1.

Alcune iniziative del 2011 da ricordare

Alcune iniziative del 2011 da ricordare:

Infanzia
Lo studio nazionale «Risc – Rischio per l’infanzia e soluzioni per contrastare l’allontanamento dalla famiglia». Ha consentito di identificare una «soglia di rischio», al di sotto della quale è possibile non allontanare i figli dai genitori.
È un traguardo particolarmente importante perché in linea con i dettati della Convenzione Onu del 1989, che attribuisce il compito di vigilanza agli stati «affinché il fanciullo non sia separato dai suoi genitori contro la loro volontà a meno che le autorità competenti non lo decidano».
L’importanza di Risc sta nel fatto che ha permesso di sperimentare sul campo una metodologia di lavoro che utilizza strumenti per la valutazione d’efficacia degli interventi. Risc ha sperimentato un modello di presa in carico personalizzata dei bisogni dei bambini e delle famiglie ad alto rischio di allontanamento e ha reso possibile una valutazione degli indici di efficacia ottenuti. Ai fini della legge n. 42/2009 sul federalismo fiscale, aggiunge la possibilità di definire e meglio governare i Lea sociali e sociosanitari.
È stato coordinato dalla Fondazione «E. Zancan» e finanziato dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.

La conferenza «Usare le prove di efficacia nei servizi per l’infanzia e la famiglia: cosa ci insegnano gli altri paesi» ha permesso il confronto tra esperti di diversi paesi. Ha sottolineato l’importanza di investire in sperimentazioni e progetti che valutano l’efficacia e l’impatto dei servizi e degli interventi dedicati ai bambini e alle famiglie, non solo sulla valutazione di processo e di efficienza.
È stata organizzata in collaborazione con la Libera Università di Bolzano, l’International Association for Outcome-based Evaluation and Research on Family and Children’s Services, il Comune di Bolzano e il patrocinio di Eassw European Association of Schools of Social Work e della Provincia Autonoma di Bolzano.

Povertà
Il Rapporto 2011 su povertà ed esclusione sociale in Italia «Poveri di Diritti» affronta il problema della carenza di diritti dei più deboli. Alle persone che vivono in condizioni di emarginazione si pensa solo in termini di insufficienti risorse economiche, ignorando che esiste tutta una serie di altre privazioni che peggiorano lo stato di precarietà e ne impediscono il superamento. Il diritto alla casa, al lavoro, alla famiglia, all’alimentazione, alla salute, all’educazione, alla giustizia - pur tutelati dalla Costituzione italiana - sono i primi a essere messi in discussione e negati. Allo stesso modo, viene regolarmente violato il «diritto a non scomparire per effetto statistico», visto che le statistiche sulla povertà non riescono a documentare gli effetti devastanti della crisi per molte famiglie.
Di povertà si sono occupate anche altre ricerche, come quella realizzata con il Csv Sardegna solidale. Quanto, come e con quali risorse si lotta contro la povertà in Sardegna? Il fenomeno, le risposte, le condizioni di efficacia sono state monitorate con il coinvolgimento della rete del volontariato sardo.

Anziani
Con il convegno «Invecchiamento e professioni. Nuove prospettive di pensiero e azione professionale» l’associazione Piaci ha cercato di fare il punto su quanto realmente fatto finora a sostegno dell’età anziana e sulle possibili innovazioni future, per dare migliori risposte ai bisogni di questa parte di popolazione, tutelandone anche i diritti. Invecchiare non è una malattia: sembra un'ovvietà, ma riaffermare questo concetto è importante. Ci sono i malati, certo, ma c'è anche una gran parte dei cittadini over75 che vive in condizione di normalità. È questa normalità che va difesa. L’associazione Piaci ha inoltre promosso il laboratorio «Comunicare e pubblicare i risultati del lavoro professionale» con l’obiettivo di ragionare in termini di elaborazione culturale e scientifica del «servizio sociale».

Disabilità
Il documento «I diritti delle persone con disabilità complessa nell’accesso ai servizi sanitari» parla di interventi previsti dai livelli essenziali di assistenza per ogni persona, ma spesso negati proprio a chi ne ha più bisogno. Un «livello essenziale di assistenza» è garantito quando si va oltre le logiche prestazionali chiedendosi non solo «cosa» ma anche «come», «per e con chi», «con quale efficacia». Il messaggio che il documento lancia alle regioni è l’urgenza di un’efficace erogazione dei livelli essenziali di assistenza «anche alle persone con disabilità complessa», garantendo tempi dedicati quando le persone non sono collaboranti; personale con capacità comunicative adeguate; la garanzia di un costante accompagnamento da parte dei familiari; l’utilizzo di tecnologie e sistemi di comunicazione appropriati; il supporto di volontari formati; un’attenzione particolare all’età evolutiva; la sedazione del dolore, se la difficoltà di collaborare ostacola le procedure diagnostiche e terapeutiche.
Il documento presentato dalle fondazioni Zancan e Paideia, è stato approvato dopo una conferenza di consenso.

