1.

La Fondazione a Copenaghen alla 13° conferenza Eusarf

La tredicesima conferenza della European Scientific Association on Residential and Family Care for Children and Adolescents Conference (EUSARF) quest’anno è organizzata da SFI – The Danish National Centre for Social Research a Copenaghen (2-5 settembre).

Nell’ambito della conferenza la Fondazione Zancan (che è anche componente del Board di Eusarf) è impegnata in varie attività, con tre presentazioni in calendario. La prima è legata allo studio longitudinale CRESCERE e ai risultati emersi dalle analisi sui primi dati raccolti. Lo studio si propone di raggiungere un migliaio di ragazzi della provincia di Padova e del Comune di Rovigo e le loro famiglie, accompagnandoli in un percorso di monitoraggio dagli 11 ai 18 anni. In questo modo si potrà ottenere uno sguardo a 360 gradi sul loro processo di crescita in una fase della vita particolarmente delicata. Gli studi longitudinali sono molto importanti ma anche difficili da realizzare. Discutere con una platea di ricercatori di altri paesi ha favorito nuove idee e suggerimenti per il suo sviluppo.

La seconda presentazione è relativa al progetto per l’inclusione della prima infanzia Tfiey - Investire per lo sviluppo dei bambini che vivono in famiglie a basso reddito e/o immigrate, promosso in Italia dalla Compagnia di San Paolo in collaborazione con la Fondazione Zancan, la Fondazione Cariparo, la Fondazione Cariplo e la Fondazione Con il Sud. La presentazione si è focalizzata sulle attività svolte in Italia e legate al progetto. L’obiettivo era di capire, attraverso un confronto internazionale, quali politiche, strategie, pratiche innovative (sociali e professionali) possono incrementare le conoscenze e diventare servizi per la prima infanzia (0?6 anni), in particolare per i bambini che vivono in famiglie a basso reddito, i bambini immigrati, i bambini che non hanno il necessario per crescere bene.

La terza ha presentato i risultati della ricerca sugli affidamenti familiari in Provincia di Piacenza e, in particolare, sui passaggi decisionali degli operatori.

La Conferenza si è aperta martedì pomeriggio 2 settembre presso il Parlamento Danese con l’intervento del ministro per l’infanzia, le pari opportunità, l’integrazione e gli affari sociali.

2.

Zoom evaluation: le nuove frontiere della valutazione d’efficacia

Quali sono le ultime frontiere in materia di valutazione degli esiti delle cure per i bambini e adolescenti con disturbi neuropsichiatrici? È questo il centro del convegno «La Valutazione di esito nella pratica clinica in situazioni di complessità» co-organizzato dalla UONPIA della Fondazione «Ca’ Granda» Ospedale Maggiore Policlinico, dall’istituto di Ricerche Farmacologiche «Mario Negri», dalla Fondazione Zancan e da Ircss Medea La Nostra Famiglia (Milano 17-18 settembre).

Un’occasione particolarmente importante per presentare e confrontarsi sulle più recenti innovazioni nella pratica clinica con le massime realtà del settore. Il convegno ha visto la partecipazione della Fondazione «Emanuela Zancan» di Padova e di tre IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico).

In questa sede la Fondazione ha presentato il proprio lavoro sulla valutazione d’efficacia, un ambito con cui si misura da tempo, coinvolgendo un numero sempre crescente di operatori che si impegnano a testare sul campo strumenti e procedure per rendere visibile il proprio lavoro e gli esiti prodotti.

Una delle parole chiave del lavoro che la Fondazione Zancan ha presentato a Milano è Zoom evaluation, un approccio che integra la metodologia di schema polare con l’analisi dei fattori osservabili. Attivare modalità «zoom» significa andare più in profondità per meglio collegare problemi e soluzioni valorizzando anche i piccoli cambiamenti alla portata di ogni persona. Gli operatori (sociali, sanitari, educativi) coinvolti nelle sperimentazioni della Fondazione Zancan fanno parte della comunità del laboratorio multicentrico PersonaLAB, che promuove un approccio personalizzato nell’intervento. Attualmente sono attivi circa 50 gruppi di lavoro distribuiti in varie aree del Paese: in Toscana, all’Ospedale di riabilitazione di Motta di Livenza (TV), nelle cooperative sociali del Consorzio CCS e l’Asp di Ferrara. Complessivamente, sono coinvolte alcune centinaia di operatori.

