1.

Rischio per l’infanzia e soluzioni per contrastarlo: si è conclusa la seconda annualità

 

Si è conclusa la seconda annualità di «Risc - Rischio per l'infanzia e soluzioni per contrastarlo», studio nazionale coordinato dalla Fondazione «E. Zancan» e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in collaborazione con sei regioni (Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Veneto). L'esperienza si è focalizzata sulla progettazione personalizzata per rispondere in modo efficace ai bisogni di bambini e famiglie in difficoltà, sui livelli di integrazione tra diversi professionisti e sul rapporto costo/efficacia. Hanno partecipato circa 100 operatori dei servizi sociali e sanitari, chiamati a chiedersi se quello che hanno fatto è stato efficace, se sono riusciti a dare risposte ai bisogni, se quelle risposte erano le più appropriate.
I risultati sono stati molto apprezzati dagli stessi operatori, che in una recente pubblicazione (Studi Zancan 5/2011) hanno evidenziato come il progetto ha permesso di realizzare una effettiva integrazione tra i servizi coinvolti: «Ogni professionista può offrire un apporto necessario e prezioso, con strumenti consoni al problema da affrontare, e, nello stesso tempo, capaci di una valutazione multidimensionale dei bisogni di figli e genitori, lavorando il più possibile con la famiglia».
L'esperienza dello studio Risc è stata anche al centro dell'incontro che si è svolto a Piacenza lo scorso 5 aprile nell'ambito dell'iniziativa «La presa in carico e la tutela dei minori in difficoltà e delle loro famiglie: aspetti giuridici, integrazione, efficacia degli interventi», organizzata dalla Provincia di Piacenza - Settore Sistema Scolastico ed educativo, Istruzione e Università, Servizi alla persona e alla comunità.
In tale contesto Cinzia Canali, ricercatrice della Fondazione «E. Zancan», ha evidenziato che l’importanza dello studio Risc sta nel fatto che ha permesso di sperimentare sul campo una metodologia di lavoro che utilizza strumenti per la valutazione d’efficacia degli interventi rivolti alle famiglie in difficoltà. Gli operatori hanno lavorato seguendo un percorso costantemente monitorato che consentiva di decidere quali azioni implementare a seconda della fase della presa in carico. La visione globale della condizione del bambino (ma anche dei genitori) ha consentito inoltre agli operatori di porre maggiore attenzione alle aree critiche e ai punti di forza della persona, rispetto ai quali costruire un progetto personalizzato di aiuto. 
2.

La povertà in Sardegna: dimensioni, caratteri e risposte

Qual è l’impatto della povertà in Sardegna? Quali le caratteristiche del fenomeno e le risposte attivate per contrastarlo? Sono queste le domande cui risponde la ricerca «La povertà in Sardegna: dimensioni, caratteri e risposte», promossa da Csv Sardegna Solidale e realizzata dalla Fondazione «E. Zancan» (presentata a Cagliari il 13 aprile).
La ricerca si propone come uno strumento conoscitivo per gli attori locali (enti pubblici, volontariato), che ogni giorno vengono a contatto con le diverse facce della povertà. 
La povertà in Sardegna. Dal 2002 l’incidenza della povertà nella regione è aumentata di anno in anno fino a toccare il culmine del 22,9% nel 2007. Negli ultimi tre anni, invece, l’andamento è stato altalenante. Nel 2010 era povera, in senso relativo, quasi una famiglia su cinque (18,5%) (Istat). Nel 2009 poco meno di 1 persona su 3 era a rischio di povertà o esclusione sociale, circa 1 persona su 5 era a rischio povertà dopo i trasferimenti sociali, quasi 1,5 persone su 10 vivevano in famiglie a bassa intensità lavorativa e 1 su 10 era in grave deprivazione materiale.
Le azioni regionali e locali di contrasto alla povertà sono perlopiù orientante a erogare sostegno economico (19,4%) e a garantire un inserimento lavorativo (18,4%). I destinatari delle azioni sono in misura maggiore le famiglie e i minori (23,5%), le povertà estreme (23,5%). Seguono le situazione di emergenza (1,5%), le donne (2,9%), gli anziani (2,9%) e chi ha un disagio mentale (2,9%). 
Il ruolo del volontariato nella conoscenza e nel contrasto alla povertà. Alla ricerca hanno collaborato circa 200 organizzazioni di volontariato. Le odv hanno dimostrato una buona conoscenza del fenomeno e hanno dato prova di essere consapevoli dei limiti e delle potenzialità delle azioni di contrasto. Il 28% del campione pensa che la povertà in Sardegna sia molto diffusa e in aumento, il 63% che sia «abbastanza diffusa», soltanto l’8% la ritiene poco estesa. Tra i principali fattori di rischio individuati, il lavoro è il più importante, da intendersi sia come mancanza di lavoro (indicato nel 93% dei casi), sia come precarietà (46%) o salario basso (32%). La disgregazione familiare (separazioni, divorzi, allontanamenti) è considerata un importante fattore di rischio (indicato tra i primi 3 fattori da un terzo dei volontari), insieme alla solitudine (22%). L’istruzione esercita un ruolo altrettanto importante (basso titolo di studio 20% dei casi, incapacità di riqualificazione professionale 18%). Le tre categorie di persone che corrono maggiormente il rischio di entrare nella condizione di povertà sono i disoccupati, gli anziani e i genitori che vivono soli con figli minori a carico.
Le azioni realizzate dal volontariato sono prevalentemente di sostegno e di accompagnamento. Le risposte offerte mostrano un approccio concreto nel cercare risposte ai bisogni delle comunità in cui operano. Risulta, invece, sottodimensionata e qualitativamente poco rilevante la partecipazione ai processi di programmazione e, più in generale, lo sviluppo di proposte di tutela e di advocacy.

