1.

50 anni della Fondazione Zancan

La Fondazione Emanuela Zancan celebra i suoi 50 anni con due iniziative che si svolgeranno a Padova:

  • il 4 giugno una conferenza nazionale sul tema: «Il futuro delle politiche sociali. Solidarietà, giustizia, cittadinanza nell’innovazione sociale» (la conferenza è ad accesso gratuito con iscrizione);
  • il 5 giugno una conferenza internazionale, in collaborazione con l’International Association for Outcome-based Evaluation and Research on Family and Children’s Service, sul tema: «L’impatto della povertà e del maltrattamento nel futuro dei bambini». Si confronteranno esperti provenienti da Europa, Nord America, Medio Oriente, Australia, Cina. Porteranno le loro esperienze e conoscenze di lotta alla povertà nell’infanzia (per l’accesso alla conferenza è richiesto un contributo per le spese di organizzazione e per la traduzione simultanea).

L’obiettivo delle due iniziative è di promuovere la disseminazione delle conoscenze raccolte in 50 anni di lavoro, lanciando nuove sfide per affrontare le priorità del futuro.

È anche grazie al 5 per 1000 che possiamo organizzare iniziative come queste (Codice fiscale 00286760285).

Grazie per il tuo sostegno!

Ulteriori informazioni al numero 049663800 oppure via mail  fz@fondazionezancan.it

I programmi preliminari sono scaricabili dal sito della Fondazione.

2.

Con un welfare generativo, «Disoccupati al servizio della comunità coinvolgendo il terzo settore»

Prende sempre più piede l’idea di una nuova forma di welfare, meno assistenzialistica, che coinvolga attivamente e renda partecipi le persone che ricevono aiuto. Il dibattito è aperto, anche grazie alla presa di posizione del ministro del Lavoro Poletti che a più riprese ha ribadito: «Nessuno a casa a fare niente».

Dalle pagine di Repubblica recentemente il ministro ha parlato di «servizio comunitario» da parte di chi «riceve legittimamente un aiuto dalla comunità perché ha perso temporaneamente il lavoro», come ad esempio «distribuire i pranzi alla Caritas o assistere gli anziani».

È una possibilità non nuova, teorizzata e proposta ormai due anni fa dalla Fondazione Emanuela Zancan di Padova, che per prima ha parlato di «welfare generativo».

Per Emanuele Rossi, professore in diritto costituzionale e docente alla Scuola Sant’Anna di Pisa, «si tratta di un’idea che tende da un lato a recuperare risorse utili per favorire lo stesso sistema di welfare e, dall’altro, rende attivi i soggetti destinatari di interventi di welfare, consentendo loro di svolgere lavori a servizio di tutti e che diano valore alla loro stessa esistenza». Non è, per Rossi, solo una questione di «lavoro obbligato», ma di un lavoro «utile anche a chi lo fa». Dalla teoria alla pratica, questo «servizio alla comunità» per Rossi è fattibile, ma con alcune precauzioni: «Bisogna valutare bene che cosa far fare, con chi, in che modo. L’importante è che si proceda in un’ottica non di lavoro ma di servizio, coinvolgendo non la pubblica amministrazione ma il terzo settore».

Quel terzo settore che per Rossi è schiacciato tra due poli: «Da un lato il calo di risorse ha ridotto la sua capacità economica, dall’altro lato proprio a seguito della crisi economica è il settore maggiormente sottoposto a pressione, posto nella condizione di dover dare risposte nuove a bisogni emergenti. È un equilibrio difficile, che per ora regge ma a fatica».

3.

On line Studi Zancan 2/2014

Nel secondo numero del 2014 di Studi Zancan Tiziano Vecchiato si interroga su come possono essere prefigurate e caratterizzate «Le nuove frontiere del servizio sociale». Per rispondere a questa domanda mette a confronto problemi e possibili soluzioni di scienza del servizio sociale.

L’articolo di Elena Innocenti evidenzia gli aspetti della riforma dell’Isee che maggiormente incidono sull’autonomia dei comuni nella gestione e nel governo dell’accesso ai servizi alla persona, che costituiscono uno dei più rilevanti ambiti di applicazione della normativa in questione.