Personalab
Sono numerosi gli enti che aderiscono al laboratorio multicentrico Personalab (Personalised Environment for Research on Services, Outcomes and Need Assessment) con l’obiettivo di promuovere la personalizzazione degli interventi, qualificare il lavoro di cura, valutare la sua efficacia. Il laboratorio infatti rende possibile un sistematico lavoro di analisi e valutazione della modalità di presa in carico dei bisogni, di gestione personalizzata dei processi di aiuto, dei loro costi, con riferimento a diverse tipologie di bisogno, a diverse forme di assistenza (sanitaria, sociale e tra loro integrate) valutandone l’efficacia.

Alcune pubblicazioni

2.

6° corso per assistenti sociali

Nell’ambito del 56° Congresso Sigg «Prepàrati a vivere 100 anni!», si è svolto il 6° corso per assistenti sociali, organizzato dalla Società italiana di gerontologia e geriatria, dalla Fondazione Zancan e dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali (Firenze, 30 novembre-2 dicembre). Tema centrale di questa edizione è stato il rapporto tra servizio sociale e livelli essenziali di assistenza. Welfare, federalismo, residenzialità, valutazione dei risultati sono solo alcuni degli argomenti affrontati nella tre giorni di corso. Nell'ambito del corso è stata fatta anche una sessione comune tra diverse discipline per approfondire l'apporto originale che ogni professione può dare alla presa in carico.
Sono stati affrontati i temi del «processo professionale di servizio sociale come requisito necessario per garantire Lea efficaci», delle «risposte differenziate per una presa in carico appropriata», della valutazione e del dimensionamento del Lea «servizio sociale professionale» nel territorio, del «fare valutazione di servizio sociale: l’esperienza di un gruppo di ricerca», del «comunicare e pubblicare i dati di servizio sociale: spunti di riflessione dal laboratorio Piaci».
Il corso si è concluso con una tavola rotonda in collaborazione con l’associazione Piaci dal titolo «Come leggere i Lea in chiave multiprofessionale», coordinata da Fabio Bonetta dell’Itis di Trieste. Sono intervenuti Antonio Bavazzano, geriatra; Barbara Bonini, assistente sociale; Antonio Panti, medico di famiglia; Daniele Salmaso, infermiere. I temi del dibattito sono stati: per il medico di base la gestione della domiciliarità e il possibile apporto al pronto intervento sociale; il ruolo del geriatra per promuovere l’efficacia e l’appropriatezza degli interventi interorganizzativi; la promozione della domiciliarità, la gestione semiresidenzialità e della residenzialità da parte dell’infermiere; per l’assistente sociale la presa in carico appropriata e la promozione delle risorse della persona, della famiglia, della società.
Nei lavori il filo ricorrente è stato quello della valutazione dei risultati e dell'efficacia del lavoro dell'assistente sociale, grazie al confronto di esperienze e di soluzioni utili per investire in questa direzione.

Alcuni materiali utilizzati nel corso sono disponibili nella sezione downloads/presentazioni.

3.

