1.

La povertà è sempre più un problema strutturale

I dati Istat pubblicati lo scorso 17 luglio evidenziano quanto il fenomeno della povertà sia strutturale e rappresentano un contributo importante di conoscenza e di responsabilizzazione nei confronti di un problema sempre più diffuso. L’incidenza della povertà assoluta e relativa tra famiglie e persone ha raggiunto nel 2012 i livelli massimi mai rilevati nelle serie storiche disponibili e ha segnato un sensibile aumento dopo la relativa stabilità registrata negli anni passati. La percentuale di «poveri relativi» (12,7% delle famiglie e 15,8% delle persone) è sensibilmente aumentata rispetto al 2011 nonostante la riduzione della soglia di povertà (20 euro in meno sotto il livello della soglia utilizzata nel 2011). Ciò significa che se mantenessimo come riferimento la soglia di povertà dell’anno precedente, la percentuale di poveri «relativi» nel 2012 sarebbe ancora maggiore. A conferma del peggioramento della situazione nel 2012, c’è l’aumento dei poveri «assoluti» (6,8% delle famiglie e 8% delle persone nel 2012). I dati Istat ci confermano che la povertà nel 2012 è maggiore per le famiglie con più figli minori. Queste evidenze ci impongono di non assecondare le «sirene» che propongono ulteriori trasferimenti monetari per aiutare i poveri ad uscire dalla povertà. Le cure palliative non servono per guarire ma per ridurre la sofferenza e a fronte di un problema così strutturale serve molto più coraggio, senza affidarsi a soluzioni settoriali e incapaci di dare speranza per uscire dalla morsa della povertà.

2.

Rilanciare il welfare assistenzialistico?

Continua il dibattito sulla riforma del sistema di welfare. In occasione della presentazione, elaborata dalla rivista «Prospettive sociali e sanitarie» e da Ars, Capp, Irs, del rapporto «Costruiamo il welfare di domani» ribadiamo l’urgenza di invertire la rotta fin qui seguita e investire sui servizi a sostegno delle persone piuttosto che sui trasferimenti monetari.

Fa piacere che in un momento così difficile come questo, di crisi e di disattenzione per le politiche sociali, con la politica impegnata in ben altre cose, e non in condizione di affrontare una riforma strutturale delle risposte di welfare (che non riguardano solo le pensioni ma anche i bambini, i giovani, le famiglie…), ci sia chi riporta all’attenzione i problemi. Fa anche piacere che proposte formulate nel nostro ultimo rapporto «Vincere la povertà con un welfare generativo», e nei precedenti rapporti, siano condivise e in parte riprese.

Ma c’è un problema: le proposte contenute nel documento «Costruiamo il welfare di domani» rilanciano anche soluzioni di welfare tradizionale, basate sulla prevalenza dei trasferimenti, e delle risorse a essi destinati. Non basta, infatti, dire che bisogna integrare servizi e trasferimenti se poi si propone di aumentare la spesa per questi ultimi. Il risultato è che il ragionamento sui servizi e sui livelli di assistenza rischia di sembrare una copertura ideologica mentre si rende ancora più assistenziale il nostro sistema di welfare, senza attivare veramente le persone.

Un ulteriore problema è che in questo momento la politica è fondamentalmente interessata al consenso, soprattutto se si andrà a nuove elezioni. C’è il rischio di assecondare e legittimare scelte che vanno in direzione contraria rispetto a quello che bisognerebbe fare: investire sui giovani, come ha più volte sottolineato anche il ministro Giovannini, sul rendimento delle risorse a disposizione, rigenerandole, grazie all’apporto solidale degli aiutati. Serve quindi più coraggio e coerenza, per rendere possibile un dibattito in cui ogni voce interessata e competente possa trovare espressione, senza collateralismi, con uno sguardo più aperto al futuro e meno concentrato sul presente.

3.