Nella prima giornata del convegno si sono succeduti interventi che hanno affrontato i grandi temi legati alla valutazione dell’esito e le sfide della complessità con relazioni di Maurizio Bonati (Istituto Mario Negri), Tiziano Vecchiato (Fondazione Zancan) e Massimo Molteni (Ircss Eugenio Medea La Nostra Famiglia). Sono seguite relazioni su esperienze specifiche di valutazione di esito con analisi di casi e considerazioni sul tema della valutazione da parte di ricercatori italiani e stranieri.

Con questo convegno, si creano le condizioni per una nuova fase della valutazione. Sono condizioni che nascono dal confronto tra istituti di ricerca che in Italia operano in diversi ambiti sanitari e sociali, e con centri di ricerca e università di altri Paesi.

3.

La biblioteca Tfiey: on line due nuovi quaderni

Si allarga la biblioteca Tfiey i cui materiali sono scaricabili gratuitamente dai siti www.fondazionezancan.it e www.compagnia.torino.it

Gli ultimi numeri inseriti sono

- Idee condivise 3: I genitori negli spazi di vita dell’infanzia

- Idee condivise 4: Valutare l’impatto dell’incontro tra bisogni, risposte e risorse per l’infanzia

Riportiamo di seguito tutte le collane disponibili:

Investire nell’infanzia è coltivare la vita

  • Quaderno TFIEY 1: Bambini poveri: chi sono, cosa chiedono, cosa ricevono (2013)
  • Quaderno TFIEY 2: Servizi per l’infanzia: risorse e professionalità (2013)
  • Quaderno TFIEY 3: Orientarsi nei servizi per l’infanzia (2014)

 TFIEY Selected Papers

Selected Papers 1/2013: Quality Early Childhood Services for All: Addressing Disparities in Access for Children from Migrant and Low-Income Families

 Idee condivise

  • 1: L’accesso ai servizi per l’infanzia (2013)
  • 2: Servizi per l’infanzia: risorse professionali ed economiche (2013)
  • 3: I genitori negli spazi di vita dell’infanzia (2014)
  • 4: Valutare l’impatto dell’incontro tra bisogni, risposte e risorse per l’infanzia (2014)
4.

Il benessere e la crescita dei nostri ragazzi

I ragazzi di oggi sono al centro di statistiche, allarmi, paure, ansie. Ma qualcuno li ascolta davvero? Lo studio Crescere lo ha fatto e continuerà a farlo, con l'obiettivo di indagare la normalità e la quotidianità dei dodicenni di oggi, con uno sguardo a tutto tondo. Sono quasi cinquecento i ragazzi della provincia di Padova e del comune di Rovigo protagonisti dell'indagine, con le loro famiglie.

Nel corso del convegno «Il benessere e la crescita dei nostri ragazzi» (27 settembre), sono stati presentati a Padova i risultati della prima annualità dello studio, realizzato dalla Fondazione Zancan con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il De Leo Fund, la Fondazione Città della Speranza, la Fondazione Bortignon e l'Oic, con il patrocinio dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza e il sostegno dell'Ufficio del Pubblico Tutore dei minori del Veneto. Allo studio collaborano 84 Comuni della provincia di Padova, il Comune di Rovigo e l'azienda Ulss 16.

Conclusa la prima annualità il progetto non si esaurisce, anzi: i ragazzi infatti saranno «monitorati» fino al compimento del 18° anno di età. Questo consentirà non solo di avere una fotografia del loro presente, ma di poter anche seguire la loro crescita

e i cambiamenti nel tempo. Serve un allenamento all'ascolto. Noi abbiamo cercato di farlo, in modo delicato e discreto, e abbiamo percepito l'emozione dei ragazzi nell'essere ascoltati.

Lo studio è una grande opera sociale che fornisce un patrimonio di conoscenza che non teniamo per noi, ma che restituiamo alla comunità mettendolo a disposizione dei ragazzi stessi, delle famiglie, delle istituzioni, delle scuole, di tutti coloro che gravitano intorno all'infanzia. Di questi dati dovremo far tesoro.