Chiara Lubich apre nuovi orizzonti alla ricerca sociologica

Il seminario di studio «Chiara Lubich, il suo pensiero e la sua azione: cosa provocano in chi pratica le scienze sociali?» - realizzato il 16 e 17 dicembre dall’Istituto universitario Sophia in collaborazione con l’Università di Trento, la cattedra di Sociologia della religione dell’ateneo trentino e il gruppo internazionale «Social-One - Scienze Sociali in dialogo»,– si è articolata in una serie di interventi e dibattiti tra esperti sul modo in cui il pensiero di Chiara Lubich può influenzare le scienze sociali.
La lezione inaugurale «Chiara Lubich e la sua eredità nelle scienze sociali. Stimoli sociologici trentini», di Bernhard Callebaut (docente di Fondamenti di Scienze Sociali), ha evidenziato gli elementi di novità introdotti da Chiara Lubich e come la sua proposta abbia potuto superare i confini italiani e cattolici, fino a diventare un riferimento per altre religioni e per chi non ha riferimenti religiosi.
Si sono succeduti poi gli interventi di: Salvatore Abruzzese dell’Università di Trento; Michele Colasanto per l’Università
Cattolica Sacro Cuore di Milano; Gennaro Iorio dell’Università di Salerno; Virginie Alnet dell’Ehess di Parigi e dell’istituto universitario Sophia; Licia Paglione del medesimo istituto e docente all’Università di Chieti-Pescara.
La seconda sessione di lavoro è stata aperta da Tiziano Vecchiato (direttore della Fondazione Zancan) sul tema «Chiara Lubich apre nuovi orizzonti alla ricerca sociologica». Il pensiero della Lubich contiene una sfida culturale ed epistemologica: come promuovere umanità rinnovata e come promuoverla anche con l’apporto delle scienze umane.
Sono seguiti gli interventi di Giulia Paola Di Nicola dell’Università di Chieti-Pescara, Giuseppe Pellegrini dell’ateneo di Padova e Silvia Castaldi dell’Università di Cagliari.

4.

Le risposte per le persone anziane non autosufficienti a Rovigo

La provincia di Rovigo è una provincia che invecchia in fretta, in anticipo e con un processo più accentuato rispetto al resto del Veneto. I dati, anticipati mercoledì 23 novembre durante il convegno «Le risposte per le persone anziane non autosufficienti: bisogni, servizi e spesa», sono stati presentati ufficialmente nel corso di una conferenza stampa il 5 dicembre. Si è così conclusa la prima fase della ricerca dell’osservatorio sulle persone anziane non autosufficienti della Provincia di Rovigo, in collaborazione con la Fondazione Zancan.
L’andamento demografico e l’analisi della spesa dei comuni dimostrano che il futuro è difficile ma non impossibile da affrontare. L’Osservatorio si muove proprio in questa direzione, individuando le informazioni necessarie per conoscere i bisogni sociali, mettendole a disposizione dei decisori politici e dei tecnici ai fini di riqualificare la gestione dei servizi, ristrutturando la spesa e misurando i suoi risultati in termini di costo-efficacia. Particolarmente importante è la valutazione d’efficacia degli interventi per le persone e le famiglie, che consente di adottare strategie finalizzate a potenziare l'impatto delle risposte e a rendere i servizi erogati il più possibile «omogenei» sull’intero territorio provinciale.
L’azione dell’amministrazione provinciale vuole confermare un modello e un metodo di lavoro in un’ottica di «rete» per una nuova programmazione del sociale. Occorre sostenere scelte di programmazione sociale il più possibile unitaria. In merito alla
condizione specifica dell’età anziana e della non autosufficienza, è importante investire sulla domiciliarità, cambiando l’attuale sistema di risposta, inadeguato a rispondere ai nuovi bisogni emergenti: poiché il «peso» della cura ricade e ricadrà  sempre più sulle famiglie sarà necessario investire sempre di più sui sistemi di supporto dei caregivers.
La dinamica dell’invecchiamento e i dati sui servizi e la spesa sociale nella provincia di Rovigo sono riportati nella news «Rovigo, una provincia che invecchia rapidamente».

5.

Riforma assistenziale, volontariato, cittadinanza ed esigibilità dei diritti: il n. 6/2011 di Studi Zancan

