1.

7° Corso per Assistenti Sociali Programma e Call for paper

 

Il 7° Corso per Assistenti Sociali si svolge a Bologna nei giorni 21-23 novembre 2012 (presso Zanhotel Europa, Via Cesare Boldrini, 11). È organizzato dall’Associazione Scientifica per la Promozione dell’Invecchiamento Attivo e le Cure Integrate in collaborazione con la Fondazione Emanuela Zancan onlus e l’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali. 
Il Corso si qualifica come uno spazio di confronto, pensiero e proposta per tutti gli assistenti sociali interessati allo sviluppo della professione. Il tema del 2012 è «Costruire fiducia con professionalità. Il servizio sociale e la valutazione di efficacia per garantire i diritti delle persone anziane».  
Gli esperti hanno il compito di guidare la riflessione e di predisporre le basi conoscitive per la discussione comune; ai partecipanti è richiesta la disponibilità al confronto costruttivo per il miglioramento della professione, sempre più necessario negli attuali contesti di lavoro. 
Agli assistenti sociali impegnati in esperienze di valutazione si chiede di inviare un contributo scritto che descriva quali sono gli strumenti utilizzati per fare valutazione di esito, con quali modalità, in quali contesti operativi e con quali collaborazioni. I migliori contributi – valutati dal Comitato scientifico del Corso – saranno presentati nell’ambito dei lavori ed, eventualmente, pubblicati sulla rivista Studi Zancan.
Le indicazioni e i tempi per la predisposizione dei contributi scritti sono scaricabili dal sito www.fondazionezancan.it
Programma
Mercoledì 21 novembre
Arrivi e registrazione
Saluti e introduzione [15.00-15.30]
Tiziano Vecchiato, presidente Associazione Scientifica per la Promozione dell’Invecchiamento Attivo e le Cure Integrate
Edda Samory, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine degli assistenti sociali
Professionalità e fiducia, fattori di efficacia dell'intervento di servizio sociale [15.30-16.30]
Silvana Tonon Giraldo ed Elisabetta Neve, a nome del Comitato scientifico del Corso
La valutazione di efficacia nel lavoro dell’assistente sociale come risposta ai bisogni e tutela dei diritti [16.30-17.30]
Anat Zeira, Paul Baerwald School of Social Work, Hebrew University of Jerusalem
Approfondimenti e discussione [17.30-18.00]
Conclusioni
Coordina: Silvana Tonon Giraldo
Giovedì 22 novembre
Gli strumenti di valutazione del servizio sociale utilizzati in area anziani (I) [9.00-11.00]
Contributi preordinati 
Confronto e discussione [12.00-13.00]
Coordina: Annamaria Zilianti e Gianna Pasti
Lunch Buffet
Gli strumenti di valutazione del servizio sociale utilizzati in area anziani (II) [14.00-17.00]
Contributi preordinati
Confronto e discussione [17.00-18.00]
Conclusioni
Coordina: Elisabetta Neve e Claudio Pedrelli
Venerdì 23 novembre
Il lavoro interprofessionale con un caso di studio [9.00-12.00]
Diversi professionisti presentano un caso di studio e analizzano come ogni professione interviene nella presa in carico e nella gestione integrata del caso
Confronto e discussione [12.00-13.00]
Coordina: Patrizia Lonardi e Luisa Spisni
Lunch Buffet
Il contributo della ricerca e della formazione nello sviluppo della professione di assistente sociale [14.00-16.00]
Intervengono i presidenti degli Ordini regionali:
Roberto Calbucci (Emilia Romagna)*
Miriam Totis (Friuli Venezia Giulia)*
Renata Ghisalberti (Lombardia)*
Orazio Coppe (Marche)*
Barbara Bonini (Toscana)
Patrizia Lonardi (Veneto)
Coordina: Franca Dente
* in attesa di conferma
Conclusioni e proposte per il 2013 [16.00-17.00]
Silvana Tonon Giraldo e Tiziano Vecchiato
Questionario di apprendimento
Iscrizioni
La Fondazione Zancan cura la segreteria scientifica e organizzativa del corso. Per iscriversi al corso è necessario completare la scheda di iscrizione e inviarla insieme alla ricevuta del versamento effettuato.
Il costo di iscrizione è di € 150,00 (per gli studenti, a cui si chiede di comunicare il numero di matricola, è prevista una quota ridotta di € 100,00). 
La quota comprende: partecipazione alle sessioni del corso, materiali con le presentazioni, coffee break e lunch buffet nelle giornate intere, attestato di partecipazione, certificato con l’attestazione dei crediti formativi.
Per informazioni:
Fondazione Zancan - tel. 049663800 - fax 049663013
email: fz@fondazionezancan.it - www.fondazionezancan.it
2.