Un nuovo momento in ricordo di don Giovanni

Padova ricorda monsignor Giovanni Nervo, presidente onorario della Fondazione Zancan, scomparso lo scorso marzo all’età di 94 anni. Dopo la giornata «Carità e giustizia» del 13 maggio scorso e la targa in suo onore nella nuova sede del Csv Padova, un altro momento di ricordo e riflessione è stato celebrato nell’ambito dell’iniziativa «We care», la festa solidale di Camin (10-15 luglio). Nella serata di mercoledì 10 luglio, sono state proposte alcune testimonianze di giovani che hanno incontrato e conosciuto don Giovanni e in tutta l’area della festa erano affissi alcuni manifesti con citazioni significative del suo pensiero. L’idea è nata da un gruppo di giovani impegnati nel sociale, nella politica, nel volontariato laico e cattolico che hanno deciso di fare qualcosa insieme, per gli altri, organizzando una festa di solidarietà, per rispondere con dei gesti concreti agli effetti di una crisi che rischia di inasprire ferite sociali come la povertà e l'individualismo. Per queste ragioni è particolarmente significativo l’omaggio a don Giovanni, che al contrasto alla povertà, al dialogo con le nuove generazioni, all’impegno per il volontariato ha dedicato la propria vita e la propria attività. Gli si è reso omaggio riconoscendolo come figura ponte tra l’associazionismo laico e cattolico. La sua attività è stata connotata dall’ascolto, è stato colui che ha pensato, strutturato e organizzato il sistema del volontariato in Veneto e in Italia. Fare memoria di persone care e importanti è segno di pietà e di stima. Fare memoria di un personaggio come mons. Nervo, che ha speso la vita per gli altri e ha lottato per la giustizia sociale acquista significato se la memoria è accompagnata dall’impegno a rafforzare gli ideali in cui credeva. Sia sufficiente ricordare: l’esigenza di una lotta costante per il superamento della povertà e per la riduzione efficace delle disuguaglianze sociali; lo sviluppo della solidarietà attraverso la promozione di un volontariato serio, basato sulla gratuità; la promozione della pace anche attraverso il blocco degli strumenti di guerra. L’acquisto dei cacciabombardieri F53 da parte dell’Italia, cioè di armi esclusivamente di offesa e non di difesa, in un  momento di crisi economica grave, oltre che irrazionale appare anche offensivo della Costituzione italiana che all’articolo 11 recita: «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».     

4.

Assistenti sociali e capacità trasformativa: il corso Piaci in autunno a Roma

La capacità trasformativa dell’assistente sociale nel lavoro con le persone anziane: è questo il tema dell’ottava edizione del corso per assistenti sociali organizzato dall’Associazione Scientifica per la Promozione dell’Invecchiamento Attivo e le Cure Integrate P.I.A.C.I., associazione costituita nel 2010 dalla Fondazione Emanuela Zancan Onlus, dal Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali (CNOAS) e dal Gruppo di Ricerca Geriatrica (GRG) di Brescia. Il primo corso si è svolto a Bologna lo scorso maggio; nell’autunno si replica a Roma dal 29 al 31 ottobre per favorire la partecipazione anche delle regioni del Centro-Sud. L’obiettivo è di evidenziare la capacità dell’assistente sociale di promuovere cambiamento con le persone utenti dei servizi in un’ottica di welfare generativo. A tal fine, nella seconda giornata il corso si articolerà in due percorsi paralleli per consentire l’apporto attivo dei partecipanti attraverso la presentazione di esperienze di capacità trasformativa nei servizi domiciliari, semiresidenziali e residenziali.

L’attuale modello di welfare si è rivelato incapace di dare risposte alle persone in difficoltà, siano esse anziane o minori, e alle loro famiglie. La radicata tendenza a stanziare contributi economici piuttosto che attivare servizi è il principale motivo del fallimento.

I servizi rappresentano un investimento, possono rigenerare le risorse economiche, e soprattutto quelle umane e sociali, possono riabilitare e riattivare le capacità e valorizzano le capacità delle persone per ‘imparare ad aiutarsi da sé.