L’ultimo numero del 2011 della rivista «Studi Zancan» propone un’ampia sezione dedicata alla riforma assistenziale, al volontariato e alla cittadinanza attiva.
Tiziano Vecchiato con l’articolo «Per innovare l’assistenza sociale», che riprende i contenuti di un’audizione alle commissioni riunite VI (Finanze) e XII (Affari sociali) della Camera dei deputati. Il documento evidenzia le criticità della delega, la necessità di quantificare correttamente l’ammontare di spesa sociale, l’importanza di uscire dall’assistenzialismo compassionevole potenziando i servizi e non i trasferimenti economici, l’urgenza di definire i Lea sociali con risorse preventive perché i diritti possano essere garantiti.
Di nuove generazioni e volontariato si occupa Giancarlo Rovati, che analizza i dati sulla presenza dei giovani nelle associazioni. La riflessione si concentra sui motivi del calo di partecipazione e sulle ragioni che spingono o meno i giovani a impegnarsi. Il volontariato è al centro anche del contributo di Giulia Barbero Vignola, Renato Frisanco, Elisabetta Mandrioli e Giovanni Sarpellon, che presentano i primi dati di una ricerca nazionale della Fondazione Zancan, sulla valutazione delle attività svolte dalle organizzazioni di volontariato.
Elena Schnabl ricostruisce l’esordio del dibattito sui laboratori di cittadinanza e fa il punto sulle sperimentazioni concrete avviate sui territori. Esperienze che dimostrano la possibilità di attivare forme nuove di mobilitazione, di alleanze e di iniziative, coinvolgendo i cittadini in prima persona.
Ricche di contenuti anche le sezioni «Approfondimenti monografici» ed «Esperienze e documentazione», che propongono alcuni contributi presentati nel seminario di ricerca «Concorso tra pubblico e privato nella esigibilità ed effettiva tutela dei diritti sociali», organizzato dalla Fondazione Zancan a Malosco dal 20 al 23 luglio 2011. In particolare, Maurizio Giordano riflette sulle strategie di coinvolgimento della comunità nella tutela dei diritti sociali e sul conseguente beneficio in termini non solo di risorse economiche, ma anche umane, di beni e servizi. Giuseppe Cappelletti e Giovanni Guazzarotti esaminano le scelte previdenziali delle famiglie italiane utilizzando i dati dell’indagine sui bilanci delle famiglie della Banca d’Italia sul 2008. Bernardino Casadei sostiene che la gravità della sfida presente posta dalla crisi richiede il coraggio di sottoporre a critica il paradigma che ha guidato la costruzione dello stato sociale, la cui pietra angolare è il diritto soggettivo. Giuseppe D’Angelo ricorda i diritti pienamente esigibili a favore delle persone non autosufficienti e avanza proposte concrete per la tutela delle prestazioni domiciliari, semiresidenziali e residenziali riconosciute dai Lea sociosanitari.

6.

Per carità e per giustizia. Il contributo degli istituti religiosi alla costruzione del welfare italiano

Un grande affresco di welfare fatto di impegno umano, civile e spirituale. È quanto emerge dal volume «Per carità e per giustizia. Il contributo degli istituti religiosi alla costruzione del welfare italiano» a cura della Fondazione Zancan, che contiene documentazioni, ricostruzioni storiche, analisi che collegano passato e futuro, grazie ad un minimo comune denominatore: l’incontro tra diritti e doveri. La soluzione tecnica oggi utilizzata per rappresentare la possibilità di questo incontro sono i livelli essenziali di assistenza, per poter contare su risposte ai bisogni e diritti fondamentali, date per carità e per giustizia.
Carità e giustizia insieme hanno reso possibili grandi risultati, ma non ancora sufficienti, per dare maggiore speranza alle persone in difficoltà. In passato le nuove soluzioni di welfare hanno consentito innovazione, sviluppo sociale ed economico. Può avvenire anche oggi, grazie a nuove modalità di investimento basate sull’incontro delle responsabilità di tutti.

Contenuti

  • Il contributo degli istituti religiosi alla costruzione del welfare italiano (Tiziano Vecchiato)
  • Educare, soccorrere, curare. La funzione sociale delle Dorotee a Vicenza dagli anni Trenta del Novecento al secondo dopoguerra (Albarosa Ines Bassani)
  • Educandati in Italia  (Giancarlo Rocca)
  • Oratori per la gioventù nell’Italia unita (Luciano Caimi)
  • Scuole professionali in Italia (1861-2010) tra istruzione e lavoro (Fulvio Ghergo)
  • I convitti per operaie (Giovanni Gregorini)
  • Le colonie agricole (Giovanni Gregorini)
  • L’assistenza domiciliare (Luigi Nuovo, Giancarlo Rocca)
  • La «Protezione della giovane» e le congregazioni religiose nel Nord Italia (Andrea Salini)
  • Le Cucine economiche delle suore di Maria Bambina (Marina Carmela Paloschi)
  • L’assistenza alle persone disabili tra Ottocento e Novecento: gli istituti religiosi si raccontano (Michela Carrozzino)
  • Percorsi storici dell’assistenza e dell’educazione dei sordomuti nell’Italia unita (Elisa Mazzella)
  • La protezione degli ebrei nelle case religiose italiane (1943-1945). Mappa, reti di salvataggio, nomi (Grazia Loparco)
  • Il contributo degli istituti religiosi a sostegno dell’emigrazione umana (Vincenzo Rosato)
  • Uno sguardo al presente (Elisabetta Mandrioli)
  • Gli istituti religiosi nelle opere della Chiesa italiana (Maria Bezze)


L’indice completo del volume è visibile nel sito http://www.fondazionezancan.it/pubblicazioni/fuori_collana

7.