Diritto alla salute, spending review, universalismo. Sintesi della discussione

Il decreto sulla spending review, in corso di discussione al parlamento, contiene sostanzialmente tagli lineari: 5mld in meno per la sanità in due anni e mezzo con procedure che di fatto impediscono una selezione delle risorse sanitarie per rendere più appropriate prestazioni e funzioni. Tagli che si aggiungono a quelli delle manovre precedenti e compromettono la natura universalista e la stessa esistenza del servizio sanitario nazionale. L’allarme è stato lanciato nella pubblica discussione organizzata a Roma su «Diritto alla salute, spending review, universalismo», organizzata da Fondazione Zancan, Gruppo Abele e Sos Sanità, all’indomani del decreto approvato dal Governo (7 luglio). Universalismo e rigore non sono incompatibili, ma occorre indicare i possibili terreni sui quali esercitare il controllo della spesa sanitaria, per evitare che si metta a rischio la tenuta del Ssn. 
Il sociale nella spending review non c'è. Ciò non toglie che occorre costruire un welfare che non sia semplice beneficienza, ma che sia un sistema realmente produttivo anche recuperando i crediti di welfare che gli evasori fiscali dovrebbero pagare, in ragione dei servizi avuti indebitamente. E se la sanità pubblica è minacciata, il welfare sociale è già stato quasi azzerato, con la cancellazione di quasi tutti i Fondi dedicati, a cominciare dalla non autosufficienza. Ma esistono anche possibili soluzioni per uscire dall’impasse e scongiurare tagli al finanziamento, ad esempio, riprendendo gli impegni che la stessa Unione europea ha indicato per i Paesi membri: un deciso potenziamento delle cure primarie e i servizi nel territorio che può permettere un ridimensionamento della rete ospedaliera senza tagli ai servizi; un governo rigoroso degli accreditamenti quindi delle spese verso il privato, dentro i limiti della programmazione pubblica. E un governo rigoroso dell’innovazione tecnologica, in modo appropriato e non consumistico, e della spesa farmaceutica dove margini di recupero sono ancora molto forti. 
Serve capacità di inventiva, senza minare le basi di un sistema sicuramente da sostenere. Così come c’è la necessità di aprire discussioni pubbliche sul tema. Se si vogliono ridurre i Lea bisogna discuterne in Parlamento e le forze politiche devono dire ai cittadini cosa vogliono fare. Ma sapendo che toccare il servizio sanitario pubblico è come toccare i fili dell'alta tensione. 

Il documento finale è disponibile nel sito di Sos sanità, dove è possibile firmare l’appello per il diritto alla salute, colpire gli sprechi, spendere meglio ma fermare i tagli.
3.

Povertà: «Sempre più colpite le persone più deboli»

I dati della povertà in Italia diffusi dall’Istat mostrano che nel 2011 le difficoltà economiche si sono abbattute con particolare violenza sulle persone che già erano in condizioni di debolezza. L’Istat registra una «sostanziale stabilità» della povertà relativa. Un dato che, come spiega lo stesso Istituto di statistica, «deriva dal peggioramento del fenomeno per le famiglie in cui non vi sono redditi da lavoro o vi sono operai, compensato dalla diminuzione della povertà tra le famiglie di dirigenti/impiegati». Sono dunque le fasce più deboli della popolazione a soffrire maggiormente gli effetti della crisi economica e della mancanza di strategie efficaci per contrastare il fenomeno.
Il fatto che ancora oggi in Italia ci siano oltre otto milioni di poveri dimostra che quanto è stato fatto per arginare la diffusione della povertà serve per non peggiorare, ma non riduce il fenomeno. Lo ripetiamo ancora una volta: è necessario attivare servizi sul territorio in grado di offrire un aiuto stabile, attivando le capacità individuali, utilizzando una parte dei trasferimenti economici per aiutare le persone, attivando le loro capacità e responsabilità. In tempi di crisi è necessario indirizzare le risorse verso chi ha più bisogno, con interventi la cui efficacia possa essere misurabile, per evitare sprechi. I dati messi a disposizione dall'Istat negli ultimi sei mesi ci parlano degli effetti della crisi, delle aree di maggiore fragilità, dell'impoverimento che riguarda i giovani e altri gruppi di popolazione. Sono informazioni più capaci di parlarci dei poveri e degli impoveriti, senza le quali sarebbe più difficile capire quello che sta avvenendo e come meglio affrontare gli effetti della crisi.