Maria Bezze e Devis Geron sottolineano come anche in Veneto la crisi determini un peggioramento delle condizioni socio-economiche di molte famiglie. La Regione è recentemente intervenuta con un fondo a sostegno delle spese quotidiane di famiglie in difficoltà. Nel loro articolo si nota la ridotta portata dell’intervento, che riguarda l’1% delle famiglie venete povere, con uno stanziamento complessivo equivalente allo 0,9% delle risorse destinate dai comuni veneti al contrasto alla povertà e al disagio economico. La gestione del bando ha impegnato il personale delle amministrazioni comunali nello svolgimento delle procedure amministrative, con un costo aggiuntivo per la collettività pari ad almeno un terzo delle risorse stanziate per i contributi alle famiglie. È un esempio di welfare «degenerativo», cioè gestito in un’ottica di «costo» anziché di «investimento» sociale.  

Il traguardo dei cinquant’anni di attività della Fondazione è motivo privilegiato per far dialogare memoria e futuro, su vari temi che l’hanno caratterizzata: infanzia e famiglia, anziani, programmazione, valutazione…. La monografia di questo numero della rivista è dedicata al tema dei diritti dell'infanzia e della famiglia da proteggere e promuovere. L’organizzazione per decenni consente di rileggere il difficile percorso sociale e di identificare le idee vincenti che hanno fatto la differenza, tra modi tradizionali e nuove soluzioni per affrontare i problemi umani fondamentali. L’idea guida utilizzata dal gruppo di lavoro è stata: «Quale tutela dei minori nello sviluppo del welfare, con soluzioni giuridiche, organizzative e professionali necessarie per trasformare l’assistenza tradizionale in modi più capaci di promuovere le capacità e potenzialità di ogni bambino?».

In particolare nella monografia si approfondisce l’evoluzione del diritto di famiglia e dei minori (Elena Merlini), dei servizi per i minori (Roberto Maurizio), del sistema delle responsabilità, dell’organizzazione dei servizi e degli approcci metodologici (Franco Vernò), del processo di inclusione scolastica (Salvatore Nocera). Tiziano Vecchiato conclude con le sfide per il futuro dei servizi per l’infanzia.

Nella sezione «Ricerche ed esperienze» Sabrina Licursi propone una riflessione sulle difficoltà che più comunemente si sperimentano nella relazione genitori-figli.

Luciano Pasqualotto presenta un approccio alla progettazione e valutazione di interventi assistenziali e socio educativi, frutto di una ricerca-formazione con gli operatori dell’Azienda Ulss 6 di Vicenza. Si tratta di un modello metodologico e non di un insieme di strumenti di valutazione, che si propone di fornire una guida relativamente semplice e applicabile per coloro che lavorano con persone con disabilità.

Giulia Barbero Vignola e Valeria Duca approfondiscono l’area dell’apprendimento e del benessere a scuola a partire dai risultati dello studio longitudinale Crescere. Presentano dati sul benessere scolastico dei ragazzi in termini di motivazione e atteggiamento verso la scuola. 

4.

I genitori negli spazi di vita dell’infanzia. Idee condivise 3/2014 

È on-line e scaricabile gratuitamente il terzo Quaderno «Idee condivise» curato da Compagnia di San Paolo e Fondazione Zancan nell’ambito del progetto TFIEY Transatlantic Forum on Inclusive Early Years.

Il Quaderno nasce dal seminario sul tema «I genitori negli spazi di vita dell’infanzia» realizzato a Milano nei giorni 9-10 gennaio 2014, in collaborazione anche con Fondazione Cariplo e Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Il Quaderno è organizzato in cinque sezioni: la prima raccoglie il punto di vista dei soggetti che operano a garanzia dei bambini, la seconda è dedicata ai soggetti istituzionali e al loro impegno per la cura e la tutela dell'’infanzia, la terza esprime la voce dei professionisti che operano nei servizi per l’infanzia, la quarta sessione raccoglie esperienze di ricerca su queste tematiche. Susanna Mantovani conclude e fa la sintesi sulle idee guida emerse dai lavori.

Il Quaderno fa parte della Biblioteca del TFIEY che raccoglie tutta la documentazione elaborata nell’ambito del progetto e messa a disposizione di quanti sono interessati ai temi della cura dell'’infanzia. 

