta all'esclusione, come ha potuto rilevare il partenariato di COESO, é legata direttamente anche alla sua capacitá di comunicazione e di coinvolgimento del target considerato.
«Il ruolo della comunicazione nella lotta all'esclusione sociale» é un manuale (con CD) frutto di tre anni di scambio di buone prassi e di apprendimento reciproco fra gli Stati membri, che mette in luce l'importanza che l'informazione per l'accesso ai servizi e la partecipazione hanno nella realizzazione di efficaci processi di inclusione sociale.

Contenuti del manuale:
1. La comunicazione sociale in Europa: parole chiave
2. Strumenti per una comunicazione sociale inclusiva (governance della comunicazione sociale; servizio di informazione sociale; strumenti di partecipazione)
3. Valutazione di comunicazione sociale (metodi e tecniche di valutazione: l'importanza di un modello; indicatori comuni di valutazione)
4. Opportunitá per la comunicazione inclusiva

La Provincia di Cordoba (Spagna) nell'ambito del progetto ha inoltre prodotto un manuale dove sono descritti alcuni indicatori per misurare l'impatto dell'informazione nella lotta all'esclusione sociale e alcuni esempi di buona prassi attuati dai vari partner del gruppo COESO.
7.

Ultime pubblicazioni

La valutazione di outcome nei servizi per l'etá evolutiva e la famiglia: apprendere dal confronto delle esperienze
a cura di: Cinzia Canali, Anthony N. Maluccio, Tiziano Vecchiato

Le proposte contenute in questo volume nascono dalla collaborazione con la Regione Toscana. Insieme, in questi anni, abbiamo cercato soluzioni per promuovere la cultura e la pratica della valutazione di efficacia nei servizi alle persone. Come si può vedere nei diversi contributi, il campo di osservazione é tuttora molto ampio. In altri paesi questo problema é al centro dell'attenzione scientifica e politica e quindi é necessario conoscere, confrontare e condividere esperienze per scegliere le soluzioni più affidabili.
Per questo il convegno di studio realizzato a Firenze il 10 settembre 2004, presso l'Istituto degli Innocenti, sul tema: «La valutazione di outcome nei servizi per l'etá evolutiva e la famiglia: apprendere dal confronto delle esperienze» é stata una preziosa occasione di riflessione. Il quadro emerso é incoraggiante perché documenta non solo il valore del confronto tra esperienze e culture di paesi diversi, ma anche la possibilitá di collaborare e di sviluppare strategie condivise.
Per questo ringraziamo l'International Association for Outcome-Based Evaluation and Research on Family and Children's Services , che ha reso possibile il confronto fra paesi aprendo nuove strade alla collaborazione su questi temi.
La valutazione di efficacia nei prossimi anni diventerá sempre più centrale nelle attenzioni istituzionali, professionali e sociali, grazie alla crescita del senso di cittadinanza e grazie soprattutto alla domanda di partecipazione e valutazione che investe quotidianamente i servizi alle persone e quanti operano in essi. É per questo che non bisogna aspettare ma, anzi, investire per colmare il grande divario che ancora penalizza la valutazione di efficacia e quanti credono alla sua importanza strategica, etica e sociale.

Sistemi regionali di welfare: profili e analisi comparata. Primo rapporto
a cura di: Tiziano Vecchiato

La maggiore responsabilitá e autonomia che le regioni hanno nelle scelte di welfare, riguardanti la promozione umana, la tutela dei diritti sociali, l'offerta di servizi alle persone, porta con sé molte potenzialitá e rischi. Entrambi sono ben noti e hanno a che fare con i capitali sociali che le regioni hanno consolidato nel tempo: in termini di scelte strutturali, di investimenti nell'offerta di servizi, di qualificazione delle risorse umane.
Alle diversitá corrispondono altrettante capacitá di promozione e tutela delle persone, dei soggetti deboli e di quanti - persone e famiglie - hanno necessitá di risposte solidaristiche ai bisogni fondamentali, in tempi certi e con modalitá tali da.
superare le molte contraddizioni oggi presenti nei servizi sociali e sanitari.
Da qui le ragioni del rapporto sui «Sistemi regionali di welfare: profili e analisi comparata», che proponiamo in prima edizione e che speriamo di migliorare nelle prossime.
É uno strumento per posizionarsi nello scenario italiano, cioé per capire come una regione si pone rispetto alle altre, sulla base degli indicatori raccolti.
Consente inoltre di fare analisi comparative e di utilizzarle per valutazioni tecniche e sociali sulla capacitá regionale, non solo di dare risposte ai propri bisogni, ma anche di contribuire allo sviluppo umano, economico e sociale del nostro paese.
Può infine facilitare la programmazione finalizzata al miglioramento dei sistemi regionali di welfare, visto il cronico ritardo con cui in questi anni si é espressa, quantomeno in alcune regioni.
Ringrazio quanti hanno collaborato alla redazione del rapporto e quanti vorranno aggiungersi a questa fatica (esperti della materia, centri di ricerca e istituzioni), per un servizio che speriamo utile e di stimolo per affrontare meglio il difficile equilibrio tra welfare regionali e solidarietá nazionale.