4.

Associazione «Carmela Giordano»: un ponte tra nord e sud per valorizzare le competenze

A meno di un anno dalla sua istituzione ufficiale passa alla fase operativa l’Associazione di promozione sociale «Carmela Giordano», fondata a Bari in ricordo dell’assistente sociale scomparsa 11 anni fa. All’elezione del consiglio direttivo ha fatto seguito la nomina del comitato scientifico, di cui è stato nominato coordinatore Tiziano Vecchiato. 
Obiettivo dell’associazione è la formazione continua e l’aggiornamento degli assistenti sociali, attraverso un programma culturale che prenderà avvio dal prossimo settembre. Tra le attività già in cantiere, corsi per supervisori di tirocinio, per formatori e in preparazione agli esami di stato. 
Carmela Giordano ha contribuito notevolmente allo sviluppo della professione, anche per quanto riguarda l’aspetto della crescita manageriale degli assistenti sociali, gettando un ponte tra lo sviluppo della professione tra dibattito nazionale e internazionale. L’associazione che porta il suo nome rappresenta una preziosa opportunità per superare le barriere che marcano differenze inesistenti tra Nord e Sud e per promuovere le competenze che meritano di essere valorizzate.

5.

Come valutare l'efficacia degli interventi per la disabilità complessa

È possibile applicare la valutazione di esito nel delicato ambito della disabilità complessa? Da questa domanda hanno preso avvio i lavori di un gruppo di esperti invitati a Malosco (Trentino) dalle Fondazioni Zancan e Paideia nell'ambito del seminario «Valutazione di esito e disabilità complessa». 
È stata, questa, l'occasione per riprendere il filo di un discorso aperto due anni fa dal seminario «La valutazione di efficacia dei progetti personalizzati per bambini con disabilità complessa» e proseguito con l'elaborazione del documento di consenso «I diritti delle persone con disabilità complessa nell’accesso ai servizi sanitari. Raccomandazioni cliniche e organizzative» (pubblicato nel n. 4-2011 della rivista «Studi Zancan»). Questo documento ha evidenziato quante difficoltà e contraddizioni restino da affrontare per raggiungere la piena cittadinanza di ogni persona. Ad oggi, le principali criticità sono legate alla fase di accesso, dal punto di vista non solo strutturale ma anche dell'ascolto e dell'accompagnamento. In generale, i problemi riguardano la carenza di conoscenze, la condivisione delle informazioni, la presa di decisioni in condizioni critiche, la riduzione della sofferenza, la condivisione delle responsabilità e anche la gestione del dolore.
Il seminario di Malosco si è dato l'obiettivo di partire dall’accesso. di affrontare il tema della presa in carico e di come vanno individuate soluzioni e strumenti che rendano possibile la valutazione di efficacia degli interventi messi in atto. Al centro dell'attenzione sono state tre questioni: perché è necessario fare valutazione d'efficacia; cosa è possibile sottoporre a valutazione in un progetto rivolto alla disabilità complessa; come attivare percorsi valutativi. Il problema di fondo è che la disabilità complessa non offre dati certi, non c'è un'epidemiologia generale e quindi è difficile capire quali progetti attivare e come attivarli. 
La valutazione non è mai neutra, né nell’individuazione delle domande cui dar risposta, né nella scelta degli strumenti. Inoltre la valutazione richiede impegno, fatica, capacità di accogliere elementi «inattesi», «imprevisti», «sconosciuti». Ma proprio per questo può creare conoscenza e apprendimento. Un modo per facilitare l’applicazione della valutazione è quello di legarla alla formazione, con un approccio di «work in progress» che potenzi in maniera reciproca la positività di una formazione gruppale (con approcci sociocostruttivisti) con la decisione di avviare sperimentazioni di valutazioni di esito, che possono contare sull’appoggio di altri operatori (del gruppo in formazione) che condividono la dimensione teorica e operativa della valutazione.
Un'ulteriore difficoltà è dovuta al fatto che la disabilità complessa richiede un intervento multiprofessionale e un coinvolgimento di altri attori, come la famiglia. Si rende, dunque, necessario uno sguardo d'insieme perché la presa in carico dipende da una valutazione multifattoriale che coinvolge tutti gli attori e prende in considerazione tutti i punti di vista. D'aiuto in questo senso è la metodologia «S-P» della Fondazione Zancan, che si avvale di una piattaforma web finalizzata alla gestione integrata e condivisa dei dati (sociali e sanitari) riguardanti le persone prese in carico da parte di più professionisti e servizi. 