Contenuti:

Sezione 1 - A garanzia dei bambini

L’ingaggio delle famiglie nell’esperienza della Fondazione Paideia di Torino (Fabrizio Serra). Le richieste dei genitori all’Ufficio Infanzia Cgil (Giovanna Zunino). Lavorare con i genitori per contrastare la povertà minorile (Laura Anzideo)

Sezione 2 – Le istituzioni nazionali, regionali e locali

Il sostegno alle responsabilità genitoriali nelle politiche per la famiglia, nazionali e regionali (a cura di Roberta Ceccaroni e di Maurizio Parente). I genitori nello spazio di vita dei bambini toscani tra percorsi consolidati di monitoraggio e nuove sfide progettuali  (Lorella Baggiani). Esclusione e politiche educative. L’esperienza di Torino  (Mariagrazia Pellerino). I genitori negli spazi di vita dell’infanzia (Maurizia Pagano, Antonella Corradini, Silvana Poloni). Educazione Familiare Domiciliare e il sostegno alla genitorialità (a cura di Federica Taddei)

Sezione 3 - Servizi e operatori

I genitori negli spazi di vita dell’infanzia (Marina Bertolotti, Claudia Peirolo, Tiziana Geuna, Elvia Roccia, Simona Bellini, Giulia Zucchetti, Paola Quarello, Franca Fagioli). Il ruolo e il coinvolgimento dei genitori nei servizi del programma «Un nido per ogni bambino» della Fondazione «aiutare i bambini» Onlus (Alberto Barenghi). I servizi all’infanzia della rete Cgm e l’educazione collettiva (Claudia Fiaschi, Simonetta Martinelli). Il lavoro con la famiglia d’origine vulnerabile e fragile, italiana e straniera (Liviana Marelli). Il Servizio Cerco Asilo dell’IRCCS-Fondazione Stella Maris (Sandra Maestro). I genitori e gli spazi di vita dell’infanzia. Le esperienze di coinvolgimento e di lavoro con i genitori nei diversi spazi di vita dei bambini in età 0-6 anni (Rosalia Maria Da Riol). I genitori negli spazi di vita dell’infanzia – Il mondo sanitario (Silvio Venuti). Il servizio del CAF «Diventare Genitori» (Serena Kaneklin e Francesca Imbimbo). Le attività di Casa Oz onlus (Marco Fracon e Silvia Collazuol). I genitori negli spazi di vita dell’infanzia… ovvero poter essere normalmente genitori di bambini e ragazzi con disturbi neuropsichici…. (Antonella Costantino)

Sezione 4 - Indicazioni dalla ricerca

Genitori e servizi educativi 0-6: oltre il problema dell’accesso (Tullia Musatti). Attività di ricerca-formazione dei genitori in contesti multiculturali (Giuseppe Milan). Lavorare con i genitori negli spazi di vita dei bambini e riconoscere i livelli di esito (Cinzia Canali e Tiziano Vecchiato).

Sezione 5 - Idee guida

I genitori negli spazi di vita dei bambini (Susanna Mantovani).

5.

Non autosufficienza in Veneto: sulle famiglie pesa il 45% della spesa

Le famiglie venete spendono per la non autosufficienza ogni anno 1,3 miliardi di euro. Quasi la metà (45%) dei 2,9 miliardi complessivi, di cui il pubblico si fa carico per 1,6 miliardi. È uno dei dati più significativi che emergono dall'analisi elaborata dalla Fondazione Emanuela Zancan sul modello regionale. L'indagine evidenzia che la spesa complessiva per la non autosufficienza vale il 2 per cento circa del Pil regionale e che la sola spesa dei privati vale lo 0,9%.

Si tratta di cifre molto alte e sottostimate: poiché non considerano alcune voci, come la spesa per L’acquisto di ausili e presidi o quella per la lungodegenza. Nel 2012 in Veneto le persone con disabilità sono stimate in 207 mila, mentre nel 2022 saranno da 237 mila a 246 mila (+16%), di cui 205/212 mila anziane.

La spesa delle famiglie. La maggior parte della spesa privata è concentrata nella voce «assistenti familiari»: sono quasi 33 mila le badanti regolari in Veneto nel 2011. Considerando anche le lavoratrici non regolari il numero cresce e, a seconda dei calcoli, varia da circa 65 mila a 99 mila persone. La media è di un'assistente domiciliare ogni 10-15 anziani ultra65enni, per una spesa totale di circa 790 milioni di euro. È una stima prudenziale, calcolata su un numero totale, tra regolari e irregolari, di 65 mila badanti. Secondo altre stime il numero complessivo di badanti nella nostra regione potrebbe arrivare a 99 mila, con una stima di spesa di circa 1,1 miliardi.

La spesa pubblica. Oltre un terzo della spesa pubblica è costituita dalle indennità di accompagnamento Inps. A inizio 2013 se ne contavano complessivamente 113mila, per un totale di 675 milioni di euro. Ma il loro numero è destinato ad aumentare nei prossimi anni: nel 2022 se ne conteranno all'incirca 127 mila. Considerando i soli anziani, a inizio 2013 si contavano 90 mila indennità per un totale di 541 milioni  di euro (l'80% della spesa per indennità).