Il programma delle attivitá territoriali tra offerta, consumi, equitá distributiva
a cura di: Fosco Foglietta

Come superare la tradizionale impostazione che vede la programmazione concentrata sul rapporto tra offerta e spesa? Come partire dalla conoscenza dei bisogni della persona e della comunitá? Non é facile soddisfare queste due esigenze evitando che la programmazione diventi un rituale amministrativo invece che un momento di scelte strategiche per un migliore governo delle responsabilitá e delle risorse, così da meglio conseguire obiettivi di salute. Si tratta di problemi che non riguardano soltanto la programmazione nazionale e regionale, ma sempre più spesso quella locale.
Ormai da anni le esperienze dei Piani di zona hanno evidenziato quante difficoltá incontra chi vuole qualificare i servizi alle persone e alle famiglie. Grazie alla riforma Bindi, gli stessi problemi vengono affrontati per meglio qualificare e umanizzare i servizi sanitari nel territorio. A questa sfida sono chiamati i PAT, cioé i Programmi delle attivitá territoriali che aziende sanitarie, distretti, comuni e altri soggetti della comunitá locale devono predisporre e condividere.
La sfida si gioca soprattutto sul passaggio dalla prevalente attenzione all'offerta e alla spesa ad una più matura capacitá di leggere e comprendere i bisogni e le prioritá a cui dare risposta. Chi intende fare questo é chiamato ad affrontare altri problemi di estrema rilevanza, quello delle disuguaglianze nell'accesso ai servizi e quello dell'equitá distributiva che penalizzano gravemente le persone più deboli e le loro famiglie.
I contributi raccolti in questo volume nascono da un seminario di ricerca sul tema «Come passare da una programmazione basata sull'offerta a una programmazione fondata sui bisogni e sulla equitá distributiva», realizzato dalla Fondazione «E. Zancan» a Malosco nel 2004.
Gli autori, dopo aver approfondito questi problemi, documentano non soltanto le proposte emerse dal seminario, ma anche esperienze che giá oggi dimostrano guadagni di equitá e giustizia che si potrebbero conseguire.
8.

Attivitá recenti

- 8 ottobre - Torino: Volontariato le sfide per il futuro. Convegno organizzato dal CSV di Torino in collaborazione con l'ANPAS
- 15 ottobre - Rovigo: Le politiche socio sanitarie in Italia: realtá attuali e prospettive. Percorso formativo organizzato da Regione Veneto e Con sviluppo
- 15 ottobre - Sarmeola di Rubano: La malattia di alzheimer. Paziente famiglia societá. Convegno organizzato con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Padova, Comune di Rubano, Ulss 16
- 10 novembre - Empoli: La carta per la cittadinanza sociale un'opportunitá per la comunitá locale. Iniziativa promossa dall'Azienda Usl 11 di Empoli
- 17 novembre - Padova: Seminario di approfondimento sull'immigrazione a Padova a provincia, Promosso dalla Caritas diocesana di Padova e dalla Pastorale dei migranti
- 17 novembre - Padova: Stato, Regioni e welfare per le famiglie. Convegno organizzato dal Dipartimento di Scienze statistiche dell'Universitá di Padova e dalla Fondazione Lanza, con la presentazione del Primo rapporto sui sistemi regionali di welfare
- 18 novembre - Firenze: Il mese della salute mentale. Iniziativa promossa dalla Societá della salute mentale di Firenze in collaborazione con il Comune di Firenze e l'Azienda Sanitaria di Firenze
- 19 novembre - Roma: primo convegno nazionale di studio «Verso nuove politiche sociali in Italia». Promosso dalla Settimana della vita collettiva
- 23 novembre - Padova: Prospettive e interventi per la persona disabile intellettiva adulta. Convegno organizzato con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Padova, Comune di Padova
- 25 novembre - Padova: La salute impaziente. Presentazione del volume di Rosy Bindi. Organizzato dall'Editoriale Jaca Book e la Fondazione «E. Zancan»
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Seminari e convegni

Municipalitá solidali - le politiche sociali tra grandi criticitá e nuovi scenari
Il 12 dicembre, dalle ore 9.00 alle 13.00, a Padova, presso la sala Polivalente di via Diego Valeri, si terrá un convegno sul tema "Municipalitá solidali. Le politiche sociali tra grandi criticitá e nuovi scenari", prmosso dal Tavolo regionale di riflessione, progettazione e sperimentazione di sistemi locali di welfare solidali e sostenibili. Il seminario intende offrire indicazioni e proposte sul futuro in merito ai sistemi di welfare locali.
La progressiva diminuzione di risorse finanziarie ai Comuni sta minando la loro capacitá di dare risposte ai bisogni del territorio e di essere promotori di comunitá solidali. Su questi contenuti amministratori pubblici ed esponenti del terzo settore si incontrano da circa un anno in un gruppo di lavoro regionale finalizzato a progettare e sperimentare nuove soluzioni per sistemi locali di welfare solidali e sostenibili. Il convegno é un momento di analisi delle criticitá presenti, ma anche preziosa opportunitá per offrire indicazioni e proposte per il futuro.
(www.fondazionezancan.it)

La valutazione degli outcome in geriatria
Il 25 gennaio 2006, a Padova, si terrá un convegno sul tema "La valutazione degli outcome in geriatria". L'incontro, accreditato ECM, prevede tra gli esperti: Marco Trabucchi, presidente Societá Italiana di Gerontologia e Geriatria, Maria Lia Lunardelli, direttore unitá operativa di geriatria dell'Azienda Ospedaliera di Parma, Fernando Anzivino, direttore di Struttura Complessa di Geriatria e di Ortogeriatria dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, Diego De Leo, direttore dell'Australian Institute for Suicide Research and Prevention, Antonio Bavazzano, primario U.O. di geriatria dell'Az. Usl 4 di Prato, Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione.
(www.fondazionezancan.it)

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