6.

PERSONAlab: interventi personalizzati ed esiti misurabili

Garantire l'efficacia degli interventi personalizzati e valutarne gli esiti: è questo l'obiettivo del laboratorio multicentrico «PERSONAlab»della Fondazione Zancan, che negli anni ha saputo coinvolgere un numero sempre maggiore di soggetti interessati a qualificare il lavoro di cura. 
Nella scorsa settimana a Malosco (22-28 luglio), si sono riunite le unità operative coinvolte nell’area adulti-anziani e nell'area infanzia e famiglia, per fare il punto sui risultati ottenuti e per guardare ai prossimi obiettivi.
Il punto di forza di PERSONAlab (acronimo di Personalised Environment for Research on Services, Outcomes and Need Assessment, coniato nel 2008 a seguito di una conferenza internazionale sulla valutazione di esito) è che rende possibile un sistematico lavoro di analisi e valutazione della modalità di presa in carico dei bisogni. Consente, inoltre, la gestione personalizzata dei processi di aiuto, dei loro costi, con riferimento a diverse tipologie di bisogno, a diverse forme di assistenza (sanitaria, sociale e tra loro integrate) valutandone soprattutto l’efficacia. Si sono riuniti operatori e dirigenti di aziende sanitarie, servizi sociali di comuni singoli e associati, aziende pubbliche di servizi, soggetti del terzo settore distribuiti in varie regioni. Hanno condiviso modalità di verifica e valutazione, si sono confrontati sui risultati e sulle prospettive di sviluppo del laboratorio. Tra queste, la più dibattuta è stata quella del costo/efficacia degli interventi per le diverse aree di bisogno.  
Il seminario è stato l'occasione per condividere esperienze, proporre approfondimenti tecnici e metodologici sulla presa in carico personalizzata, riflettere sui problemi relativi alla comunicazione dei risultati degli interventi e al rapporto tra costi ed efficacia. 
Un punto qualificante dei risultati prodotti nel laboratorio multicentrico è la divulgazione scientifica dei risultati conseguiti in termini di soluzioni per migliorare i processi professionali e meglio collegare le scelte agli esiti, grazie alle evidenze che via via vengono raccolte da quanti stanno collaborando in PERSONAlab.

7.

Strumenti di lavoro: 1 libro 1 euro

«Continuità genitoriale e famiglie spezzate» è la monografia proposta questo mese come strumento di lavoro (Studi Zancan 1/2006).
Si documenta l’evoluzione delle separazioni e dei divorzi in Italia, l’estensione che assume il coinvolgimento di figli e le forme di affido che ne conseguono. Si riassume il quadro normativo che in Italia regola l’affido dei figli nel caso di separazione e divorzio. Sono esaminati i problemi che si aprono nella delicata fase di passaggio tra la vecchia normativa, poco attenta al tema della continuità familiare, e la nuova, ridefinita con l’approvazione della legge sull’affido condiviso. Si cerca di capire le ragioni che inducono la crescita dell’instabilità coniugale, si propone una lettura della complessità relazionale che caratterizza le famiglie ricostituite e delle diverse tipologie con cui queste famiglie sono presenti in Italia.
In particolare si riprendono alcuni temi chiave per la promozione della continuità familiare: la definizione dei servizi implicati, i problemi relativi alle politiche e all’erogazione di tali servizi, gli aspetti di tutela essenziali da considerare, la valutazione di efficacia.
La rivista può essere ritirata di persona (presentando la scheda scaricabile dal sito www.fondazionezancan.it) presso la nostra sede in Via Vescovado, 66 - Padova, dal lunedì al venerdì (8.30-13.00 e 14.00-17.00).
Si può ricevere direttamente a casa, con spese a carico, a seguito di richiesta via fax (049663013) o tramite email (segreteria@fondazionezancan.it) compilando sempre la scheda.
La richiesta va effettuata entro il 30 settembre 2012.
Per conoscere le proposte di ogni mese si può consultare il sito www.fondazionezancan.it. 

8.

Chiusura estiva

Da lunedì 6 a venerdì 31 agosto la sede di Padova della Fondazione sarà chiusa per ferie. 
Auguriamo a tutti buone vacanze estive.

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