Nel 2010 (ultimo dato disponibile) i comuni veneti hanno speso 285 milioni di euro per garantire servizi sociali e sociali a rilevanza sanitaria a persone disabili (140 milioni, +10% rispetto al 2004) e anziane (145 milioni, +14%). Le persone che ne hanno beneficiato hanno compartecipato con 69 milioni di euro (20 milioni i disabili e 49 milioni le persone anziane).

Sono segnali inediti che non riguardano solo l'andamento della non autosufficienza ma anche l'economia dell'invecchiamento, da approfondire con maggiore attenzione, visto che già oggi la condizione di non autosufficienza genera molto lavoro di cura e lo farà ancor di più nei prossimi anni. Le criticità quindi non riguardano i maggiori bisogni di cure, che sono un fatto fisiologico per la nostra società,  ma i deficit di governabilità dell'offerta di aiuto e l'incapacità di gestire in modo positivo i suoi potenziali economici a vantaggio dell'occupazione di welfare.

6.

INPS - Corsi di aggiornamento professionale attivati e bandi aperti

Sono iniziati o stanno per essere avviati i corsi di aggiornamento professionale proposti dalla Fondazione «E. Zancan», realizzati in collaborazione con Zancan Formazione Srl, accreditati INPS – Gestione Dipendenti Pubblici.

Vedranno la partecipazione di circa 200 assistenti sociali provenienti da tutta Italia.

Rimangono ancora aperti i bandi per due corsi, accreditati da Inps – Direzione Regionale Friuli Venezia Giulia, sul tema:

  • Lavoro per prestazioni o lavoro per progetti? Valutare l'efficacia degli interventi del servizio sociale professionale nei servizi pubblici,
  • Leadership «generativa» come risorsa per promuovere il cambiamento nei servizi sociali.

Entrambi i corsi si realizzano a Trieste e sono di 40 ore.

Per poter usufruire della borsa, che consente di partecipare ai corsi, è necessario presentare domanda per via telematica all’Inps (www.inps.it), previo possesso del codice Pin. La domanda deve essere presentata entro il 3 giugno 2014.

Possono presentare domanda gli assistenti sociali dipendenti della Pubblica Amministrazione, utenti della Gestione Dipendenti Pubblici, ex Inpdap.

Per ulteriori informazioni: tel. 049663800 fz@fondazionezancan.it

7.

Rigenerare capacità e risorse: prima ristampa! 

A causa della crisi economica in Italia sono aumentate la povertà, la disuguaglianza reddituale, e la disoccupazione, con ricadute negative su molte fasce di popolazione, specialmente sui giovani, il futuro del nostro Paese. Nonostante ciò si continua a gestire la spesa pubblica come un «costo» e non come un «investimento» sociale.

Con la proposta del «welfare generativo» la Fondazione Zancan ha evidenziato i vantaggi strategici derivanti dalla valorizzazione delle capacità e potenzialità delle persone e dal  superamento della logica dei trasferimenti assistenziali. Logica che non generando rendimento umano ed economico non incrementa il capitale sociale. Un welfare generativo infatti non si limita a raccogliere e redistribuire, bensì rigenera le risorse, facendole rendere e responsabilizzando le persone, creando maggior valore per l’intera collettività.

Il volume «Rigenerare capacità e risorse. La lotta alla povertà. Rapporto 2013» ha avuto una grande diffusione tra i rappresentanti delle forze politiche, sociali e culturali.

Sono stati attuati nel territorio momenti di confronto e dibattito pubblico. I più importanti sono indicati nel sito www.welfaregenerativo.it, sezione rassegna stampa, altre opportunità sono in calendario, sezione appuntamenti.

La massiccia richiesta ha reso necessaria una ristampa del volume (Il Mulino, 2014) che è ora disponibile al prezzo scontato di 17,00 euro* al posto di 21,00. È possibile richiederlo a segreteria@fondazionezancan.it (tel. 049663800).

Ci auguriamo che la diffusione delle idee e delle pratiche presentate nel volume rafforzino un sistema di solidarietà e di nuova cittadinanza in grado di responsabilizzare sull’incontro tra diritti e doveri, costo ed efficacia, azioni ed esiti.

* +1,30 spese di spedizione. Totale offerta 18,30 euro

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