«Il grande valore aggiunto di questo progetto è che è uno studio non sul disagio ma sulla normalità, che ci fornisce informazioni utili per una seria programmazione sociale, nell'ottica di una prevenzione non emergenziale», ha sottolineato l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Padova Alessandra Brunetti. E il Pubblico tutore dei minori del Veneto Aurea Dissegna ha aggiunto: «Siamo talmente abituati a parlare di problemi, difficoltà e disagio che a volte fa perdere il profilo della buona crescita. Questi percorsi di normalità subiscono due minacce forti: da parte del contesto sociale incerto e di una generazione di genitori molto fragile sul versante educativo, che sconfina anche sul fronte affettivo. Cogliere la quotidianità può aiutarci a individuare le determinanti positive per uno sviluppo equilibrato». Matteo Segafredo, Fondazione Cariparo, ha sottolineato: «Questo studio ha lo scopo di accompagnare i ragazzi, di non lasciarli soli, affinchè non rinuncino a capire il loro presente e a orientarsi nelle scelte per la loro vita».

Una selezione di dati emersi dallo studio sono visibili nel comunicato stampa https://fondazionezancan.it/news/view/657.

5.

Nuove povertà e welfare generativo

La crisi perdurante colpisce anche là dove, in passato, povertà e deprivazione sociale erano fenomeni marginali. Oggi, di fronte all’aumento delle persone in difficoltà economica non si può restare a guardare e nemmeno insistere con vecchie logiche di welfare che si sono dimostrate inefficaci. È stato questo il tema al centro della 7° giornata delle Associazioni per Montevarchi «Energie in rete», promossa dal Comune di Montevarchi e le associazioni locali attive nel contrasto alla povertà e all'esclusione.

Nel corso dell’incontro dal titolo «Nuove povertà e welfare generativo» – che si è svolto sabato 13 settembre nel centro sociale polivalente «La Bartolea» –, si è discusso delle opportunità di un nuovo approccio di welfare che da ormai tre anni la Fondazione Emanuela Zancan sta promuovendo. Un welfare incentrato sulla valorizzazione delle risorse disponibili, sulla loro messa a rendimento sociale, sulla responsabilizzazione di chi è aiutato, insieme a chi aiuta. Condizione necessaria è muovere dalla logica del costo a quella dell’investimento. Significa passare dal welfare attuale che raccoglie e redistribuisce a un welfare che riesce anche a rigenerare le risorse, facendole rendere, grazie alla responsabilizzazione legata a un nuovo modo di intendere i diritti e doveri sociali.  La presenza di forti reti associative e di prassi consolidate di collaborazione tra pubblico, terzo settore e volontariato sono premesse fondamentali, seppure non sufficienti, per attivare questo nuovo welfare. Per questo l’incontro è stato particolarmente importante, per animare una riflessione comune su come le realtà sociali e le istituzioni del territorio possono farsi promotrici di pratiche sociali generative.

6.

Il welfare generativo protagonista di un confronto internazionale

Il welfare generativo è stato protagonista in un confronto internazionale a Cittadella (Padova, 23-24 settembre). Esperti europei si sono riuniti su invito dell’azienda Ulss 15 per riflettere sulle attuali politiche di governance della salute nei rispettivi territori e per individuare azioni innovative che favoriscano la sostenibilità della spesa del sistema sociosanitario, nell’ottica di un welfare comunitario e generativo.

L’assunto di partenza del workshop - dal titolo «Politiche di Integrazione Socio-Sanitaria: modelli a confronto e sfide per un futuro sostenibile» - è che è necessario e urgente attivare strumenti di governance capaci di promuovere azioni fortemente integrate tra i sottosistemi (sanitario, sociale, produttivo, formativo) che concorrono a creare le condizioni per il ben-essere dei cittadini e delle comunità locali.

Il direttore della Fondazione Emanuela Zancan, Tiziano Vecchiato, ha presentato agli esperti italiani ed europei la proposta di welfare generativo come alternativa all’attuale sistema basato sull’assistenzialismo, che da tempo ormai si è rivelato inefficace e incapace di rispondere ai bisogni crescenti della comunità. Il workshop organizzato dall’Ulss 15 è stata un’occasione preziosa per guardare oltre i confini nazionali a quello che c'è di buono in altri paesi, ma senza illudersi visto

che le difficoltà non riguardano solo l'Italia. È stata anche un’opportunità per presentare la proposta di riforma del welfare. Da quando l'abbiamo presentata due anni fa stiamo raccogliendo sempre maggiori consensi. Sono molte le realtà, anche in Veneto, interessate ad accettare questa sfida e cambiare rotta investendo su soluzioni di welfare generativo. È necessario per passare da logiche di «costo» a soluzioni di «investimento» in grado, cioè, di valorizzare le risorse a disposizione, facendole rendere senza sprecarle. È possibile chiedendo alle persone aiutate di mettersi in gioco, contrastando la passività in cui la logica assistenziale le ha troppo spesso confinate. Il welfare generativo, in sostanza, dice a ogni persona «non posso aiutarti senza di te». Chi lo sperimenta ci dice che è una specie di rivoluzione, perché scardina il sistema assistenzialistico cui siamo abituati. Sono le difficoltà di ogni giorno a dirci che non si può più aspettare e che bisogna cambiare rotta.