Il ruolo dell’assistente sociale è fondamentale, a patto che accetti la sfida di agire in modo più responsabile e responsabilizzante. Si può chiedere alle persone utenti di responsabilizzarsi solo se non si fa i burocrati, ma si accompagna le persone per far rendere il capitale umano. Quello che si chiede alla professione è un cambio di paradigma: non si tratta semplicemente di aggiungere delle tecniche alle nostre competenze, ma di avviare piccoli-grandi cambiamenti che possono trasformare le buone intenzioni in effettivi risultati, la dipendenza dall’istituzione in forza di negoziazione, la stessa immagine della professione, la cultura di beneficenza e assistenzialismo in cultura dei diritti e delle responsabilità. Concretamente significa: razionalizzare gli interventi definendo precisi obiettivi, dotarsi di strumenti per misurare i risultati ottenuti, valutare gli esiti per accumulare saperi e costruire evidenze, adoperare il patrimonio professionale come mezzo di comunicazione trasparente e argomentata. 

Per iscriversi wwww.fondazionezancan.it.

5.

Cambia la società, cambiano le professioni: a New York seminario internazionale sui servizi per l'infanzia

Si è svolto a New York dal 10 al 12 luglio il secondo meeting internazionale nell’ambito del progetto «TFIEY Transatlantic Forum on Inclusive Early Years - Investire per lo sviluppo dei bambini che vivono in famiglie a basso reddito e/o immigrate». Del progetto è partner italiano la Compagnia di San Paolo di Torino, con la collaborazione scientifica della Fondazione Zancan. Il progetto si propone di capire quali politiche, strategie, pratiche innovative possono incrementare le conoscenze e trasformarsi in servizi a favore dei bambini che vivono in famiglie a basso reddito, immigrati o che non hanno il necessario per crescere bene.

Al centro di questo incontro a New York ci sono stati i cambiamenti socio-demografici che stanno interessando la società, le sfide poste dalla crescente diversità nella popolazione e le conseguenti modifiche nella pratica didattica e nella professionalizzazione. È stata l’occasione per condividere buone prassi nella formazione degli operatori e nel «reclutamento» di persone migranti per affrontare e gestire i cambiamenti che interessano la popolazione infantile.

Poter intervenire in modo efficace a sostegno dei bambini vulnerabili è di fondamentale importanza, soprattutto se si considerano le dimensioni del fenomeno. I dati a livello italiano, presentati da Cinzia Canali, dimostrano che i bambini che vivono in famiglie straniere sono a maggior rischio povertà. Nelle famiglie con almeno uno straniero il 43,9% degli individui è a rischio di povertà relativa, diversamente dalle famiglie di soli italiani, in cui il rischio è molto più basso (17,4%). Il livello è ancora più elevato nelle famiglie di soli stranieri: quasi un individuo su 2 è a rischio di povertà relativa.

Secondo le stime dell’Istat, le famiglie con almeno un componente straniero si trovano più spesso in condizioni di grave deprivazione abitativa (nel 13,3% dei casi, contro il 4,7% delle famiglie italiane). Inoltre, le condizioni di deprivazione materiale riguardano circa un terzo delle famiglie con stranieri, che sperimentano anche una maggiore intensità della deprivazione.

Alla luce di questi dati, chi opera nella prima infanzia gioca un ruolo cruciale nel rendere i servizi più efficaci e inclusivi. È quindi fondamentale che i professionisti siano adeguatamente valorizzati. I molti rischi di esclusione nella prima infanzia non sono però ai primi posti dell’agenda politica. Prevale la questione nidi, che è un’infrastruttura necessaria, ma non ci si chiede abbastanza come contrastare i rischi di esclusione, di isolamento, di segregazione proprio a partire dai primi anni di vita, negando invece speranza e possibilità di crescita.
6.