3.

Imprenditori suicidi: lasciati soli per carenza di servizi

La Fondazione «E. Zancan» ha preso posizione sulla questione dei suicidi a causa della crisi, ponendo l’accento sulla carenza di servizi in grado di dare una prima risposta di aiuto. Tiziano Vecchiato sottolinea che «i servizi sociosanitari sono impreparati a dare sostegno psicosociale alle persone che si trovano in queste condizioni. In un momento di così grande difficoltà le persone devono sapere di poter contare su qualcuno che può ascoltarli». Sono poche, ad oggi, le esperienze in questo senso e tutte nate spontaneamente dalle forze del territorio. Non sarà questa la soluzione al problema degli imprenditori, ma la garanzia di un aiuto possibile sarebbe già un elemento fondamentale per dare sostegno di chi si sente solo e abbandonato. Sul senso di abbandono e di solitudine insiste il presidente della Zancan, mons. Giuseppe Benvegnù-Pasini: «Il suicidio è una reazione al dramma dell’isolamento. La solidarietà mancata è un grande dramma sociale». 
Pasini interviene anche sulla spinosa questione dei funerali negati dalla Chiesa ai suicidi: «Bisogna distinguere tra il principio teologico in base al quale la vita è un dono e deve essere rispettata e l’aspetto più concreto e psicologico: quando una persona arriva a un gesto simile deve aver vissuto uno sconvolgimento enorme che impedisce un giudizio oggettivo e questo va tenuto presente». Secondo Pasini acconsentire al funerale cristiano è «un atto di misericordia» perché «si deve tener conto della personalità della persona, non valutandola su quell’ultimo gesto estremo».

4.

Studi Zancan 2/2012

Il secondo numero di «Studi Zancan» propone, nella sezione «Politiche e servizi», le relazioni presentate al convegno «Per carità e per giustizia. Il contributo degli istituti religiosi alla costruzione del welfare italiano» (Roma, 25 febbraio). Giuseppe Benvegnù-Pasini pone l’attenzione - in particolare - sulle peculiarità dell’impegno delle congregazioni religiose. Tale impegno si esprime nella scelta preferenziale degli ultimi tra i poveri, delle persone disabili, fisiche e psichiche, delle persone dimenticate e discriminate dalla società. Emanuele Rossi sottolinea l’apporto offerto dalle congregazioni al rovesciamento della concezione sociale della sofferenza, della marginalità, delle persone senza casa e lavoro. Evidenzia, inoltre, il ripensamento delle modalità di organizzazione ed erogazione dei servizi; l’individuazione di «nuovi diritti»; il superamento di persistenti barriere tra appartenenze. 
La sezione monografica presenta i contributi del seminario internazionale «Come aiutare gli operatori a utilizzate le prove di efficacia nel lavoro a diretto contatto con l’utenza?» organizzato dalla Fondazione Zancan in collaborazione con l’associazione iaOBERfcs a Malosco (Trento) nei giorni 27-28 giugno 2011. Nel contributo introduttivo, Tiziano Vecchiato e Cinzia Canali riepilogano la nascita del laboratorio multicentrico PERSONAlab (Personalised Environment for Research on Services, Outcomes and Need Assessment). Gli autori riflettono su come l'esperienza associativa abbia aperto nuove possibilità per sperimentazioni collaborative che vedono coinvolti 
servizi e operatori di diversi territori sugli stessi problemi, legati alla valutazione di esito in area infanzia e famiglia. La monografia prosegue con i contributi di numerosi esperti che approfondiscono il tema dell'evidence-based practice da diversi punti di vista, portando esperienze concrete realizzate in diversi paesi.

5.