7.

Ciclo di incontri «Il Veneto dei valori. Percorsi per il quarto Veneto»

La presentazione del romanzo «Cartongesso» di Francesco Maino, venerdì 26 settembre ha aperto il ciclo di incontri «Il Veneto dei valori. Percorsi per il quarto Veneto», promosso da Fondazione Lanza, Fondazione Zancan ed Etimos Foundation.

All’appuntamento, presso la libreria San Paolo/Gregoriana di via Vandelli, sono intervenuti, oltre all’autore, anche Lorenzo Biagi (Segretario Generale di Fondazione Lanza) e Alessandro Cinquegrani (Ricercatore dell’Università di Venezia); ha moderato Sara Melchiori.

Il romanzo invettiva di Francesco Maino, nel suo oscillare tra finzione e iperrealismo, rappresenta lo spunto ideale per una riflessione sulle dinamiche economiche e sociali della nostra regione che prende le mosse dalla ricerca sui valori degli italiani realizzata dal Censis a fine 2013.

«Il Veneto dei valori. Percorsi per il quarto Veneto» prosegue con altri tre incontri: lunedì 20 ottobre «Valori, strumenti e pratiche per un civismo attivo» a cura di Fondazione Lanza; lunedì 10 novembre «Le relazioni che generano valore: microcredito, supporto alla micro-impresa e imprenditoria sociale» a cura di Etimos Foundation; lunedì 1° dicembre «Welfare generativo per una maggiore inclusione sociale» a cura di Fondazione Zancan. Con questo ciclo di incontri le tre Fondazioni padovane puntano ad approfondire e analizzare lo stato di salute di alcuni valori fondamentali nella vita attuale dei veneti: dal senso civico al senso del lavoro, dalla famiglia agli affetti, dal rapporto con il denaro al consumo, dalla disponibilità ad impegnarsi per gli altri al rapporto con il territorio e l’ambiente naturale. 

8.

I Comuni del Veneto puntano sul welfare generativo

Il welfare generativo continua a raccogliere consensi e manifestazioni di interesse da parte dei Comuni del Veneto. La proposta - lanciata formalmente dalla Fondazione Zancan a più di 120 Comuni - di far cambiare rotta a un sistema di protezione sociale inadeguato incontra il parere favorevole di molti amministratori locali.

Nei giorni scorsi importanti realtà del territorio hanno promosso momenti di confronto e riflessione sul tema. Venerdì 12 settembre il Comune di Treviso ha riunito il Forum delle associazioni locali con l’obiettivo di «definire alcune delle strategie che l’amministrazione comunale potrà cominciare ad adottare in materia di politiche sociali». In provincia di Padova, a Ponte San Nicolò, il welfare generativo è stato protagonista sabato 13 settembre nell’ambito della IV Festa del Volontariato e delle Associazioni #associazioninfesta organizzata dal Comune. Martedì 16 settembre, se ne è discusso anche a Padova, nell’ambito del corso di formazione per volontari e per operatori sanitari e sociali «Caregiver PerLa Comunità», proposto da CSV Padova, Ulss 16, Azienda Ospedaliera, Comune. Sempre a Padova nei prossimi giorni si svolgeranno momenti di dibattito organizzati dall’associazione La Specola e, in provincia, dall’azienda Ulss 15.

È un bene che finalmente si prenda coscienza dei limiti di un sistema di welfare basato sull’assistenzialismo, preferendo una soluzione che chiede un coinvolgimento attivo delle persone aiutate. Un approccio di questo tipo favorisce il passaggio dai diritti soltanto individuali ai diritti realmente sociali: ogni aiutato che valorizza le proprie capacità è, infatti, anche moltiplicatore di valore. In una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo è indispensabile riuscire a far rendere e valorizzare le risorse a disposizione anziché sprecarle.

Il Veneto si dimostra pronto a puntare su un welfare a maggiore capacità e potenza, che non si limita a raccogliere e redistribuire, perché diventa promotore di capacità di fare di più nell’incontro con la persona, promuovendo corresponsabilità sociali, rigenerando le risorse, grazie alla responsabilizzazione resa possibile da un nuovo modo di intendere i diritti e doveri sociali.

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