Adolescenti padovani: oltre il 60% pratica sport a livello agonistico

È in pieno svolgimento la rilevazione  dello studio «CRESCERE». Crescere è l'acronimo di «costruire relazioni ed esperienze di sviluppo condivise con empatia, responsabilità ed entusiasmo». È realizzato dalla Fondazione Emanuela Zancan onlus e dal De Leo Fund, insieme alla Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo e alla Camera di Commercio di Padova (co-finanziatori dello studio). Lo studio è svolto in collaborazione con gran parte dei Comuni della provincia di Padova, le Aziende Ulss 15, 16 e 17 e ha ottenuto il patrocinio dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza.

Lo studio guarda a 360 gradi il processo di crescita dei ragazzi. L’obiettivo è di comprendere come si studia, si cresce, si affrontano i compiti di sviluppo, si vive in famiglia, si gestiscono i problemi di apprendimento e di salute, come ci si prepara al lavoro, come si partecipa e si diventa grandi. La rilevazione coinvolge mille ragazzi di 11 anni residenti nella provincia di Padova e le loro famiglie e li accompagnerà fino ai 18 anni.

Particolare attenzione è riservata dallo studio al benessere psico-fisico dei giovani. Dai dati, riguardanti un primo gruppo di 150 ragazzi, emerge che più di 3 ragazzi su 4 praticano sport nel loro tempo libero. I giovani padovani fin da piccoli giocano a calcio, pallavolo, basket, oppure nuotano, danzano e fanno arti marziali. In 8 casi su 10 praticano sport a livello agonistico (il 66,7% del totale), preparandosi per gare, tornei, partite, più o meno frequentemente nel corso dell’anno. L’attività fisica, la salute e la qualità della vita sono strettamente correlate. Esistono, infatti, crescenti evidenze sulla relazione tra l’incremento dell’attività fisica in età adolescenziale e una migliore salute in età adulta, oltre le ricadute più immediate sul benessere psicosociale dei ragazzi.

7.

Proposte formative Zancan Srl

La Zancan Formazione Srl organizza alcune iniziative formative nell’autunno 2013, presso la sede di Padova, rivolte a operatori sociali e in particolare agli assistenti sociali. A ciascuno dei corsi sono stati attribuiti 14 crediti formativi per assistenti sociali. Ai partecipanti verrà inoltre rilasciato un attestato di frequenza. 

  • 17-18 ottobre. Le responsabilità e i rischi dell’assistente sociale nel lavoro con le persone non autosufficienti e minori: questioni metodologiche, criticità, dilemmi etici
  • 24-25 ottobre. Il segretariato sociale e l’accesso: strumenti, organizzazione, strategie
  • 4-5 novembre. Il pronto intervento sociale: responsabilità giuridiche e strumenti professionali nella gestione dell’emergenza e dell’urgenza
  • 21-22 novembre. La valutazione di efficacia degli interventi professionali con bambini e famiglie: dall’identificazione degli obiettivi alla misurazione degli esiti 

Per maggiori informazioni scaricare il programma e la scheda di iscrizione dal sito: www.zancanformazione.it

8.

Strumenti di lavoro: 1 libro 1 euro

Solidarietà e ambiente: l'apporto del sapere ambientale allo sviluppo sociale: è il titolo della monografia proposta questo mese all’interno dell’iniziativa strumenti di lavoro (Studi Zancan 5/2005).

Chi fosse interessato all’acquisto della pubblicazione deve compilare l’apposita scheda che può essere presentata di persona presso la nostra sede in Via Vescovado, 66 - Padova, dal lunedì al venerdì (8.30-13.00 e 14.00-17.00), oppure inviando un fax (049663013) o tramite email (segreteria@fondazionezancan.it).

La richiesta va effettuata entro il 30 settembre 2013.

In caso di spedizione della pubblicazione le spese sono a carico del destinatario.

9.

Chiusura estiva

Nel mese di agosto la sede di Padova della Fondazione e il Centro di documentazione sulle politiche sociali saranno chiusi per ferie (da lunedì 5 a venerdì 30 agosto).

Auguriamo a tutti buone vacanze estive.

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