Rivista Studi Zancan: abbonamenti 2012

Le modalità e la quota per l’abbonamento alla rivista «Studi Zancan. Politiche e servizi alle persone» per il 2012 sono:

  • cartaceo € 50,00;
  • on line € 35,00;
  • on line + cartaceo € 65,00:
  • n line speciale € 100,00. Questa ultima versione consente di accedere on line a:

- «Studi Zancan» annate dal 2005 al 2012
- «Servizi sociali» dal 1979 al 1999
- «Politiche sociali» dal 1996 al 1999
- Collana «Quaderni»
- Collana «Scienze Sociali e Servizi Sociali» volumi dal 1973 al 1995
- Collana «Documentazioni sui Servizi Sociali» volumi dal 1971 al 1994.

Sono disponibili diverse modalità di pagamento, intestate a  Fondazione «E. Zancan» Onlus Centro studi e Ricerca sociale, via Vescovado 66 - 35141 Padova:

  • versamento sul c/c postale n. 12106357;
  • bonifico su conto corrente postale (IBAN: IT72V0760112100000012106357);
  • bonifico bancario: Cassa di Risparmio del Veneto (Agenzia di via Monte di Pietà) IBAN IT44K062251215007400338696S.
8.

Strumenti di lavoro: 1 libro 1 euro

Il volume proposto nel mese di dicembre come strumento di lavoro, raccoglie i contributi presentati alla decima Conferenza Internazionale Eusarf: «Conoscere i bisogni e valutare l’efficacia degli interventi per bambini e famiglie in difficoltà - Assessing the evidence-base of intervention for vulnerable children and their families» (2008).
Lo mettiamo a disposizione per facilitare il confronto delle idee, delle esperienze e, soprattutto, delle soluzioni utili a migliorare la capacità di risposta sociale e professionale ai bisogni e ai diritti dell’infanzia. I problemi, infatti, pur nella diversità delle culture e dei sistemi di welfare, sono ricorrenti e nascono dalle molte domande di protezione, tutela, presa in carico dei bambini e dei ragazzi vittime di deprivazioni, abusi e maltrattamenti a cui non sappiamo dare adeguata risposta.
Conosciamo ancora troppo poco sulle condizioni di efficacia del lavoro sociale, sociosanitario, educativo e questo volume lo documenta. Nel contempo esso ci indica le direzioni verso cui molti centri di ricerca, sperimentazioni, progetti innovativi stanno investendo e verificando la validità delle proprie ipotesi di lavoro, l’utilità delle scelte professionali, l’impatto delle politiche e dei servizi per l’infanzia e la famiglia.
I limiti delle risorse disponibili hanno stimolato e portato a privilegiare la ricerca sulla valutazione di processo, di efficienza, di risultato e non ancora e non abbastanza sulle questioni proprie della valutazione di efficacia, cioè di beneficio effettivo per i bambini e i genitori in difficoltà, che quotidianamente convivono con problemi di emarginazione, sofferenza, esclusione sociale.
La valutazione di outcome può rappresentare una opportunità in più, per verificare l’impatto delle scelte, per scegliere con maggiore consapevolezza le soluzioni più appropriate e con un migliore rapporto costi efficacia, cioè più capaci di fare seguire alla cura professionale, familiare e comunitaria i benefici sperati.
Sono mature le condizioni perché anche le ragioni proprie della valutazione di outcome abbiano adeguate risposte, a partire dalle prassi operative dei servizi. Questo volume lo evidenzia ed è anche concreto strumento perché, grazie ad un confronto aperto, multinazionale, attento alle differenze culturali, diventiamo tutti più consapevoli che alcuni problemi e le loro soluzioni possono, in futuro, rappresentare un patrimonio umano e scientifico generalizzabile oltre i confini nazionali.

Il volume può essere ritirato di persona (presentando la scheda scaricabile dal sito www.fondazionezancan.it) presso la nostra sede in Via Vescovado, 66 - Padova, dal lunedì al venerdì (8.30-13.00 e 14.00-17.00).
Si può ricevere direttamente a casa, con spese a carico, a seguito di richiesta via fax (049663013) o tramite email (segreteria@fondazionezancan.it) compilando sempre la scheda.
La richiesta va effettuata entro il 31 gennaio 2012.

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