Proposte formative per assistenti sociali dalla Zancan Formazione Srl

Responsabilità dell’assistente sociale, valutazione di efficacia, segretariato sociale e pronto intervento sociale: sono questi i temi al centro dell’attivata della «Zancan Formazione srl», realtà che opera in stretta sinergia con la Fondazione Zancan promuovendo opportunità formative per gli assistenti sociali.  
La proposta per la primavera 2012 prevede nel dettaglio tre corsi di formazione. 
Il primo è dedicato a «Le responsabilità dell’assistente sociale nel lavoro con le persone non autosufficienti: questioni metodologiche, criticità, dilemmi etici». Il corso prevede un percorso attivo in cui i partecipanti possono riflettere sul proprio lavoro concreto e apprendere, anche dal confronto di esperienze, modalità e strategie per una gestione più responsabile ed efficace del processo di aiuto.
«Il Segretariato sociale e l’accesso: strumenti, organizzazione, strategie» propone un approfondimento delle funzioni e condizioni organizzative, professionali, strumentali del Segretariato sociale, come garanzia di informazioni efficaci alla popolazione, come facilitazione all’accesso ai servizi, come promozione di una maggiore aderenza della rete di risposte ai bisogni delle persone.
«Il Pronto intervento sociale: responsabilità giuridiche e strumenti professionali nella gestione dell’emergenza e dell’urgenza» approfondisce la normativa e le responsabilità della pubblica amministrazione, dedicando particolare attenzione al ruolo dell’assistente sociale, alle sue responsabilità etiche e giuridiche, alle strategie di presa in carico, di integrazione con diversi servizi e soggetti, fornendo strumenti utili a rendere più efficaci gli interventi.
Tra le proposte formative rientra anche il laboratorio «La valutazione di efficacia degli interventi professionali con bambini e famiglie: dall’identificazione degli obiettivi alla misurazione degli esiti», che prevede due giornate formative iniziali seguite da un periodo di tre mesi in cui si procederà all’applicazione di quanto appreso su casi reali, con accompagnamento e monitoraggio curato da formatori. L’obiettivo è di condividere e sperimentare contenuti, metodi, strumenti per fare valutazione di efficacia nel lavoro dell’assistente sociale con bambini e famiglie. 
Per tutte le iniziative in programma sono stati chiesti i crediti formativi per assistenti sociali. Ai partecipanti verrà rilasciato un
attestato di frequenza. Per informazioni, iscrizioni, date e costi: segreteria@zancanformazione.it - www.zancanformazione.it, tel. 049 665413 (8.30-12.30) – 049 663800 - fax 049 663013.  

6.

Perché donare il 5 per mille alla Fondazione Zancan

Con l’avvicinarsi della scadenza per la consegna della dichiarazione dei redditi ai contribuenti è chiesto di scegliere a chi intestare la casella relativa al 5xmille. Ecco alcuni motivi per indicare il nome della Fondazione Zancan.
  • Da quasi 50 anni è impegnata al fianco dei servizi e degli operatori che lavorano a diretto contatto con le persone, aiutandoli a fornire le migliori risposte ai bisogni dei più deboli. 
  • Le sperimentazioni di strumenti e soluzioni innovative sono il mezzo utilizzato per promuovere conoscenza ed evidenze scientifiche. 
  • È in prima linea nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale: da quindici anni pubblica i rapporti annuali per favorire il dibattito e la conoscenza sul tema.
  • I minori e le loro famiglie godono di un’attenzione privilegiata. Con lo studio «Risc - Rischio per l'infanzia e soluzioni per contrastarlo» ha esplorato percorsi di intervento di sostegno alle famiglie e di prevenzione degli allontanamenti.
  • Alcune parole chiave della sua attività: approccio multidimensionale, centralità della persona, globalità e integrazione tra le diverse figure professionali, valutazione d’efficacia degli interventi.
  • Divulga le conoscenze e promuove un dibattito culturale su diversi temi come: l’uscita dalla crisi, i servizi alle persone fragili, l’invecchiamento attivo, la disabilità, il futuro delle nuove generazioni.
  • Propone pubblicazioni di particolare rilevanza sociale come ad esempio il documento «I diritti delle persone con disabilità complessa nell’accesso ai servizi sanitari»; il volume «Organizzazioni di volontariato e attività commerciali e produttive»; «La carta etica delle professioni che operano a servizio delle persona»; la «Carta dei diritti dell'anziano non autosufficiente».
Per continuare su questa strada e avviare nuovi importanti progetti la Fondazione ha bisogno del tuo aiuto: nella dichiarazione dei redditi dona e invita a donare il 5 per mille alla Fondazione «E. Zancan» onlus, indicando il codice fiscale 00286760285.

7.

Strumenti di lavoro: 1 libro 1 euro

Questo mese come strumento di lavoro ad 1 euro viene proposta la monografia contenente le relazioni tenute al convegno «Una casa nella comunità. Perché i diritti dei disabili non restino solo sulla carta», organizzato a Treviso dalla Fondazione Il nostro domani e dalla Fondazione Zancan nel 2003 (a Treviso).
La rivista può essere ritirata di persona (presentando la scheda scaricabile dal sito www.fondazionezancan.it) presso la nostra sede in Via Vescovado, 66 - Padova, dal lunedì al venerdì (8.30-13.00 e 14.00-17.00).
Si può ricevere direttamente a casa, con spese a carico, a seguito di richiesta via fax (049663013) o tramite email (segreteria@fondazionezancan.it) compilando sempre la scheda.
La richiesta va effettuata entro il 30 giugno 2012.

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